IL PIATTO FREDDO

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Un uomo scende le scale della sua cantina. Accende una fioca luce. Toc, toc, toc. I tacchi dei suoi stivali tradiscono la sua presenza. Un altro uomo legato su una sedia al centro della piccola stanza. Apre un solo occhio. L’altro è gonfio. Respira a fatica. Altri segni di percosse colorano il suo corpo. È semi nudo, indossa solo dei pantaloncini. Si chiama Alberto. L’altro, il proprietario della casa, si chiama Stefano. Alberto è in quella situazione da circa quattro mesi. Stefano si diverte un giorno sì e uno no. Oggi è giorno di cure. Stefano porta con sé creme e bende ed altri oggetti farmaceutici. Alberto fa un sospiro di sollievo. Non reagisce, non più. Una parte di sé sa di meritarsi tutto. Stefano inizia a curare le ferite di Alberto. Forse per l’occhio ci vorrà più di un giorno. Alberto e Stefano sono due uomini diversi. Per loro sfortuna il destino ha voluto incrociare le loro strade. Stefano era professore universitario. Uno scrittore nel tempo libero. Soprattutto un padre. Alberto era un ragazzo. Era uno spacciatore. Era un criminale e fiero di esserlo. Giuseppe era un figlio. Era una nuova promessa del nuoto. Era un giovane pieno di sogni. Fu una sera come tante. Giuseppe con gli amici al pub. Stefano a casa a scrivere. Alberto per le strade a vendere. Alberto combatteva una guerra. Una di quelle guerre per le piazze di spaccio. Stefano scrisse un capitolo del suo thriller. Giuseppe nuotò tutto il giorno. Giuseppe esce dal pub. Giuseppe assomiglia molto ad un nemico di Alberto. Alberto è su una moto. Non guida lui, un suo amico. Alberto impugna una pistola. Si trovarono faccia a faccia per un secondo. Alberto sparò senza pensarci. Giuseppe cadde a terra. Dal suo petto uscì molto sangue. Stefano ricevette una telefonata. Andò in ospedale e pianse tutta la notte. Alberto venne scoperto ed arrestato due giorni dopo. Un giudice lo scarcerò dopo un anno. Alberto aveva molti amici tra i “piani Alti”. Molti suoi clienti hanno ruoli di potere. A Stefano gli uccidono Giuseppe una seconda volta. Questa volta non piange, non è triste. Questa volta è molto incazzato. Decide di agire per conto suo. Stefano s’informa su chi sono i nemici di Alberto e chiede d’incontrarli. Li paga e gli offre il suo aiuto fino alla cattura di Alberto. Non gli interessano i giochi di potere e la piazza di spaccio, lui vuole solamente Alberto. Il boss rivale accetta e gli consegna Alberto dopo due lunghi mesi di pedinamenti e guerra. Alberto diventa il protagonista vivente del romanzo che Stefano sta scrivendo. Ironia della sorte, le storie si assomigliano. La vita di Stefano continua quasi normale. Solamente a fine giornata il Professore si trasforma e si ritaglia un momento solo per sé. Di fronte ad Alberto, lungo la parete, Stefano attaccò una gigantografia di Giuseppe. Ora Alberto è costretto a subire le torture di Stefano e a guardare ogni giorno Giuseppe quando Stefano non c’è. Le ricerche per trovare Alberto sono finite. Un “soldato” del boss rivale ha confessato di averlo ucciso e sciolto nell’acido. Faceva parte del piano. Stefano finisce di curare Alberto e va via. Alberto respira a fatica. Spera ogni giorno di morire. La moglie di Stefano e madre di Giuseppe non resse al colpo. Ha divorziato da Stefano ed è partita per l’America. Stefano è rimasto da solo ed ha come unico divertimento Alberto. Nessuno sospetta di lui. Fuori Stefano è un uomo semplice e gentile. Non ha cambiato stile di vita e fa sempre le stesse cose che faceva prima che suo figlio morisse. La gente lo considera quasi un eroe. Sono affascinati dalla sua calma e dall’altruismo che ha verso il prossimo. Un giorno come tanti, Stefano rientra dal lavoro. È un giorno sì, le ferite sono guarite. Stefano non vede l’ora di procurarne altre ad Alberto. Scende di nuovo le stesse scale. Toc, toc, toc. Ancora di nuovo gli stessi passi. Alberto non si sveglia, non si sveglierà mai più. Alberto è morto. Ha la testa giù. Stefano la tira su e lo guarda un ultima volta. Stefano sale di nuovo sulle scale e va in camera sua.

Apre il cassetto del comodino vicino al letto. Prende una pistola comprata tanto tempo fa. Se la mette in bocca e spara un colpo!

Immagini prese da Google Immagini

Simone Clementi

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