“Oceano, ora” è l’esordio di Pattoni – Intervista

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“Oceano, ora”: Così l’artista emergente Pattoni definirebbe il momento che sta vivendo in questo istante. Un divenire, come l’oceano. Come la vita.

“Oceano, ora” è l’album di esordio di Pattoni.

Un progetto nato tra le mura domestiche, inconsapevolmente. Un modo per immortalare momenti tristi e non, momenti in cui si dice “Ho bisogno di parlare con qualcuno”

Ascolta qui “Oceano, ora

Abbiamo intervistato Pattoni.

Ciao, grazie per la disponibilità!Iniziamo dal tuo progetto “Oceano, ora”. C’è un motivo in particolare per la scelta del titolo?

Ciao Michela, grazie a te per l’intervista! Da sempre sono affascinato dai racconti di mare e tempesta, li ho sempre immaginati come un’allegoria della vita. Questo il motivo di “Oceano, ora”, come nel mezzo della vita, ora sto nel mezzo.

Cosa rappresenta per te pensare che ci sono persone che ascoltano i tuoi brani e vi si immedesimano?

Sempre strano pensare a questa cosa! Non ho alcuna pretesa in termini di riscontro e quando nascono le canzoni non penso a chi le ascolterà, sono mie cose, quasi sempre personali. Alcuni amici mi hanno convinto a pubblicare questo album e l’unica speranza é quella di far star bene chi ascolta le mie canzoni.

Come si può risolvere il bisogno di parlare con qualcuno nell’era dei social, che sembrano tagliare le distanze fisiche ma “aggravare” le distanze emotive?

Non credo che i social aggravino le distanze emotive, forse allontanano fisicamente le persone e questo non é mai un bene, ma credo anche che possano creare nuove possibilità, nuove interazioni. Ok, non sono un fan dei social e praticamente non li uso ma non ci vedo solo del negativo! La mia generazione é stata forse la testa d’ariete sul mondo social, ai tempi si usava msn, myspace, netlog ecc ecc, ho conosciuto persone di città lontane che sento ancora oggi e con cui é nata una bella amicizia.

“Oceano, ora” è l’album d’esordio di Pattoni

Il tuo brano “Voglio vederti stare bene” è malinconico ma velato di speranza. Mi racconteresti com’è nato questo brano?

I brani di tutto il disco sono nati in un preciso momento, circa in un mese e mezzo, forse due. Sono cose successe in quel periodo. Quando dico “ho fatto mezz’ora di corsa/per venire da te sotto casa” é realmente successo. Poi quando si metabolizza e la cosa entra dentro di te le canzoni nascono da sole.

Domanda un po’ difficile: ti definiresti un artista indie? (dove indie sta per approccio musicale…)

Se indie vuole dire un approccio musicale dove fai quello che ti piace con i mezzi che hai direi di sì. Mi piace che le cose nascano naturalmente e molto spesso, ovvero quasi sempre le buone idee nascono in dieci minuti!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho un sacco di brani nuovi, per cui non so, forse mi piacerebbe riuscire a gestire meglio questa cosa dell’emotività e far uscire altre cose!

Grazie!

Grazie a te!

Instagram: Pattoni

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