Con “Havana”, Dalîlah dà voce a una storia personale che diventa universale: quella di una ragazza costretta a lasciare il proprio paese in cerca di una vita migliore. Il brano unisce malinconia e sensualità, mescolando chitarre latineggianti e ritmi coinvolgenti a un testo carico di emozione. Una canzone che fa muovere il corpo, ma invita anche a riflettere.
Ne abbiamo parlato con l’artista, tra immagini, verità e voglia di raccontare ciò che spesso resta invisibile.
“HAVANA” racconta una storia che tocca tematiche universali e profonde. Qual è stata la spinta creativa che ti ha portato a scrivere questo brano?
“HAVANA” è nata dopo un immersione emotiva nella storia di una ragazza. il suo racconto, la sua vita, il suo modo di raccontare, i suoi occhi, mi hanno strascinata con lei.. tanto da portarmi a scrivere questo pezzo.
Come sei riuscita a tradurre le emozioni complesse e le tematiche trattate nel brano in una composizione musicale che unisce malinconia e ritmi coinvolgenti?
Come ben dici sono emozioni complesse, che io ci sia riuscita o meno, sta nel modo in cui
arriva alla gente, per me scrivere è sempre esorcizzare e con questo brano ho portato fuori da me ciò che mi ha segnato da questa esperienza. Vivere anche solo emotivamente questo racconto è stato forte, la malinconia del testo era inevitabile, ma abbracciarlo con queste sonorità era inevitabile e sono felice di aver fatto questa scelta.
Durante il processo di scrittura di “HAVANA”, quale momento ti è sembrato il più intenso o emotivamente coinvolgente? Come hai affrontato la sfida di raccontare una storia così profonda?
Scrivere la storia di qualcun’altra è più difficile per alcuni sensi, perché hai una responsabilità, per altri è stato più semplice perché ho sentito un senso di libertà. Amo fare quello che faccio proprio perché mi mette davanti sempre nuove sfide, è stato molto coinvolgente e pieno di emozioni, ma sono soddisfatta del risultato.
Interpretare una storia così ricca di emozioni ti ha richiesto un particolare approccio. Come ti sei preparata per riuscire a dare voce a questa esperienza con autenticità?
Raccontando con verità. Avevo nella mia testa delle immagini, che la mia mente aveva creato all’interno della storia, avevo immaginato questa ragazza ballare, che per me il ballo ha sempre significato libertà, la sua terra, sua madre, la sua voglia di scappare, la paura e la sua voglia di scappare. Ho cercato di portare queste immagini in questo testo e dar voce alla sua storia, che purtroppo non è solo sua, è la storia di molte.
Quali reazioni ti aspetti da parte del pubblico quando ascoltano “HAVANA”? Che tipo di emozioni e riflessioni speri di suscitare in chi ti ascolta?
“HAVANA” sicuramente al primo ascolto è un brano con delle vibes estive, ti fa muovere, ma il testo spero faccia riflettere.
Dopo il lancio di “HAVANA”, cosa ci possiamo aspettare da te nei prossimi passi della tua carriera artistica? Hai già in mente nuove direzioni musicali o tematiche da esplorare?
Questa estate mi dedicherò principalmente ai Live, dopodiché voglio mettermi a scrivere; vorrei far uscire un album.

