Tra le rose di Tonyno, un’intervista profumata

Abbiamo fatto qualche domanda a Tonyno, nuova scommessa di Dischi Rurali, in occasione dell’uscita del suo primo singolo, “L’odore delle rose”:

Ciao Tonyno, classica inquadratura di circostanza ma più che mai utile a comprendere il carattere del tuo esordio: tre aggettivi che ti descrivono, e uno che proprio non ti appartiene.

Sexy, carismatico ed eclettico. Ovviamente non mi appartiene la modestia.

Oggi esordisci per Dischi Rurali con “L’odore delle rose”; ma qual’è il primo ricordo che hai di te alle prese con la musica? Come ti sei avvicinato alla scrittura?

Ho iniziato molto presto, a sedici anni già avevo la mia prima band e ho cominciato a scrivere da subito, le mie prime canzoni nascono a quell’età, le suonavo per i miei amici alle grigliate. Sembravano piacere e ho continuato. Poi sono arrivati i primi concerti, le prime donne, il successo, i soldi, MTV, Pippo Baudo… Ah no, non è vero,  fermatevi ai concerti, e aggiungete le grigliate, quelle ci sono ancora.

Ci racconti com’è nato il brano? 

Il brano può sembrare essere stato scritto mentre ero affacciato ad una finestra sul mare, ma in realtà è nato in un tristissimo e piccolissimo seminterrato a Bologna, vivevo lì,  era un incubo. Per tirarmi su avevo bisogno di immaginare qualcosa di bello, e ho pensato che non ci fosse niente di più terapeutico che immaginare una giornata di sole, al mare cantando una melodia dal sapore napoletano. 

La Rosa ha tutta una sua tradizione di rimandi poetici che spaziano dalla letteratura romanza fino ad arrivare al pop contemporaneo. Ma che cos’è, per Tonyno, “l’odore delle rose”? Cosa ti viene in mente, se pensi a quell’aroma così “ancestrale”, se mi concedi il termine pretenzioso?

Tranquilli, vi offrirei da bere se Conte ce lo permettesse, figuriamoci se non vi concedo un “ancestrale”. Comunque “L’odore delle rose” vuole rappresentare semplicemente quell’eterna rinascita; forse non tutti sanno che le rose sono considerati fiori semi-sempreverdi, ma fioriscono nel loro massimo splendore soltanto quando ci sono condizioni climatiche favorevoli. Ed è così che andrebbe presa la vita. E’ fatta di momenti no, ma durante questi tristi momenti bisogna pensare che prima o poi tutto si risolverà e si ricomincerà a splendere, come fanno le rose.  

Un libro, un disco e un film che non possiamo perderci per nulla al mondo.

“On the road”, “Nebraska” e “This must be the place”.

E se dovessi immaginare un featuring, con chi ti vedresti a dividere il microfono? Libero spazio alla fantasia: vale tutto!

Per ovvi motivi con Beyonce , ma in realtà, anche se faccio un genere diverso, ho sempre avuto la curiosità di ascoltare cosa verrebbe fuori dal mix tra la mia voce e quella di Carmen Consoli, secondo qualcosa di affascinante, non so perché.

Lasciaci in modo diverso, regalaci un proverbio che senti appartenere particolarmente a questa nuova fase di rinascita (quanto meno discografica) che stai vivendo.

“Dicette o pappolo vicino a noce : Ramm’ o tiemp’ ca te spertose”. Per chi non parla le lingue: “Disse il verme alla noce: dammi il tempo che ti perforo”. 

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