20 anni di Sussidiario illustrato della giovinezza

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L’anniversario dell’album dei Baustelle

Il 1 luglio 2020 il Sussidiario illustrato della giovinezza ha compiuto 20 anni. I maturandi di Gomma sono cresciuti, così come i ragazzi de le vacanze dell’83. Ogni storia raccontata in quest’album sembra però non finire mai. Oggi che Francesco Bianconi, “leader” dei Baustelle ha intrapreso un viaggio da solista, questo anniversario sembra più intenso di prima. Nonostante il cambio di rotta sia Bianconi che gli altri componenti del gruppo, hanno dato i loro omaggi all’album. Bianconi ha ricordato così quei tempi:

Ragazzi sono passati 20 anni. “Vent’anni” è quell’espressione che sentivo nominare da ragazzino quando chi li aveva vissuti parlava degli Anni Sessanta. “Vent’anni fa” rispetto ad allora c’erano stati i Beatles, ad esempio. “Vent’anni fa” significava per me epoca antecedente e aurea lontanissima.”

Francesco Bianconi

Bianconi continua poi raccontando il primo anniversario dell’album, la festa, la felicità. Il Sussidiario illustrato della giovinezza, l’album indie-pop, prodotto dall’etichetta indipendente Baracca&Burattini, rimane “vivo e vegeto”, privo di segni del tempo. Nel Sussidiario c’è il new wave degli anni ’80, ci sono gli anni ’60 e ’70, c’è un continuo riferimento al passato che lo rende, paradossalmente, più contemporaneo in questi anni.

Mio padre spera venga sotterranea la modernità…


Dal singolo Sadik
Copertina album

La modernità presente nel disco la si può ritrovare in Sadik nel contrasto tra le diverse generazioni, e in contrasto un po’ con il francese usato nel singolo Noi bambine non abbiamo scelta, una lingua che in quel periodo, quello tra fine anni ’90 e inizio anni 2000, era stata sostituita dalla lingua inglese. L’idea di demodé chansonnier del Musichiere 999 è ovunque: nella voce intensa di Bianconi, nei contrasti tra la sua voce e la candida e straziante, a volte, voce di Rachele Bastreghi.

Il ricordo: chiave del presente

Si vive nel ricordo, nella nostalgia ma anche nell’attesa che settembre arrivi come in Gomma, così come nell’avventura giovanile e nella scoperta dei propri limiti e dell’eros in Cinecittà, con i suoi riferimenti a La dolce vita, Morricone, il sogno mentre l’amore di Io e te nell’appartamento, un singolo che nelle radio, adesso, sarebbe quasi troppo forte per gli ascoltatori, dice così:

Ci prenderemo come i cani.
la gente fuori non lo capirebbe mai…
[…]
e ci ameremo come i cani
e tu non mi ricorderai negli anni mai.

Dal singolo Io e te nell’appartamento

La canzone del parco è un altro inno ai ricordi, all’amore, alla disperata inadeguatezza e alla ricerca di un senso. Martina è l’intimità dell’essere umano, la fusione di tante delle paure celate anche a sè stessi, dei sentimenti più segreti. Le vacanze dell’83 prosegue questo racconto intimo ma con più leggerezza, raccontando l’adolescenza, le prime volte, come da una cinepresa che si sposta dal passato al presente, annunciato da un registratore che si intoppa e ripete l’ultimo tratto di musica del singolo come se la cassetta si fosse deteriorata.

Senza dimenticare la Canzone del riformatorio un singolo d’impatto che può far storcere la bocca: la violenza sessuale su di una ragazza, Virginia, raccontate dal punto di vista dell’autore di queste.

Riflessioni personali

Le storie scritte dai Baustelle sono piene di passione, è difficile apprezzarne tutti i colori. Da ascoltatrice della loro musica mi sento sempre in difficoltà nel dire la mia sugli album dei Baustelle. C’è da dire che chiunque può ritrovarsi nelle loro parole, ballare i loro brani, piangerli o provare la gioia descritta nel Sussidiario, una gioia bagnata dalla malinconia del ricordo.

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