GILBERTO: Darò vita ai miei progetti musicali più ambiziosi – Intervista

Sei lavori (5 LP e un EP) e una storia in tre fasi: Liberascelta, Saffir Garland, ed ora Gilberto, il tuo vero nome prestato all’arte. Hai un filo conduttore in tutte queste trasformazioni?

Sì, potrei dire che è la voglia di esplorare quel che ancora non ho esplorato, e andare sempre di più a fondo nelle cose. Mi piace pensare al mio percorso come una freccia in giù, piuttosto che in su. Ad ogni nuovo passo, cerco di “sprofondare”, immergermi sempre di più nella psicologia e nella coscienza di chi ascolta. Non dico che ci riesca sempre, ma che ci provi sempre sì.

L’ultimo album “Con tutto il dispetto” era uscito su Spotify a luglio 2020. Lo definivi “pop innocuo”, ma con questa definizione cosa volevi dimostrare?

La musica era più leggera rispetto ai dischi precedenti, e avevo imparato come scrivere i testi in maniera più diretta e meno intellettuale. Ma in realtà, non c’era nulla di innocuo: era solo la forma ad esserlo, per trasportare impunemente messaggi sottili, per chi li coglie.

Gilberto
Gilberto

La pandemia ti ha segnato artisticamente?

Sì, e per fortuna SOLO artisticamente, per ora. Per questo “pop innocuo”, avevo progettato altri due dischi cantati, per proporre solo successivamente musica più ambiziosa. Invece ora ho deciso di rimandarli: sto pensando che devo SUBITO dar vita a ciò che di più grandioso ho tra le mie idee.

Cosa dobbiamo aspettarci?

Sarà una suite, una composizione unica in 7 parti, senza testi cantati, per potermi rivolgere potenzialmente a tutta l’umanità. Ho deciso di tacere per ora, perché in questo momento storico l’umanità deve guardarsi allo specchio, e farsi domande sulle proprie priorità. Nel mio piccolo, invece che disturbare con le mie solite parole acide, farò fluire le emozioni lasciando parlare gli strumenti, per riflettere sulla nostra difficoltà a provare empatia. A “parlare” saranno un corno francese, le mie tastiere, un basso, una chitarra acustica ed elettrica, un violino, una marimba, un flauto e una tromba. Poi ci sarà un particolare coro di 21 voci, chiamate a distanza da tutta Italia, che però non “canterà” propriamente. Ma non voglio svelare altro.

Sembra un esperimento ardito, un’intera suite per i tempi medi di oggi, fatti di ascolti rapidi. A chi ti rivolgi?

A tutte le persone che vogliono ascoltare musica che sia… musicale. Senza ulteriori etichette. Di sicuro poi chi ama l’art rock apprezzerà. Ma non sottovaluto i giovanissimi. Parlo con tante persone del ’99, ’00: hanno una profondità di ragionamento che noi trentenni ce la sogniamo, cresciuti con la tv commerciale. Siamo noi che pensiamo alla musica come a un detersivo, basato su ricerche di mercato e furberie varie. Questa suite sarà espressione d’anima, per anime ricettive, per chi è stanca/o di musichette che però spariscono dopo tre mesi.

Social e Contatti

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