Alice Blasi e l’arte di restare nel silenzio: “Capirai”

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Ci sono canzoni che non cercano risposte, ma presenza. Capirai di Alice Blasi appartiene a questa categoria: un brano che si muove lentamente, quasi in punta di piedi, dentro uno spazio emotivo rarefatto, dove l’assenza non viene spiegata ma ascoltata.

La canzone abita il silenzio senza timore, lasciando emergere una nostalgia fatta di sguardi lontani, di parole non dette, di un amore che si manifesta come bisogno profondo di connessione. Capirai parla del desiderio di riconoscersi negli occhi dell’altro, di trovare un rifugio emotivo, un luogo interiore da chiamare casa. È una scrittura che accetta l’incompiutezza, che sceglie la sospensione come forma di verità.

In questo equilibrio fragile tra paura e tenerezza, Alice Blasi costruisce un brano intimo e sincero, che non alza mai la voce ma lascia il segno. Abbiamo approfondito con lei il valore del vuoto, del silenzio e delle emozioni che restano aperte.

“Capirai” sembra nascere in uno spazio vuoto: scrivi meglio quando manca qualcosa?

Penso che sia proprio dalla mancanza di qualcosa che nascono le cose più autentiche, riflettere su un vuoto spesso ti aiuta a conoscerti e comprenderti meglio.

Nel brano gli occhi non guardano, osservano da lontano: è una forma di difesa?

Nel brano, gli occhi diventano lo specchio di un dolore profondo, custodi di ricordi e sensazioni. Affrontare quel dolore diventa allora difficile, perché bisognerebbe guardare dentro occhi ormai lontani, eppure ancora apparentemente così vicini.

Quanto ti senti a tuo agio nell’abitare il silenzio, anche musicalmente?

Penso che il silenzio sia ricco di emozioni, il silenzio aiuta a comprendere e comprenderci.

Sentiamo spesso il dovere di colmare ogni silenzio, di riempire i vuoti, quando spesso é proprio da questi vuoti che germogliano i fiori più belli, ed é proprio dal silenzio che nasce la luce più intensa.

Hai lasciato volutamente delle zone irrisolte, emotive o narrative, dentro la canzone?

Capirai è un brano che volutamente resta un po’ “sospeso”, é un susseguirsi di frasi introspettive a volte un po’ irrisolte che trasmettono un senso di smarrimento e solitudine, una mancanza che si trasforma in ricerca.

“Capirai” è più una richiesta d’ascolto o un modo per restare in piedi?

Capirai è più un modo per abbracciarsi, per abbracciare il dolore, la mancanza, per abbracciare le nostre emozioni e viverle fino in fondo.

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