Sèmièl e la via ritrovata a Tokyo

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Low-fi, tranquillo, suggestivo, così Sèmièl ci trasporta in un racconto particolare di vita vera, un rincontro che avviene dopo anni nel luogo più lontano pensabile. Un evento di grossa portata che trascina con sè lunghe riflessioni, condensate dal cantautore toscano in una poetica e malinconica canzone, adatta a chi, dalla vita o dalla sorte, si aspetta continue sorprese.

Sèmièl e la fortuna

Le vie di Tokyo” nasce dall’incontro fortuito con una tua amica d’infanzia durante il tour in Giappone. Cos’è per te la fortuna?

Dipende dal contesto di cui parliamo. Se per fortuna intendi nascere sano in Toscana negli anni ’90 allora sì, sono un miracolato. Credo esistano però molti elementi e molte forze che non sentiamo o che ignoriamo, viene da chiamarla fortuna, ma non sono d’accordo. La percezione che ho della fortuna credo sia più legata alla bontà di certi elementi che convergendo contemporaneamente creano un evento positivo.

Sèmièl

Amicizie d’infanzia

Cosa hai provato quando hai rincontrato questa tua amica?

Mi sono sentito come quando guardi una grandinata dalla finestra di casa. Al riparo. Un caldissima sensazione di essere “a casa”, nella mia confort zone, una bolla. Uscito dal locale mi sono sentito fiducioso, sia in me che nelle persone che mi stanno o mi sono state accanto. 

Cos’hanno per te di diverso le amicizie d’infanzia dalle altre?

Da bambino, quando facciamo amicizia, ci si propone per la persona che siamo, senza filtri, senza costrutti sociali, invidie o gelosie in maniera semplice e genuina. Penso sia il motivo per cui le amicizie d’infanzia siano più durature, in genere. Le vedo come una sacralità imprescindibile da quello che uno diventa o fa nella vita.

Italiano

Come mai hai voluto iniziare anche tu a scrivere in italiano? Lo trovi più facile o più difficile?

L’inglese è una lingua super pratica per l’attività musicale: eufonica, sillabazione breve (che per scrivere in metrica è un grande aiuto) e la possibilità di parlare al mondo intero. Sono passato all’italiano proprio dopo l’incontro a Tokyo, in maniera istintiva. Evidentemente ho avuto la necessità di descrivere e descrivermi utilizzando parole meno generiche e anzi più precise, esercizio che nell’inglese risulta sicuramente più sacrificato. Tra l’altro l’italiano è una lingua meravigliosa, non mi sarei mai potuto permettere di scrivere solo in lingue straniere.

Sèmièl

Ispirazioni

Chi sono le tue grandi ispirazioni?

I Nirvana per la visceralità e la portata artistica, Aretha Franklin per la potenza spirituale ed emotiva, Berlinguer per la persona, Francesco Nuti per la creatività comunicativa, Ayrton Senna per la ricerca della perfezione sul limite(r) e Gilles Villeneuve perché essere il più forte non vuol dire necessariamente arrivare primi. 

Canzoni

Che rapporto hai con la tua chitarra? Parti da una sua melodia quando scrivi?

Inizio a jammare con me stesso e a volte sì, mi colpisce un tipo di melodia, ma altre il tipo cadenza, oppure la dinamica. È un po’ come quando guardi il tuo partner e ti va di farlo in tutti i modi, ma in montagna sono logisticamente possibili alcune cose, mentre al mare magari sono possibili altre e se ti trovi in casa altre ancora.


Se dovessi scegliere un colore con il quale descrivere le emozioni che vorresti suscitare negli ascoltatori quale sarebbe?

SUPERFUXIA. Per più ragioni: il rosso e il blu sono i colori che mi rappresentano di più. Anche a casa ho un parete rossa, una blu e una bianca.

In un’altra intervista hai detto che per te i poeti sono bugiardi, tu lo sei?

Forse non sono un poeta ma so mentire molto bene quando necessario.

Sèmièl

Sperimentazioni

Sei molto eclettico e diverso nei suoni delle tue canzoni. Lo fai per sperimentare e trovare bene la tua strada o perché ti piace affrontare generi eterogenei?

Trovo molto stimolante la profanazione dei generi, a tutto tondo. Penso che la sperimentazione possa essere sia uno strumento per trovare la propria strada, oppure come nel mio caso, un modo per svilupparla anche se devo dire che la ricerca musicale è sempre stata una colonna portante di quasi tutto quello che ho scritto fino ad adesso. 

Cosa ti piacerebbe fare in futuro che ancora non hai sperimentato?

Esistono così tante soluzioni possibili che mi verrebbe da dire qualsiasi cosa che non abbia mai fatto. Ho molte idee e sto cercando di vagliare le più rappresentative della mia persona in questo periodo.

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