Intervista a Leonardo Angelucci: “Non fermiamoci ora”

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di Fabio Mancini

Leonardo Angelucci è uno dei cantautori indipendenti più interessanti nel panorama italiano. Autore, compositore, chitarrista, tecnico del suono e produttore musicale, ci ha confidato come la sua musica sia sempre viva, anche in questo periodo difficile per tutta l’arte in generale.

Leonardo Angelucci – Ph Matteo Troiani

Ciao Leonardo, come stai? Parto subito con una domanda scomoda. Come è stato, per un artista attivo come te, fermarsi e non riuscire più a portare la propria musica in giro per tanti palchi e festival?

“Molto difficile indubbiamente. Io vivevo soprattutto di live, con cadenza quasi settimanale, quindi puoi immaginare il trauma sia a livello emotivo che lavorativo. Però diciamo che per indole non sono una persona che si abbatte facilmente, quindi mi sono subito reinventato convertendo il mio lavoro e la passione in versione smart.”

In questo periodo di “fermo”, hai rilasciato alcuni singoli nati da una nuova collaborazione musicale con il produttore Giorgio Maria Condemi. Uno di questi singoli è “Budapest” raccontaci un po’ dove nasce il brano e cosa vuole esprimere.

“Budapest è nata verso la fine del 2019 mentre ero al CET, la scuola autori di Mogol, ed è nata proprio da un sentimento reale che ho vissuto, come la maggior parte delle mie canzoni, ovvero quello della lontananza dalla persona amata. Ovviamente poi mi sono divertito a condire il testo con riferimenti ai viaggi e alle esperienze vissute insieme fino ad arrivare a quelle ancora da vivere, in un finale che è un po’ una dichiarazione di intenti.”

Il videoclip ufficiale di “Budapest” è una produzione video Free Club Factory

Hai sempre vissuto la musica a 360 gradi andando oltre l’essere cantautore, scoprendo anche il mondo della produzione musicale, regia e tutto ciò che gira intorno al questo meraviglioso mondo. Qual è l’aspetto che ti piace di più, e quello che invece ti rimane più difficile.

“Sicuramente l’aspetto musicale è quello che mi viene più naturale e forse mi riesce meglio di tutti gli altri, proprio perché da sempre è il mio mestiere e la mia passione. Quindi la chitarra prima di tutto, poi la scrittura e la produzione. Ma io sono un eclettico iperattivo da sempre innamorato di arte e cultura a tutto tondo, quindi come hai bene specificato nella domanda, mi cimento con buoni risultati anche in altri ambiti come la produzione video, la scrittura, le arti visive (fotografia, grafica, pittura e illustrazione), l’organizzazione di eventi e la comunicazione. Lascio comunque agli altri il giudizio sui diversi Leonardo in questione.”

Ormai sono trascorsi quasi tre anni dall’uscita del tuo ultimo disco “Questo frastuono immenso”. Stai lavorando a nuovi progetti?

“Certamente. Durante il 2020 ho prodotto quattro singoli allo Strastudio di Centocelle, con la produzione artistica di Giorgio Maria Condemi e Gianni Istroni, due dei quali sono già usciti (Henné e Budapest), e due invece sono in uscita per il 2021. Poi sto lavorando già alla scrittura del mio secondo album, attendendo ovviamente albe migliori per pensare alla produzione e all’uscita, con tutto quello che ne consegue, tra cui un tour promozionale in Italia e all’Estero che ho vinto a fine 2019 con il premio Nuovo Imaie alla biennale di MArteLive.”

“Questo frastuono immenso” l’ultimo Album di Leonardo Angelucci, uscito per Alka Record Label con la produzione di Manuele Fusaroli

In questo difficile periodo storico, qual è secondo te la strategia migliore per poter pubblicare e promuovere la musica per un artista indipendente? Quali strumenti si potrebbero utilizzare?

“Lavorare smart, come dicevo all’inizio. Cercare di attrezzarsi il più possibile con le infinite chance che offre il mondo digitale e l’home recording, investendo una cifra irrisoria. Poi una volta fermate delle buone idee di scrittura con dei provini decenti, presentarsi agli addetti ai lavori. Il segreto sta nell’affidarsi ad un team competente e seriamente interessato al progetto, senza rimanere preda dei tanti sciacalli che vogliono solo spillare soldi agli artisti emergenti ed indipendenti. Per questo ho fondato Free Club Factory , un laboratorio creativo di idee, composto da una rete di amici, colleghi e conoscenti professionisti del loro settore, in grado di aiutare gli artisti a coltivare il loro progetto dalla scrittura alla produzione fino poi alla promozione, senza spendere una fortuna.”

Come ultima domanda, vorrei lasciarti carta bianca. Un tuo messaggio all’intero mondo della musica indipendente ed artistico. Grazie!

“Non posso esimermi dall’augurare a tutti immensa fortuna per i loro progetti creativi, nella speranza di incontrarci presto di nuovo sotto e sopra i palchi, nelle radio, agli eventi, in strada, potendo ripensare a questo periodo cupo solamente come un brutto ricordo. Allo stesso tempo dico a tutti di non fermarsi e di continuare a fare musica e a fare arte, perché è quanto di più prezioso possediamo, ma allo stesso tempo è qualcosa di incredibilmente facile da condividere per emozionare. E in questo momento abbiamo bisogno di sentirci parte di una sola emozione.”

Ringraziamo ancora di cuore Leonardo Angelucci, augurandoci che la sua musica e quella di tanti altri artisti non si fermi mai!

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