Il ritorno dei Sick Tamburo a Roma ha confermato quanto la band resti un punto di riferimento per chi ama l’indie-rock. Sotto il palco si respirava un’energia autentica: un pubblico che mescolava fan della vecchia guardia e nuove leve, trasformando il concerto in un gran momento di partecipazione.
Un live tra Dementia e i pezzi storici
La scaletta ha saputo bilanciare passato e presente. I nuovi brani di Dementia (Tempesta Dischi) hanno preso vita con grande energia, come dimostrato dal pogo della gente. Tracce come Silvia corre sola e Lontano dai guai si sono integrate perfettamente nel flusso del live, alternate a pezzi iconici come Un giorno nuovo. L’equilibrio tra riff graffianti e passaggi più delicati ha creato un’esperienza intensa, capace di colpire dritto allo stomaco e far scendere qualche lacrimuccia.



Un Motta selvatico sul palco
L’attitude indie-rock ha trovato un’ulteriore spinta con Motta, salito sul palco come se fosse uno di loro, fino a togliersi il passamontagna nero rivelando i suoi ricci. Il pezzo Meno male che ci sei tu è stato uno dei momenti più emozionanti, un’istantanea di complicità artistica che ha fatto cantare tutti.
Il concerto dei Sick Tamburo tra memoria e autenticità
I Sick Tamburo non si sono mai limitati a suonare o a raccontare storie di passaggio. Fin dai primi anni 2000, le loro canzoni hanno cercato di mettere a nudo le emozioni più profonde, con una sincerità immediata. Gian Maria Accusani ed Elisabetta Imelio hanno costruito una poetica che parla davvero dell’essere umano: tra ironia e dolore, contraddizioni quotidiane e fragilità, i loro pezzi ci ricordano che tutti viviamo emozioni complesse. Loro le raccontano in musica, noi le viviamo, le sentiamo e le balliamo.
DEMENTIA (La Tempesta Dischi, 2026)
Distribuzione digitale: Believe
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