“Colpogrosso”, l’album di Alangrime – Tra spazio, erotismo e pittura

Author

Categories

Share

Colpogrosso” è l’album che sancisce l’esordio solista di Alangrime, cantautore indie e pittore di lunga esperienza. 
Se i suoi quadri sono esplosioni di colori e parole che rivelano un intenso vissuto interiore, le sue canzoni raccontano la stessa storia, ma con sfumature diverse: “Colpogrosso” è come un oggetto che si muove lento nello spazio profondo. si identifica in sonorità trap e pennellate post-rock e grunge, tenute insieme da una fitta trama elettronica. Un lavoro dal sound oscuro e malinconico, eppure pervaso da una calda tenerezza (e da un erotismo non troppo nascosto).

Siamo andati a intervistare Alangrime per scoprire qualcosa di più sul suo disco.

Un donut che fluttua nello spazio: è la copertina di “Colpogrosso“, l’album di Alangrime. Accanto, un’opera su tela dell’artista (fonte: Alangrime.com)

 

Ciao Alangrime, benvenuto su Indielife!
Le tue opere visive sono estremamente vivide, piene di colori. Hanno un impatto emotivo diverso da quello della tua musica, che ha toni molto più scuri, in un certo senso.

Ho correlato musica e arte solo negli ultimi anni, quando ho voluto far sì che viaggiassero su due binari paralleli.
Il colore in sé, non è che indichi stati d’animo felici o negativi…a livello pittorico amo la presenza di tanti colori, quindi non mi precludo niente. Mentre con la musica, sì, sono sempre stato affascinato dalla parte più cupa. Io dico sempre che dove non arriva la mia arte – dove non metto il nero, il grigio, arriva la mia musica. Sono le mie due facce della medaglia.

Ascoltando “Colpogrosso”, oltre all’influenza grunge si scorge anche un gusto per la corrente emo trap, quella di artisti come Lil Peep.

Sì, il disco di Lil Peep l’ho scoperto per caso, ed è stato un’ispirazione. L’ho tenuto in macchina per più di un anno. Strumentale e chitarre decadenti nel contesto trap…è tra i generi che ha influenzato l’album. Poi, la mia estrazione non è totalmente rap. Ho cercato di fare mie delle piccole cose che rielaboro alla mia maniera.

Ed infatti, il risultato è estremamente personale. Parliamo dei titoli delle canzoni: tra “@valenappi” e “crudimécrudité”, è chiaro che la scelta non è mai casuale.

Sono molto attento coi titoli. Non sempre rappresentano quello che è il testo, anzi, possono essere un pretesto per capirmi, raccontano un’altra parte di me stesso. Creano un immaginario nell’ascoltatore: ognuno quando legge un titolo si fa il suo viaggio, e questo mi piace.
Il titolo “@valenappi“, ad esempio: è il mio modo di iconicizzare Valentina Nappi, come si fa nel mondo dell’arte. Provocare la mente di chi ascolta.

Nel dettaglio, anche dai testi si intuisce la tua attenzione per le parole.

Va saputo dare un certo gusto fonetico. Sono un po’ un nerd, con le parole: mi metto lì, le scrivo, le stravolgo, cambio le lettere. Talvolta, quando una parola storpiata mi piace, la tengo così. L’italiano è una figata. Devi trovare la quadra per rappresentare te stesso sotto forma di parole. Faccio anche molte associazioni di idee assurde che poi per qualche ragione tornano, e va bene così.

Infine, la copertina del disco: la ciambella rosa che galleggia nello spazio. Cosa c’è dietro?

Innanzitutto sono un appassionato di food, amo cucinare e ho sempre scelto i dolci per le copertine dei miei lavori musicali. Per me il dolce è invitante: nel mio mondo, se vedo un album con un dolce in copertina, vado e lo compro. Poi, per formazione artistica amo fare riferimenti erotici, sono un appassionato dell’erotismo. Il donut è uno di questi.
Poi lo spazio, gli UFO, le stelle, i pianeti…Negli ultimi quattro anni ho vissuto momenti difficili, ho perso persone importanti. Si tratta di una ricerca, di un contatto, perché lo spazio è quel luogo in cui le cose non finiscono mai. E poi, io sono uno che vuole sempre fuggire. Fisicamente rimango qua, ma col resto, parole, pensiero, tutto, cerco sempre di trovare me stesso e fuggire. Quindi, lo spazio è un luogo in cui ritrovarsi.

 

Colpogrosso” è l’album di Alangrime distribuito da (R)esisto, ed è disponibile su Spotify e su tutte le piattaforme digitali.

Se siete curiosi di scoprire di più sul suo lavoro, potete farlo esplorando il suo profilo Instagram o visitando il sito web Alangrime.com 

Author

Share