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    Intervista a Federico Di Battista: dentro le emozioni di “Video Pixelati”

    “Video Pixelati” segna l’esordio discografico di Federico Di Battista, un album che raccoglie esperienze, ricordi e momenti di crescita personale trasformandoli in un racconto musicale sincero e diretto. Attraverso dieci brani, l’artista ripercorre tappe significative del proprio percorso, intrecciando memoria, cambiamento e ricerca di sé in una narrazione che guarda al passato per comprendere il presente.

    Il titolo richiama immagini custodite nel tempo, frammenti di vita che conservano intatta la loro forza emotiva nonostante gli anni trascorsi. Tra ricordi d’infanzia, luoghi che hanno lasciato un segno profondo e riflessioni sulla propria evoluzione personale, Federico Di Battista costruisce un lavoro autentico, in cui la fragilità diventa uno strumento di dialogo e condivisione.

    “Video Pixelati” è il tuo primo album: hai vissuto questo progetto più come un punto di arrivo o come un nuovo inizio?

    È un inizio per me, il primo disco è un traguardo fondamentale per un artista, ma ¨traguardo¨ in questo caso non vuol dire arrivo.

    Crescendo ti rendi conto di cosa hai da offrire e dire e di sicuro non ti vuoi fermare. Mi auguro di poter lavorare ancora a molti altri progetti tra dischi e singoli. Quest’album è l’inizio del mio racconto.

    Il disco parla spesso di trasformazione personale. Quanto senti di essere cambiato negli ultimi anni?

    Gli ultimi anni, soprattutto gli ultimi due spesi a lavorare sul disco, sono stati anni fondamentali. Ho lavorato molto su me stesso e sulle mie esperienze al punto di scrivere tutto nei miei pezzi. Mentre lavori ad un nuovo disco passi attraverso fasi chiave che ti segnano dentro e questo è quello che è successo a me. Ogni fase mi ha portato ad un cambio e sento ora di avere una consapevolezza che non avevo prima.

    Nei tuoi testi i luoghi sembrano avere un forte valore emotivo. C’è un posto che senti ancora profondamente tuo?

    I luoghi di forte valore emotivo per me sono sicuramente quelli dove mi sono sempre sentito a mio agio. Dove in ogni occasione ho trovato modo di essere me stesso. Casa, ad esempio, in un mio momento intimo è un luogo fortemente emotivo e mio.

    Nell’album parlo di momenti in Giappone, che durante un viaggio è stato un luogo che mi ha dato molto. Sento anche quello un posto molto importante.

    Hai scelto di raccontare anche le fragilità senza filtri. Quanto pensi sia importante mostrare il lato più vulnerabile di sé?

    Ho capito negli ultimi anni che mostrarsi per quello che siamo, a volte anche nei momenti deboli, non è mai sbagliato. Ho capito che per arrivare al cuore degli ascoltatori devi essere autentico e sincero. Mi sono mostrato vulnerabile perché quello che ho scritto rappresenta me. Penso sia molto importante saper parlare senza filtri di momenti felici, ma altrettanto di quelli deboli.

    La memoria è il centro del progetto. C’è un ricordo che senti ancora particolarmente vivo dentro di te?

    Mi piace molto ricordare di quando ero piccolo. Video Pixelati, che è il singolo che ha dato il nome all’album, lo spiega. Mi guardo spesso quei video che conservo nel mio computer con molta gelosia, quelli sono i ricordi vivi che porto dentro di me. Vedermi come ero e vedermi come sono ora mi ha fatto capire molte cose e mi ha portato a guardarmi dentro.

    Nel disco si percepisce molta sincerità. Hai mai avuto paura di esporti troppo?

    All’inizio ero molto combattuto, facevo fatica a parlare di cose che poi alla fine ho inserito nell’album. La paura era presente e sicuramente facevo fatica a mostrarmi debole. Una volta che inizi a buttare fuori quello che hai dentro capisci che alla fine non è poi così male parlarne, che può solamente portare benefici. Da li ho iniziato a guardare questa cosa in maniera diversa, che infondo, qualsiasi cosa dovessi scrivere, è una parte di me e non bisogna mai avere paura di mostrarci per quello che siamo.

    Quanto conta per te il contatto emotivo con chi ascolta le tue canzoni?

    Per me il contatto emotivo con chi ascolta le mie canzoni è fondamentale. La musica non è solo un modo per esprimere ciò che provo, ma anche uno strumento per creare un legame autentico con le persone. Sapere che qualcuno si riconosce nelle mie parole o nelle mie emozioni dà un significato ancora più profondo a ciò che faccio. Quando una canzone riesce a emozionare o ad accompagnare qualcuno in una fase della sua vita, sento di aver raggiunto il mio obiettivo più importante come artista.

    Se dovessi descrivere “Video Pixelati” con una sola immagine, quale sceglieresti?

    Sarebbe un’immagine di me da grande che tiene per mano il me da bambino su una strada. Le due personalità mostrano le fasi della mia vita, mentre la strada mostra le cose che ho fatto e le esperienze che ho vissuto, caratterizzate da cartelli lungo il cammino. In un’immagine vorrei rappresentare quello che un ascoltatore debba aspettarsi dalle 10 tracce dell’album.

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