Insieme di Ceri, music therapy

di Benedetta Fedel

POV: è estate, il covid non esiste, stai chiudendo la porta di casa e stai andando a un djset in uno di quei posti all’aperto, con la birra al baracchino e un migliaio di persone. Chiudi gli occhi, inizi a ballare in mezzo alla gente e tutto si colora: tutto diventa leggero, facile, i problemi vengono spazzati via dai suoni elettronici…

Sveglia!

Per quanto ci piacerebbe dirvi che sia realizzabile, purtroppo dobbiamo tornare alla realtà, ragazzi.

Una buona notizia però ve la possiamo dare: Ceri il 26 marzo ha fatto uscire il suo ultimo ep, Insieme.

Il suono volteggiante, “colore pastello” – un mix tra deep house, cantautorato indie e pop -, è il marchio di fabbrica inconfondibile di Ceri. Ed è proprio di queste tonalità che si tinge il mondo quando ascoltiamo l’artista trentino.

Prima Ceri da Solo, poi Insieme agli altri

Dopo essere stato producer e aver seguito il climax artistico di cantanti come Frah Quintale, Coez e di Franco 126, Ceri pubblica due singoli: Bimba mia, un discorso da padre o da fratello maggiore che si trasforma in un un pezzo da club, e Guai.

Nel giugno 2019 pubblica l’ep Solo sotto l’etichetta Undamento, da cui inizierà la sua carriera da solista: produce, arrangia e canta tutte le cinque tracce del progetto.

Da qui, Ceri si prende il suo meritato applauso, si allontana dai riflettori e lascia posto agli altri.

Ceri
Ceri

Infatti, Insieme è un ep che nasce – appunto – insieme.
Nell’intervista rilasciata per Rolling Stone racconta di come è stato creato il progetto: «Ho dato delle tracce su cui scrivere, che riguardano lo stare insieme. Ma poi c’è stata assoluta libertà, ed è tutto venuto fuori in maniera spontanea».

Insieme… a chi?

La scelta degli artisti che cantano all’interno dei pezzi è stata ben studiata.

Da Facile, in cui il cantante e amico Coez viene inserito in un nuovo contesto, scrivendo un testo che si adatta perfettamente alla melodia creata, passiamo ad HappySad, singolo di successo, sviluppato con Franco126 e chiaro richiamo ad Attenti al lupo di Lucio Dalla. Nella stessa intervista di cui sopra, si riporta che anche Ron, il quale ha dovuto autorizzare la pubblicazione del pezzo, ne è rimasto affascinato.

Buio sereno, con See Maw, è uscito come secondo singolo e, insieme a Da distante, in featuring con Colombre, trasmette un’irresistibile voglia di ballare. Solo una volta è una ballad romantica, mentre, nell’affettuosa Non lo farei mai, GINEVRA– che ha un timbro perfetto per questo genere – ci canta: non lo farei mai, girarti le spalle.

Il tutto si chiude con Insieme, psichedelica, leggera, in cui l’artista ci ripete: adesso che voleremo insieme. Ed è quello che fa venire voglia di fare: volare via.

Music therapy con Ceri

Il progetto di Ceri dà come risultato un ep distensivo e colorato.
Un insieme di tracce che viene voglia di mettere in loop a tutto volume ballando su un terrazzo.

Durante il lockdown ce l’hanno sempre detto, alla fine: la musica dona benessere e il ballo dona endorfine, quindi…
Perché no?

Insieme è una vera e propria terapia musicale: la sonorità rilassa il cervello e ti trasporta da un’altra parte per 25 minuti, colorando anche quello che certi giorni ci sembra grigio.
Ceri ti permettere di prendere i pastelli e dipingere l’aria intorno a te, fosse anche quella che respiri tra quattro mura.

Certo che ci manca tutto, certo che non è la stessa cosa, ma questo ep ha la forza di farti schiacciare stop per un attimo.

Tutti insieme

Quantomeno ironico il titolo dell’ep, se pensiamo a come siamo costretti da un anno a questa parte a starcene da soli.
Credo che sia perché, per quanto la situazione possa farti sentire chiuso fuori dal mondo, gli esseri umani troveranno sempre un escamotage per sentirsi insieme.

Pensate a quanti aperitivi in videochiamata abbiamo fatto, quanti “scusa, ho una call”, messaggi, immagini, canzoni, ci siamo mandati nell’ultimo anno per non sentirci e per non far sentire gli altri mai soli.

Sicuramente non risolverà la situazione, ma quello che ci dà Ceri è un grande abbraccio, proprio quando il mondo ci costringe a dimenticarci come si fa.

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