Intervista – sul lungomare, sorseggiando moscow mule – ai Brugnano

Nell’era del temporale perenne, Brugnano scaccia via il maltempo dal panorama nazionale e lascia far capolino al sole, tra la nebbia delle classifiche e le piogge di like: “Le notti insieme” è la sincera preghiera del duo napoletano rivolta alle burrasche emotive di tutti, per tornare ad una normalità del cuore che sappia ricordarci dove sia casa, fuori ovunque per Luppolo Dischi dal 18.12.2020 e già in Scuola Indie di Spotify Italia. Abbiamo fatto due chiacchiere con i ragazzi, per ricostruire la loro storia.

Bentrovati, Brugnano! Partiamo subito con le domande secche: tre aggettivi che vi contraddistinguono e uno che invece non vi appartiene affatto.

Liberi, appassionati e testardi. Un aggettivo che non ci appartiene sicuramente è incoerenti.

Torniamo indietro di qualche anno: il primo ricordo dei fratelli Brugnano alle prese con la musica, e il momento più imbarazzante che vi siete trovati a gestire su un palco. Fateci ridere, che ce n’è bisogno!

Un episodio imbarazzante è accaduto ad una delle prime serate come cantautori in un locale a Napoli, avevamo programmato di suonare una cover ma il giro iniziale continuo’ per diversi minuti perché entrambi avevamo dimenticato le parole della prima strofa.

Il vostro è un percorso lungo, che viene da lontano. Se poteste parlare con i voi stessi di anni fa, quando avete cominciato, cosa vi sentireste di consigliargli, e sopratutto cosa consigliereste loro di non cambiare mai?

Il consiglio che daremmo ai Brugnano di anni fa è di ascoltare tutti, ma non stare a sentire nessuno. Seguire la propria idea senza tutti quei consigli che piovono addosso durante il percorso da musicista. Restare fedeli e onesti nei confronti della propria musica e di quello che si vuole raccontare. 

Arriviamo al vostro ultimo singolo per Luppolo Dischi: raccontateci di cosa parla e come si è sviluppata la produzione del brano.

“Le notti insieme” descrive in qualche modo la fragilità dei legami: come le altalene, molti amori attraversano alti e bassi rapidi. È nato su un giro di accordi alla chitarra e l’incontro con Valerio Nazo ha dato una forma definitiva al brano. L’abbiamo concepita come una telefonata, infatti non finisce in maniera canonica con la ripetizione dell’ultimo ritornello ma con un altro momento, proprio come fosse appunto la fine di una telefonata.

Un luogo, un momento della giornata e un cocktail da abbinare all’ascolto di “Le Notti Insieme”.

Su un lungomare, di pomeriggio, con un moscow mule.

La musica sta vivendo, oggi più mai, un momento di drammatico stallo. Vorrei che ci regalaste una riflessione sulla nostra quotidianità, che possa in qualche modo raccontarci come avete vissuto e come e state vivendo tutto questo.

È un momento davvero complesso, si sente una sorta di immobilità, davvero, anche se retorica, la frase “la musica ci ha salvato” mai come ora suona più vera. Il chiudersi in studio i pomeriggi a scrivere e registrare è stato fondamentale.

Tre artisti emergenti che vi sentite di consigliarci a tutti i costi.

Giovanni Truppi, Lycan, e Brugnano!

Classica delle domande di chiusura: e adesso, progetti per il futuro?

Abbiamo anche alcuni progetti paralleli, ma di sicuro per ora abbiamo in mente alcuni feat e la chiusura del nostro disco.

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