Intervista ai Naima!

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Intervista ai Naima!

“Ciao Indielife.it noi siamo i Naima! Io sono Nader, io sono Lorenzo e siamo qua per rispondere a qualche vostra domanda!”
É così che comincia la video intervista ai Naima, un duo interessante del panorama indie. Lorenzo e Nader sono due ragazzi che hanno tanto da comunicare e che hanno messo su un progetto musicale degno di nota. Ecco perché li ho intervistati ed ecco cosa mi hanno risposto! Puoi leggere l’intervista e guardarla sui nostri account social Instagram e YouTube! Enjoy!

Com’è nato il vostro progetto musicale? Da dove deriva il nome Naima?

Band Naima
Foto Naima band

Nader: Naima nasce da un viaggio che abbiamo fatto io e Lorenzo in Francia due anni fa. Siamo partiti così, da un giorno all’altro, in macchina per Lione portando soltanto (dicono in coro) una chitarra e un ukulele e niente soldi! (ridono entrambi)
Abbiamo passato tutto il tempo con in mano questi strumenti a suonare per la città! Al tempo non avevamo idea di voler suonare insieme solo che quello che è uscito fuori era così promettente, ci ha ispirato così tanto da voler dire “Portiamo a casa tutte queste idee e iniziamo a lavorare!”

Lorenzo: L’episodio che dà il nome al nostro gruppo parte in un centro commerciale quando abbiamo visto il nome di un negozio che ci ha ricordato la famosa canzone di Coltrane Naima. Mi piaceva questo contrasto tra la musica alta del jazz di Coltrane è un negozio di cosmetici! Il bello è che Nader mi ha detto “Sai Lorenzo cha Naima è anche il nome di mia nonna?” e quindi ci siamo detti “Abbiamo il nome del gruppo!”

Come definireste il vostro genere? Quali sono le vostre influenze musicali?

Nader: Io sostengo che questa sia una di quelle domande che i musicisti non vogliono mai sentirsi dire! Partiamo da una radice che è il cantautorato (Lorenzo scrive, per lo più, le canzoni) e tantissime influenze che si diramano di stampo molto internazionale. I nostri riferimenti sono Bon Iver, The Nineteen seventy five, The National, e tutta quella scuola di musica. Io ascolto una base di quei cantautori italiani fondamentali quindi sento che possiamo indentificarci con un pop, abbastanza indie, ma un po’ di nicchia.

Lorenzo: É una musica che nasce un po’ raffinata, un po’ sperimentale perché abbiamo degli ascolti che vanno anche verso il jazz, l’elettronica, che però vuole farsi pop. La nostra intenzione è quella di comunicare alle persone e suonare su un palco in modo da essere compresi da tutti.

Naima cover
Cover Naima Baustelle

Sono rimasta felicemente colpita dalla cover del brano dei Baustelle. Come mai avete scelto questa band?

Lorenzo e Nader: Grazie mille!
Nader: La guerra è finita è uno di quei pezzi che a noi è sempre piaciuto e volevamo raccontarlo a modo nostro perché lo abbiamo sentito entrambi. La storia di questa ragazza che si toglie la vita, la guerra è finita…

Lorenzo: Volevamo proprio che il brano trovasse altre strade musicali non per la canzone in sé. Era una sorta di banco di prova per il nostro gruppo che voleva esordire non con inediti ma con uno specchio, che è la musica degli altri, che ti permette di capire un po’ qual è il tuo ruolo nell’ambito musicale, nell’ambiente discografico, e un po’ quali sono le tue capacità perché è una canzone con cui è difficile misurarsi. É stata un’esperienza molto bella da quel punto di vista.

Come nascono i vostri brani e come gestiste il processo creativo?

Nader: Seconda domanda difficilissima! Noi abbiamo da poco completato la registrazione del nostro primo EP. Saranno 6 pezzi.
I nostri brani partono, in genere, da un’idea di Lorenzo con un testo, una melodia, un giro di accordi, e mi chiama per contaminare il tutto! (ridono entrambi). Il nostro processo creativo è fatto a casa infatti siamo nel nostro bellissimo Naima studio. Cerchiamo di lavorare insieme quanto più possibile e di contaminare uno le idee dell’altro. All’inizio è un’esplosione di tantissime parti che scriviamo e soluzioni che ci inventiamo per poi asciugarle piano, piano.

Nei vostri brani raccontate di persone o fatti autobiografici?

Lorenzo: All’interno di ogni canzone ci sono, sicuramente, su 10 frasi, 5 autobiografiche e 5 che parlano di qualcun’altro. Si cerca di dare una narrativa coerente. Quando arrivi in fondo a una canzone è già un processo così difficile che parla di tutto il mondo e parla di niente. Non scriviamo canzoni particolarmente, solamente, autobiografiche ma sicuramente ogni canzone parla anche di noi.
Nader: Lo stesso modo di quando leggi un libro e ti senti come si sente l’autore anche se è la storia di un altro, credo che possa essere simile.

Naima cover
Cover Naima Mahmood

Con chi vi piacerebbe collaborare per un brano o un album?

Lorenzo: La prima risposta banale ma davvero sincera, è con gli artisti che abbiamo scelto di reintepretare. Sarebbe davvero un sogno, soprattutto personale, poter lavorare con Bianconi, è davvero un artista che stimo, e con Alessandro Mahmood, che per altro abbiamo incontrato al Lucky Music di Milano ed è stato gentilissimo. Crediamo davvero nell’autenticità del loro lavoro quindi sarebbe davvero bellissimo e ci darebbe tanto. Io posso buttare giù altri nome come i Verdena.

Nader: I Verdena assolutamente ma anche con band meno mainstream come gli Handlogic, una band toscana incredibile, e con Marco Castello.
Lorenzo: Faccio un ultimo nome citando i Crevice, una band che ho ascoltato a Milano, che spacca, come si suol dire. Il cantante ha una voce che è Jeff Buckley, ma in modo autentico. Quello che fanno è davvero loro, molto rock.

I Naima concludono dicendo…

Lorenzo: Grazie mille per la possibilità di fare questa intervista. É stato bello! Domande molto interessanti ma anche molto difficili! Un saluto a tutti!
Nader: Ci ha fatto molto piacere! Ciao!

Grazie ai Nama e grazie a Joe di Ovosociety per aver reso possibile tutto ciò! Segui la band su Facebook e su Instagram e non dimenticare di guardare l’intervista sui nostri social YouTube e Instagram!

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