Da venerdì 13 febbraio sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Colpa Mia” (Maionese Project), il nuovo singolo di Blynch. Un brano che sceglie la sottrazione e l’essenzialità per raccontare il dolore interiore e il senso di colpa come condizione esistenziale.
Una canzone che cerca silenzio nel rumore
“Colpa Mia” è una ballata sospesa, costruita su un arrangiamento minimale di pianoforte e violoncello che accompagna una voce fragile, trattenuta, mai urlata. Il brano mette al centro il bisogno di sottrarsi al rumore del mondo e di trovare uno spazio protetto in cui potersi fermare, respirare, esistere.
Il contrasto tra un sound caldo e accogliente e un testo diretto, crudo, conduce a un finale in crescendo che si richiude in modo circolare, lasciando l’ascoltatore in uno stato di quiete tesa e riflessiva.
Il racconto di una ferita senza filtri
A proposito del brano, l’artista racconta un processo di scrittura profondamente legato a un periodo di fragilità personale, segnato dalla depressione. “Colpa Mia” nasce come tentativo di dare una forma sincera e non estetizzata al dolore, senza mediazioni né abbellimenti.
Un testo scritto di getto, rimasto per settimane su un telefono, prima di trovare una dimensione musicale al pianoforte. La scelta finale è stata quella di spogliare il brano di ogni elemento superfluo, lasciando solo lo stretto indispensabile: pianoforte, violoncello, chitarra acustica e voce. Un’essenzialità che diventa scelta poetica e identitaria, valorizzata dal lavoro del produttore Alife, capace di amplificare ogni sussurro senza tradirne l’intimità.
Un EP sull’attesa e sull’immobilità emotiva
“Colpa Mia” è anche il brano di chiusura dell’EP di prossima uscita La Stasi dei Fantasmi, un progetto composto da sette tracce che riflette sul tempo sospeso dell’attesa e sull’immobilità emotiva. Un lavoro coerente e compatto, in cui la vulnerabilità diventa linguaggio e spazio di riconoscimento.
Il videoclip: spogliarsi delle aspettative
Il videoclip di “Colpa Mia”, diretto da Nour Gharbi, è stato girato tra le valli dei monti del Matese, nell’alto Casertano. Nel video, Blynch viene preparato da una troupe come per una cerimonia elegante, indossando abiti e simboli che non gli appartengono, in netto contrasto con l’ambiente naturale che lo circonda.
Il gesto centrale del video è la spoliazione: liberarsi degli abiti e delle sovrastrutture diventa atto simbolico di rottura, rifiuto di ruoli e aspettative imposte, e presa di coscienza di un’identità consumata dal peso del dover essere.
CHI È BLYNCH
Blynch, alter ego musicale di Gian Marco Bellone, prende vita ufficialmente nel 2024. Gian Marco tuttavia scrive, compone, canta e registra la sua musica dall’età di 15 anni, completamente da autodidatta.
Le sue influenze vanno dal britpop anni 90’ degli Oasis e dei Supergrass al bedroom pop / slowcore moderno di Salvia Palth e dei Crywank, influenza principale per il suo ultimo lavoro in uscita: l’EP “La Stasi dei Fantasmi”.
Blynch cura autonomamente l’arrangiamento dei suoi brani, registrando tutto in un piccolo studio casalingo: dal basso al piano alla batteria, alle voci, per poi affidarlo a produttori che sposano in pieno la sua visione di sound, e che danno forma ai suoi brani.
Raggiunge il successo di pubblico con il singolo pop “Tutto Ciò che Ho di Te”, per poi raggiungere una più ampia definizione artistica con “Andare Via”, ballata in cui racconta la crisi e la perdita di sé tipica di chi si trova sul limbo tra adolescenza ed età adulta.
Con “Milleperché”, primo singolo dopo oltre un anno di silenzio, Blynch cambia completamente sound ed estetica in favore di una svolta più cupa ed intimista, tendente all’alternative rock.
Blynch cura personalmente ogni aspetto del proprio progetto, lavorando a stretto contatto con produttori e grafici per raggiungere sempre la massima espressione possibile dai suoi brani.
Non punta al riscontro del grande pubblico, quanto più ad una solida nicchia di ascoltatori di tutte le età in grado di percepire fino in fondo le emozioni, prima ancora che i suoni e le parole, accuratamente impresse nei suoi brani.
Il principale obiettivo artistico di Blynch è quello di portare alla luce gli aspetti più intimi e delicati dell’animo umano, quelli che troppo spesso finiamo per nascondere e trattenere per paura dell’incomprensione, trovando le giuste parole per definire ciò che difficilmente può avere una definizione.
Con il suo primo EP, “Bordibianchi”, Blynch ha raccontato la luce calda ed avvolgente di un passato idealizzato. Con “La Stasi dei Fantasmi” scaverà nel buio di un presente freddo e fermo nel tempo, fatto di echi e penombre.
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