Quante volte, come un tuffo da una scogliera, torniamo, in pochi secondi, nel passato? Un flashback che si fa vivo anche con i Vintage Violence e il loro singolo “Guaribili Ottimisti”, fuori oggi su tutte le piattaforme e nell’EP speciale “A sentimento”. Il nuovo singolo è legato al passato da una reference alla nona traccia di “Psicodramma (nove giorni senza dormire)” del 2004
Ora che siamo soli te lo posso dire
Sogno feriale – Vintage Violence
in “Sogno Feriale” non volevi me, volevi morire
Un alibi della memoria per riaprire vecchie porte? Un moto di nostalgia? Non si sa, sicuramente con “Guaribili Ottimisti” i VV esplorano, ancora una volta, il loro sound diretto e ruvido presente anche negli altri pezzi dell’ep: “Contro la società securitaria”, “Pora stella”, “Sono un casino” e “Un nuovo mare”.
Guaribili ottimisti come i Vintage Violence
Tanto minimalista, quanto scanzonato, il nuovo pezzo dei Vintage Violence nasce per dare tutto il possibile su un palco, per una resa live da pogo spensierato, un brano leggero in contrasto con le ultime uscite della band.
“Guaribili Ottimisti”, infatti, si allontana dalle prese di coscienza impegnate di “Pora stella” e “Contro la società securitaria”. Come dice lo stesso autore, il brano è “una sorta di pot-pourri di storie d’amore passate, alcune mai davvero iniziate, altre mai davvero finite”, tra realtà e immaginazione, nel desiderio di essere “legati come i cadaveri degli alpinisti” e allo stesso tempo “rette parallele”.
“Guaribili ottimisti” gioca costantemente con i contrari, evocando ricordi mai vissuti, strizza l’occhio all’ironia da bar e qua e là butta in mezzo un’irriverenza che sfida il conformismo e rompe gli schemi del perbenismo.
L’ep “A sentimento”: le tracce del passato

Uscito a quasi un anno di distanza dall’ep, “Io sono un casino”, quarta traccia, è un’autodichiarazione sui mostri della propria mente, i poli opposti che la tengono in piedi giorno dopo giorno, i cambiamenti estremi d’umore del bipolarismo.
Il brano è descritto così da Rocco Artieri: una sorta di confessione, nella quale l’apparente catarsi finale porta con sé lo stesso “bastimento carico di autoindulgenza” che autodenunciava all’inizio e suggella ironicamente il definitivo trionfo di quell’io polarizzato, manicheo e inafferrabile che da solo “ripara e rovina” e che di ciò, da solo, si accusa e si assolve.
L’immersione nella mente umana torna ai ricordi. Il tuffo, con cui si apre questo articolo, è anche parte dei primi versi dell’ultimo brano dell’ep: “Un nuovo mare”. Uscito nel 2023 è un pezzo amato dalla band per la resa live. Nel testo si parla di sfighe da guardare dall’alto e di un futuro “controvento e contro i postumi di ieri”. La chiusura è una dedica a
chi accetta anche i 18, con l’augurio di capire
Un nuovo mare – Vintage Violence
che alla cima manca un botto e fermarsi è peggio

