Rose Villain e il suo primo Forum. Tra metamorfosi e rito collettivo

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Aveva annunciato con emozione il suo primo Forum lo scorso 29 ottobre, dal palco del Fabrique di Milano. A distanza di meno di un anno, il 23 settembre 2025, Rose Villain è salita sul palco dell’Unipol Forum di Assago con un live che conferma e celebra un percorso in continua ascesa. Un traguardo simbolico e insieme un nuovo punto di partenza, in una carriera che si muove tra sperimentazione, identità e visione artistica.
Ve lo raccontiamo.

Quella di Rose Villain al Forum è una performance in continua trasformazione, a tratti digitale, quasi mutante. Gli avatar che animano le visual cambiano pelle, stile e mood; così come Rose attraversa generi ed estetiche ma soprattutto stati d’animo. Un live che è un invito a specchiarsi, a riconoscersi dentro mondi altri.

Ph Onofrio Petronella

L’esperienza-concerto sembra il manifesto di una metamorfosi, così come il progetto artistico di Rose. Scelte di scaletta più melodiche e dall’alto potenziale emotivo, in cui il palco sembra respirare con lei, lasciano spazio a sezioni più crude, scandite dal rap e da coreografie affilate, dove domina una presenza scenica che non sembra avere bisogno di cercare conferme ma solo di affermarsi.

Il Forum di Assago è pieno di un pubblico che attraversa le età e le categorie. Colpisce la grande percentuale di giovanissime e giovanissimi, in stato di trepidazione ed esaltazione. C’è chi conosce il mondo attraverso TikTok, chi invece era adolescente quando MTV passava ancora i video. Ma tutti cantano.

Rose sceglie di condividere il palco del Forum con voci amiche per raccontare alcuni brani in tutta la potenza dei featuring. Tra gli ospiti ci sono Bresh, Chiello, Annalisa, Lazza e Gaia ma, su tutti e tutte, spicca Elisa. Insieme condividono Monet in un’esibizione di grande potenza. L’incontro tra generazioni e modi diversi di fare musica emoziona il pubblico di giovanissimi.  

Durante il live non mancano le sorpese: Rose Villain ha sorpreso il pubblico con l’ esibizione in anteprima di Bollicine (Warner Music Italy) il suo nuovo singolo. La performance è stata avvolta da un’atmosfera surreale, con il secondo palco illuminato da riflettori e bolle che esplodevano in nuvole di fumo. Bollicine è un brano che mescola fragilità emotiva e resistenza, raccontando il dolore in modo sospeso e malinconico, come le bolle che ne sono il simbolo.

L’impressione è che Rose Villain non cerchi scorciatoie. Il concerto è lungo, denso, pieno: ci sono le hit, certo, ma anche tutto il resto. E il pubblico risponde, sempre. La sensazione è che ognuno trovi la sua dimensione e il suo mood.

Dentro lo show c’è spazio per il pop melodico e il rap, il teatro e la coreografia, il dark e l’introspezione. È un esperimento di pop contemporaneo che non rinuncia alla complessità, anzi la esibisce come un valore. 

Ph Onofrio Petrella

L’estetica ha un ruolo importante nello show: effetti speciali, costumi e corpo di ballo coinvolgono e stupiscono. Allo stesso tempo si percepiscono dedizione e lavoro. La pioggia che cade sulla cantante alla fine del live ce ne riconsegna una versione forse più autentica, emozionata e libera dal peso di pose e orpelli.

Il debutto al Forum ha tutta l’aria di essere una tappa significativa dentro un percorso in evoluzione. Rose Villain porta in scena uno show che riflette il suo progetto: stratificato, mutevole, non banale. E si prende lo spazio per essere molte cose insieme.


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