“Andrà tutto bene” ti fidi?

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Nel bel mezzo di una pandemia globale, tra indiscrezioni e false verità, il rapper Willie Peyote non le manda a dire a nessuno, nemmeno a chi si prende gioco della gente travestendosi da ipocriti tuttologi a caccia di followers disperati.

Il rapper torinese non si è trovato impreparato neppure questa volta e dopo l’assenza dai social, d’altronde citando Grazia Deledda «le grandi cose si dicono in silenzio», è uscito allo scoperto con il nuovo singolo La depressione è un periodo dell’anno disponibile da venerdì 13 novembre, by Virgin Records/Universal Music – durata 3’37”. Fotografia indiscussa e realista di un vivere confusionale, immerso nelle vere o false informazioni mediatiche, rappresenta a tutti gli effetti la precarietà con cui milioni di italiani stanno vivendo la propria quotidianità. Con l’eleganza metrica che lo contraddistingue, Willie è riuscito a contrastare ciò che lui stesso descrive come retorica primaverile, quel “andrà tutto bene” pronunciata da chi forse qualcosa sta nascondendo ormai da troppo tempo. C’è chi riesce ad evitare di essere ingoiato dalle opinioni e chi invece non vede l’ora di essere chiamato in televisione per confondere ancora di più una popolazione ormai presa dall’ansia. 

La depressione è un periodo dell’anno ma non ci sono più le mezze stagioni
Al giorno ormai quante polemiche fanno qui tutti burloni o Burioni
Nessuno c’ha un soldo, un lavoro, una vita però c’hanno tutti un sacco di opinioni
Con l’acume di Gigi Di Maio e la calma di Giorgia Meloni

L’ironia da sempre ne fa da padrona e anche in questo caso il rapper denuncia chiaramente la situazione citando a giudizio le stagioni. Non si riescono a distingue come la gente, che povera o ricca che sia, trova sempre il tempo per replicare e commentare a chi il camice bianco per timore non osa indossare. Tra decreti e disposizioni la gente non sa più che faccia fare, ma nelle retrovie ci pensano i noti politici a fregarsene e scappare. Polemiche incontrollate, giornali assetati di bizzarre verità, critici e precari intenditori pronti a fare gol a porta vuota. E’ una partita che ormai ha smesso di suscitare interesse con un pubblico esausto ricoperto di gel e mascherine colorate.

Benvenuti in un mondo dove la confusione regna sovrana. Forse è giunto il momento di pensare prima di parlare. Le polemiche rappresentano insuccesso e sconforto, in grado di creare dissidi ed inutili conflitti. Meglio mettersi comodi e lasciar fare il proprio compito a chi ne possiede le giuste competenze. Al silenzio l’interpretazione principale.

Willie Peyote anticipa l’ultimo singolo così: 

«Questo è un brano che ho cominciato a scrivere alla fine dell’estate – ha raccontato l’artista torinese – perché nonostante il tentativo di tutti noi di guardare al futuro con positività, nonostante il vago libera tutti, nonostante la retorica primaverile dell’andrà tutto bene, purtroppo era evidente che le cose sarebbero andate in un’altra direzione. E mentre tutti si accapigliavano in una polemica diversa al giorno, su qualsiasi argomento, io sono sparito dai social cercando di evitare di essere ingoiato in questa fiera delle opinioni un tanto al chilo che quotidianamente peggiora la confusione che già regna sovrana ormai da febbraio. Capisco che ognuno di noi debba sopravvivere a questo periodo, che ci mette a dura prova, come meglio riesce, ma il silenzio non è davvero più un’opzione per nessuno?». 

Buon ascolto!!

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