Meise e la trasposizione sonora dei pensieri

Meise è il nome del progetto discografico di Mattia Murzilli, che nasce da un’esigenza di esternare i propri sentimenti, metterli in musica, senza la paura di essere giudicato. La stessa scelta di cantare in italiano è simbolo di una volontà di spogliarsi dalle insicurezze. L’EP d’esordio di Meise è omonimo ed esprime la quotidianità di un periodo di lock-down. Con sonorità lo-fi, un po’ sognanti, “Meise” è un EP che potrebbe essere considerato come una trasposizione sonora dei pensieri in forma di flusso di coscienza.

Abbiamo intervistato l’artista.

Domanda improbabile: nasce prima il beat o l’emozione? La melodia o il testo?

Nel mio caso nasce prima il beat, tendo a farne parecchi senza chiuderli o scriverci parti vocali sopra, aspettando ovviamente l’ispirazione e qualcosa da dire.

Il tuo primo EP ha lo stesso tuo nome d’arte. Perché?

Credo questa necessità derivi dal fatto che sia il mio primo lavoro e abbiamo scelto di mettere il mio nome sopra l’EP perché è un lavoro molto personale e intimo.

I tuoi brani hanno sonorità lo-fi. Da dove deriva questa scelta stilistica?

Queste sonorità mi appartengono, anche perché tendo sempre a suonare delle parti per campionarle di nuovo come se fossero prese da vecchi dischi. Mi piace il calore che mi danno alcuni suoni, perché riescono ad arrivarmi in maniera più diretta.

Cosa significa fare i conti con se stessi e trasformare questa circostanza in musica?

Secondo me significa perdonarsi, o semplicemente crescere nel mio piccolo, accettandosi per come si è e anche esplicarlo in questo caso con delle canzoni.

meise
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In che modo la musica ti aiuta?

La musica mi aiuta ad uscire dalla mia stanza, in questo caso mi ha aiutato a conoscere nuove persone come lo staff di Grifo Dischi, che credendo nel mio progetto, mi ha aiutato a rendere reale questo EP, lavorando a quattro mani con Alessio di Grifo, la cui produzione ha sicuramente arricchito i miei pezzi. 

È stato difficile parlare di te?

Sicuramente è stato difficile e lo è tutt’ora, credo lo sarà sempre perché fa parte della mia persona. Non sono bravo a parlare di me stesso e farlo mi causa difficoltà, ho trovato quindi che scrivere musica sia il mezzo in cui riesco finalmente a esprimere i miei pensieri. Grazie.

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