“Mille” buoni motivi per sentire dal vivo Elisa Pucci

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Risorgimento o rivoluzione? Elisa Pucci gioca a dadi con la storia, sfruttando il suo nome d’arte, MILLE, che mai prima d’ora racchiude i suoi innumerevoli talenti. Se infatti l’artista proveniente dai Castelli Romani svolgeva moti carbonari in luoghi di nicchia fino a poco fa, che pullulano di artisti sempre più virtuosi rispetto al mainstream come dimostrano i nostri innumerevoli focus sul sito, adesso è tempo di annusare il grande pubblico e l’antipasto è assai saporito.

Mille, un primo live romano pieno di sorprese

Dopo le fortunate date iniziali a Bergamo e Milano, Mille si è presa Roma con un altro sold-out meritato, sia in termini di performance che di percorso artistico. Non a caso l’artista che ben ricordavamo anni addietro col duo dell’hinterland romano dei Moosek a X Factor, ha finalmente indossato idealmente la camicia rossa garibaldina e ha iniziato ad aprire brecce in luoghi ancor più ampi, rispetto ai tanti angolini ritagliati in giro per l’Italia, grazie a una musica frizzante, fra ribellione attuale e nostalgia retrò. Ebbene al Monk, ieri sera, Mille ha trovato un altro “Maledettissimo posto migliore”, dove potersi sentire a casa e fare quel che più riesce: emozionare. Attraverso proposte di balli lenti sulle note de “Gli amanti”, confessioni intime sul suo percorso personale – con l’omaggio alla sua psicoterapeuta Simona sia in un musica che a parole – e uno stage improvvisato al centro della sala dopo un lodevole crowd surfing – – la garibaldina di Velletri ha fatto respirare ventate di musica spudorata, con una voce inconfondibile che rompe gli schemi radiofonici e li rende un po’ più originali.

Grazie a un repertorio che vanta annovera due album da solista, l’ultimo uscito dopo l’estate, e una concatenazione di singoli raccontati fra Primo Maggio di Roma, Unomaggio di Taranto, Milano Pride e festival estivi, il live è durato circa due ore, senza avvalersi di pause prolungate o del cliché finale del bis chiamato dal pubblico. Lo stesso con cui Mille ha dimostrato di avere un rapporto diretto, anche attraverso l’elemento aggregativo del Telefono Pietro, uno smartphone fatto girare in sala per raccogliere foto e video dei fan presenti. Originalità e creatività per una cantante che raggiunge vette vocali interessanti e soprattutto non disdegna ironia e satira sulla situazione moderna in termini di sentimenti, lavoro e vita sociale.

«Per risorgere non è necessario farsi mettere in croce. I cambiamenti avvengono quando li vogliamo veramente» è un po’ il pensiero comune che unisce l’arte alla morale di Mille, una donna incline alla libertà ma che non dimentica la forza della condivisione come dimostrato nel duetto con Eddie Brock e nelle parole al miele per l’amico fraterno Umberto Primo, attraverso sonorità rock e punk che si mescolano audacemente alla forza teatrale. Un esperimento tout-court per dimostrare che la musica si può ancora fare carico di valori universali, magari anche in varie declinazioni stilistiche, come dimostrano i connotati elettronici, punk e rock delle sue tracce.

Ma tornando al titolo vi chiederete: dove sono questi mille motivi? Vi potremmo rispondere così: li scoprirete da soli sentendola in tour, in una delle prossime tapp…pardon, maledettisimi posti migliori dove trovare il vostro risorgimento personale!


Foto a cura di Alessandro Ruffolo

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