Ci sono viaggi che ridefiniscono ognuno di noi, proiettanti verso la ricerca di un senso che poi scoprirai solo alla fine. Maria Sara Costanzo, in arte SKEYE, è proprio a metà di questa via, illuminata ultimamente dai fari del grande schermo, assieme a quello zainetto indipendente che la protegge e la rende determinata. L’abbiamo sentita dopo l’esperienza di X Factor, terminata ai Bootcamp, proprio per quella vena eretica che l’ha resa poco avvezza ai canoni mainstream. Ma guai a piangersi addosso, soprattutto se riparti dalla dimensione ideale del cantante: il live.
Infatti Skeye si è esibita pochi giorni fa a Trezzano sul Naviglio, facendo così i conti con ciò che ha saputo seminare nella sua breve ma intensa partecipazione sul programma di Sky Uno:
“È stato bello tornare a fare quello che mi piace di più, cioè cantare dal vivo. La televisione è una dimensione particolare, mentre sul palco hai un rapporto più diretto con le persone e puoi vivere la musica in maniera diversa. Mi piace poter portare le mie canzoni in contesti nuovi e vedere come vengono accolte”

Un abbraccio viscerale che avviene dopo l’abbandono di una comfort zone, tipica di una viaggiatrice musicale che ha lasciato tutto fin da piccola per perseguire il suo sogno a Milano, al CPM Music Institute di Franco Mussida:
“Se penso a quando ho iniziato a scrivere canzoni, mi rendo conto che all’epoca avevo un modo completamente diverso di affrontare la musica. In questi anni ho imparato molto, anche tecnicamente, e ho ascoltato tantissime cose che mi hanno influenzata”
Ascolti importanti come quelli legati ai miti storici come Bon Iver e Queen, per intenderci, dai quali trae spunto per portare in giro musica indie-folk e pop-elettronica, influenzata dal magnetismo attuale verso Harry Styles. Tutti legati a logiche anticonvenzionali, lontani da una ricerca ossessiva dell’approvazione del pubblico che può ledere la qualità della propria scrittura:
“Non so se essere indipendenti sia un limite televisivo, ma sicuramente non sono una persona che riesce a fare qualcosa soltanto perché funziona. Ho bisogno di trovare un senso nelle scelte che faccio. Allo stesso tempo, sono curiosa e mi piace mettermi in situazioni che non conosco: non credo che avere una personalità definita significhi dover essere prevedibili“
La dimostrazione giunge proprio dalla vittoria nel 2025 tra le Nuove Proposte del Premio Lunezia con il brano “Arcobaleni in sospeso”, capace di dare una potente svolta artistica e psicologica a Skeye:
“Il Premio Lunezia è stato importante perché ha riconosciuto il valore di qualcosa che avevo scritto io. Per me è una soddisfazione particolare quando una canzone riesce ad arrivare alle persone senza bisogno di tante spiegazioni.”

Lo stesso approccio usato a X Factor, dove Maria Sara ha reinterpretato in chiave jazz un pezzo inestimabile come “Amandoti” dei CCCP, con coraggio e autodeterminazione:
“Mi ha dato la possibilità di confrontarmi con un ambiente che non conoscevo e di capire come mi muovo quando esco dalla mia dimensione abituale. È stato interessante vedere le mie canzoni e il mio modo di interpretare la musica arrivare a un pubblico diverso. Adesso mi interessa ripartire da lì e trasformare questa esperienza in nuove occasioni concrete per il mio progetto”

Da qui infatti riparte il sentiero di Skeye, supportata dal brano “ninnananna” e da altre novità in arrivo prima della fine dell’anno, con un unica grande convinzione: continuare il viaggio senza paura!
