Zaminga: con “Monolocale” ho raggiunto il sound che voglio avere

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Samuel Zaminga, in arte solo Zaminga è un cantautore che si rivolge ad un pubblico indefinito. Probabilmente perché i suoi brani sono talmente eclettici che possono andare incontro a vari tipi di gusto musicale. Il suo singolo d’esordio è Pyrex, seguito da Wyoming: si tratta rispettivamente di un brano malinconico e classicheggiante e di un brano tipicamente it-pop.

Il nuovo singolo di Zaminga si intitola Monolocale, dall’approccio più elettronico, quasi anni ’80.

Di seguito, Zaminga ci racconta di più.

La tua musica è un po’ un underground che strizza l’occhio all’it-pop. Parlando di processo creativo, da dove deriva l’ispirazione?

Sicuramente a contatto con l’ascolto di vari dischi, sono una persona aperta alle novità, però ho sempre ricercato il compromesso con il mio background. L’ondata it-pop è stata molto d’ispirazione per me poiché ha un fil rouge con la tradizione cantautoriale del passato, in cui mi sono subito riconosciuto. È stato sperimentato un linguaggio nuovo, diverso da quello usuale tendenzialmente commerciale. Le me idee nascono dunque da una contaminazione tra quello che ho sempre ascoltato e le novità in cui mi riconosco.

Secondo te, al giorno d’oggi, è difficile raggiungere un pubblico eterogeneo?

Se sia difficile o meno non lo so! Parlo dal pulpito dei miei trent’anni raccontando cose in cui questa generazione può riconoscersi. Se poi il messaggio è trasversale non posso prevederlo, ma me lo auguro. Parlo di attese, di speranze; insomma può emergere un messaggio positivo ampliabile ad un target più vario.

Parlando del brano Monolocale, il tuo nuovo singolo, ha delle sonorità un po’ alla Tommaso Paradiso. Com’è nato questo brano?

È stato scritto nello stesso tempo degli altri singoli. Per questo brano ho pensato a delle sonorità lo-fi o bedroom pop che erano già emerse nei singoli precedenti. I suoni sono più crudi ma ho cercato di conservare una linea trap o “ballereccia”. Ho raggiunto il sound che voglio avere. 

Alla luce della tua esperienza personale, è necessario per un artista emergente andare via dalla propria città d’origine?

Non è proprio necessario. I social network abbattono le distanze e dal punto di vista promozionale aiuta. Sicuramente il nord italia è più pronto a recepire le novità artistiche, è più ricettivo. In un primo momento non c’è grande differenza ma poi forse diventa necessario imparare ad avere sempre la valigia in mano.

Progetti per il futuro?

Credo di voler pubblicare dei singoli. Non si possono fare troppe previsioni, ma mi auguro di fare qualche live.

Grazie!

Leggi anche la nostra intervista alla cantautrice Dalila Spagnolo!

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