Si chiude con 18.000 presenze la quattordicesima edizione dello Spring Attitude, che quest’anno ha trovato nella Nuvola di Fuksas non solo una nuova casa, ma anche un nuovo paradigma. Per due giorni, l’iconico spazio dell’EUR si è trasformato in una vera e propria macchina scenica della musica contemporanea, portando la capitale al centro del panorama europeo per l’elettronica, il pop alternativo e la nuova scena cantautorale.
Curato da Andrea Esu e coprodotto con EUR Spa, il festival ha costruito un programma che ha attraversato generi, linguaggi e generazioni, restando fedele alla sua vocazione di laboratorio sonoro e sensoriale. Lo spirito di scoperta e contaminazione ha infatti segnato ogni angolo della Nuvola, trasformata in un ecosistema in cui il live incontra l’installazione, la performance diventa rito collettivo, il clubbing si fa architettura.
A rompere il ghiaccio sul Ploom Stage la voce eterea e la produzione vibrante di Coca Puma; seguita dai Post Nebbia taglienti nella loro espressione artistica psych‑rock moderna; il giorno dopo a far danzare leggeri al tramonto tra realtà e immaginazione faccianuvola sulle tracce del suo secondo album “Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù”.
Tra i momenti più intensi dello Spring Attitude
il live de La Niña, potente e partecipato; la performance di Giorgio Poi, che ha sorpreso tutti invitando sul palco Luca Marinelli; il debutto esuberante di Golden Years, impreziosito dalle presenze di Coez, Frah Quintale e Franco126.


E poi i ritorni attesissimi di Apparat ed Ellen Allien, che hanno riconfermato il legame profondo con il pubblico romano, così come l’unica data italiana dei Bicep con lo show audiovisivo CHROMA, un’esperienza visiva e sonora di altissimo livello.


A spingere ancora più in là l’energia collettiva, ci hanno pensato i set di L’Impératrice, Altın Gün, Marco Castello e molti altri. Menzione speciale per il palco esterno S/A Block Party, che ha trasformato la terrazza in un dancefloor panoramico, raccogliendo il meglio del clubbing italiano e internazionale. Ma non solo! sulla terrazza è stato possibile ammirare il grande spettacolo di umanità di EMMA che ci ha fatto vivere un viaggio nelle sua dimensione più struggente.
“Portare il festival dentro La Nuvola è stata una sfida che si è rivelata vincente – ha dichiarato Andrea Esu – Il pubblico ha risposto con entusiasmo a un programma che abbatte le barriere tra i generi e guarda dritto al futuro della musica.”
E il futuro sembra proprio qui: a Roma, in un festival che cambia pelle ma non visione, che si reinventa restando fedele alla sua anima. Spring Attitude si conferma non solo un evento musicale, ma un’esperienza culturale immersiva, capace di trasformare lo spazio urbano in un corpo vivo, dove il suono diventa linguaggio condiviso.


Complimenti bell’articolo! la prossima volta magari ci faccio un salto anche io..