Ugo Monestier, cambierò il mondo con l’EcoTrap

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Ugo Monestier ha 21 anni, ha partecipato ai Fridays For Future, è iscritto ai Verdi ed ha deciso di fare della sua musica lo strumento di lotta ai cambiamenti climatici. Un’artista simbolo della GenZ, vive tra un futuro incerto e un presente in balia di una pandemia mondiale che priva di molte opportunità e la potenza dei mezzi di comunicazione tra le proprie mani.

In questa intervista il cantautore di Varese, ci parlerà dei suoi brani e del neonato concetto di EcoTrap.

Intervista

Quando è nata la tua voglio di fare musica?

È nata nell’estate del 2019. Ho avuto l’idea di iniziare questo tipo di percorso ecologico-Trap.

Cosa vuol dire Ecotrap?
EcoTrap significa evolversi, raggiungere uno scopo nobile ed edificante per tutti. Nasce dopo l’essersi stufato del “vuoto contenutistico” dei testi trap, ma anche dall’amore per il genere stesso, e quindi dal voler modificarne i connotati principali. Ripartendo dai temi. Significa portare nella musica questa tematica scottante, cosicché i Millenials possano iniziare a conoscerla, e a rendersi responsabili da un punto di vista politico e civico.

In “Stato di Natura” dici che noi siamo “la mosca bianca schiacciata sul finestrino”. A chi ti rifersici?

In “Stato di natura”, noi, genere umano, siamo la mosca e il gigante verde è il pianeta terra.
Significa che, solamente noi possiamo modificare il corso della storia ed evitare la catastrofe, in quanto il pianeta in sé, non si interessa di tale missione, e ci schiaccerà se continuiamo ad inquinare.

Una versione di Stato di Natura è stata pubblicata feat il grandissimo scrittore Roberto Piumini, ecco la sua strofa:

“E negli umani ancora credo, seppur storditi
Che sulla luna siamo andati
Chiedilo a Siri
Io ci credo nella Luna
E nemmeno la paura
Ci fermerà dal convivere
Nati dalla Terra
Lei ci accomuna
E ci dobbiamo vivere”.

In “Social Boom” fai un’intro di denuncia di questa situazione. Secondo te i boomer potranno mai capire il peso della battaglia per il pianeta che la tua generazione sta portando avanti?

In Social Boom, mi rivolgo con il discorso introduttivo proprio ai ventenni, dal momento che la classe politica è in mano agli ultra-60enni. L’incomunicabilità generazionale è la critica che fiorisce dal primo discorso, e poi nella canzone stessa vi è un’esportazione al pubblico ad agire, al mettersi in gioco, a “salire sul palco”, smettendo di subire passivamente la storia, ma di cambiarla con le proprie idee.

“Liberi” è un brano che parla della pandemia, cosa ti ha spinto ha scriverlo?

Liberi è una canzone sul Coronavirus, però visto da un’ottica completamente diversa dagli altri arstisti trap e rap. Tutti hanno guardato dal punto di vista distopico l’argomento e non da un punto di vista della libertà. In un’epoca di grave epidemia che stavamo vivendo ad aprile e a maggio, e come quella che adesso ci troviamo ad affrontare, non ci si aspetta una canzone sulla libertà e sulla voglia di tornarci, pochi sono stati a farlo veramente. Il 22 aprile tra i primi ho pubblicato questa canzone, che è un inno alla libertà più pura, come Freedom di Pharrel Williams, una grande canzone sulla libertà. Per libertà si intende la libertà da tutti i vincoli che il Coronavirus ci ha imposto; ovvero la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi e agire senza nessuna costrizione legata al Coronavirus. Quindi immaginarsi quale sarà il mondo post-Coronavirus.

Dove troviamo questo brano?

Liberi è stato uno dei primi brani pubblicati come video musicale solamente su Instagram (IGTV). Un esperimento di comunicazione fatto sapendo che quello è l’intermediario comunicativo più potente oggi. Ogni artista lo usa come uno degli intermediari per la propria, musica, che si trova anche su altre piattaforme come Spotify o Apple Music e moltre altre, ma io in particolare ho usato l’intermediario stesso come mezzo finale della pubblicazione del mio pezzo (Liberi): una tendenza che ho anticipato e che da quest’estate è diventata per gli artisti più comune. Questo mi he permesso di arrivare fino a 7000 visualizazzioni che sono davvero molte per un post su IGTV.

Trovate il brano “Liberi” qui?https://www.instagram.com/tv/B_SHBtbiEat

Qual è il futuro dell’EcoTrap?

Ecotrap è un’alleanza coraggiosa, una sintesi dovuta, lo sviluppo che sentivo necessario. Sono io l’ideatore del neologismo, l’artefice dell’intreccio fra le parole Eco e Trap. Estensione di cultura, o sottocategoria, poco importa come la si vede, EcoTrap esiste ora come esisterà domani. In quest’ottica si muoveranno i miei pensieri all’interno della canzone.

Ugo Monestier

Potete seguire Ugo Monestier sul suo canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCu4hdTpBckY4d2cv9q5NRHQ e sulla sua pagina Instagram: https://www.instagram.com/ugomonestier/

Il giovane Ugo Monestier è una promessa della musica Trap, parte da temi importanti per esprimere l’urlo della sua generazione, quella sia dell’incertezza, ma anche dell’irrefrenabile voglia di comunicare se stessi.

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