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    Lorenzo Lupo racconta la nostalgia in “Niente”, il nuovo singolo

    Con “Niente”, Lorenzo Lupo prosegue il percorso artistico intrapreso con il precedente singolo “Vivo”, dando voce ad una storia fatta di ricordi, nostalgia e consapevolezza. Ispirato ad un’esperienza vissuta ad Amsterdam, il brano racconta il segno lasciato da momenti intensi che continuano a riaffiorare nel tempo.

    Attraverso una scrittura sincera e immediata, l’artista esplora il dolore dell’assenza e il difficile processo di accettazione di una fine inevitabile. La canzone si trasforma così in una riflessione delicata sul valore dei ricordi e sulla capacità di trovare pace anche quando qualcosa appartiene ormai al passato.

    “Niente” nasce da un’esperienza vissuta ad Amsterdam: quanto è stato importante trasformare un ricordo così personale in una canzone?

    Vivere un ricordo o un vissuto personale dentro una canzone è come prendere un pezzo di te che viene amplificato e reso arte per chiunque si senta vicino a ciò che racconti. Questa sensazione può essere immediata o levigata nel corso della crescita di ognuno di noi; mi verrebbe da aggiungere che siamo come degli scrittori che cercano, nel modo più giusto, di raccontare come in un libro ciò che si prova—in questo caso, con le canzoni.

    Nel brano racconti il dolore della nostalgia, ma anche la capacità di convivere con essa. Quando hai capito che quel ricordo aveva smesso di ferirti per diventare parte di te?

    Gli errori, amorosi e non, sono sempre delle cicatrici che inizialmente ti infastidiscono ma che, col passare del tempo, mutano. Adesso vivo questo aspetto con molta tranquillità, e ti spiego il perché: ho conosciuto, nel mio piccolo, una parte di me più sicura e libera che mi porta a vivere la vita con maggiore sicurezza. Perciò, continuerò su questa traiettoria.

    La frase “Niente dopo di noi” racchiude il senso di una fine inevitabile. È stato difficile accettare e raccontare questa consapevolezza attraverso la musica?

    Non sono una persona che racconta facilmente ciò che prova, ma ho imparato—ancora prima di intraprendere il mio percorso artistico—che associavo spesso i miei stati d’animo alle canzoni. Se provavo nostalgia, la musica era il ponte per capirmi e farmi capire; se ero allegro, anche in quel caso mi portava ad amplificare la consapevolezza. Il mio Niente dopo di noi mette un punto importante, che mi dà la certezza che quello che sto provando sia vero, senza lasciar spazio al dubbio, ma portandomi anzi verso una realtà che mi convince.

    Il ritornello descrive un legame così intenso da continuare a vivere nei pensieri di entrambi. Quanto credi che i ricordi possano mantenere viva una storia anche quando è finita?

    La vita si regge su una grande percentuale di ricordi, e questo è importante perché da lì essi ci trascinano verso il presente. Personalmente, ho capito che i ricordi più importanti ti aiutano a vivere le cose con un’attitudine diversa dalla quotidianità; nei miei pezzi, questo tema è sempre riconducibile.

    Con “Vivo” avevi raccontato una forte esigenza di affermare te stesso. In che modo “Niente” rappresenta un’evoluzione del percorso emotivo e artistico iniziato con quel singolo?

    Il cambiamento avvenuto rispetto al mio precedente brano, Vivo, mi ha portato a una percezione emotiva e artistica più vicina a quello che cerco. Sono molto tentato dallo sperimentare qualsiasi cosa, perché mi piace essere camaleontico, ma con questi due pezzi ho trovato una dimensione che mi rende più vicino alla generazione odierna, con una sicurezza che rispecchia appieno la mia persona.

    Le tue canzoni partono spesso da esperienze autentiche. Quanto conta per te la sincerità nella scrittura e quanto, invece, lasci spazio all’immaginazione?

    Sincerità e immaginazione, non rispettano in ogni esperienza un peso equilibrato, penso fortemente che entrambe debbano legare ma al tempo stesso possono sbilanciarsi e quindi avere più sincerità e meno immaginazione o meno sincerità e più immaginazione, adoro viaggiare senza uno schema specifico.

    Dopo i risultati ottenuti con “Vivo”, tra radio nazionali e il tour Kiss Kiss Way, cosa rappresenta oggi “Niente” nel tuo percorso e quale messaggio speri arrivi al pubblico?

    Vivo è stato il trampolino di lancio verso un’estate trascorsa con tanta buona musica e tanta gente; oggi, Niente rappresenta il mio lato più sicuro e internazionale. Spero vivamente che, dai live a cui parteciperò, riuscirò ad avvicinarmi al pubblico nuovamente e con più impeto, perché anche questo nuovo pezzo parla in maniera diretta e con uno stile dark che lo caratterizza, ma soprattutto lascia libero ogni ascoltatore e fan di darne la propria interpretazione.

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