Fiori di Cadillac: “Fuori dalla storia”, l’intervista

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Progetti e suoni sintetizzati abilmente in un avvincente album firmato Fiori di Cadillac: “Fuori dalla storia” racconta una scelta, quella di mostrarsi finalmente per ciò che si è davvero, magari proprio di notte, quando ci si ferma ad ascoltare. Si tratta di un album che si racconta da solo, ogni brano è una narrazione che coinvolge anche chi si sente forse “Fuori dalla storia”. E così in un viaggio synth pop infiammato anche le cicatrici diventano fiori dipinti.

Noi di Indielife abbiam deciso di parlare di queste storie proprio con la band salernitana.

Ciao ragazzi, grazie della disponibilità! Innanzitutto, come state?

Ciao Michela, ciao Indielife, grazie per questa intervista. Stiamo passando le nostre giornate lavorando su nuove idee per nuovi brani e un po’ come tutti in questo periodo ci mettiamo alla prova in cucina (ridono, ndr)

Dunque, iniziamo dalla copertina del vostro album “Fuori dalla storia” , dove si può vedere “un volto che seppur in fiamme resiste”. Questa resistenza contro cosa si oppone?

Insieme a Simone Furlan, Vincenzo Memoli e Marta Marinotti, che hanno curato l’aspetto visivo del progetto, abbiamo scelto questo scatto di Marta perché rappresenta un po’ tutta l’anima del disco. Quel volto che resiste alle fiamme potrebbe essere il volto di ognuno di noi, con le proprie diversità, che si oppone ai luoghi comuni. Un volto che resiste soprattutto se messo duramente alla prova.

Fiori di Cadillac: “Fuori dalla storia”

Nel brano “Martini” si parla di solitudine. Potete descrivere questo stato d’animo con un colore?

Ci viene in mente un solo colore, il “grigio fucile”, oppure il nero tenebra, oppure il rosso glitterato. Oppure il verde che tende al grigio, fucile.

“La vita ci spinge dove non saremmo mai andati” (dal brano “di tutto ci si dimentica” ,ndr) a voi è già capitato?

Alfonso: “Da quando mi sono unito alla band, mi è capitato spesso di fare cose che voi umani non riuscireste nemmeno ad immaginare.”

Valerio: “Sì, da quando conosco Luigi, la vita mi spinge continuamente in situazioni disastrose.”

Luigi: “Sì, da quando conosco me stesso ho sempre deciso di non seguire la via maestra, così ho conosciuto Alfonso e Valerio.”

Che ruolo ha l’immagine per promuovere la propria musica, considerando il tipo di comunicazione legato ai social network?

Crediamo che l’immagine sia un aspetto importante per promuovere la propria musica. Il vero obiettivo è quello di rappresentare esteticamente se stessi portando in luce ed amplificando i propri pregi e difetti.

Qual è il momento più memorabile nella storia dei Fiori di Cadillac?

Di momenti memorabili ce ne sarebbero davvero tanti, la maggior parte di questi però, per oscene ragioni, non possiamo raccontarli. Poco tempo fa però abbiamo fatto un concerto, a Milano. Possiamo dire che è stato incredibile esibirsi dopo un bel po’ di tempo che eravamo chiusi in studio per la produzione del disco. C’erano tanti amici, ci siamo sentiti a casa, abbiamo dato tutto, è stato bello.

 Quali sono i vostri libri preferiti?

Altri Libertini di Pier Vittorio Tondelli

Lo Straniero di Albert Camus

Chiedi alla polvere di John Fante

Descrivete il vostro progetto musicale in tre parole. Anche quattro.

Ci hanno fatto questa domanda un po’ di tempo fa, abbiamo risposto così: TARDI, FAME, CESTINARE, BROTHERS. Oggi aggiungiamo: CE LA FAREMO.

Grazie!

Fiori di Cadillac: Fuori dalla Storia

Fonte: Foresta Promotion

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