Sometimes I’m still drowning: il trittico dei Caveleon

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Sometimes I’m still drowning è il primo album dei Caveleon

Dopo Sometimes e Sometimes I’m still, il trittico dei Caveleon si completa: il loro primo Lp è Sometimes I’m still drowning. L’esordio del quartetto milanese si compone quattrodici tracce che raccolgono un progetto a cavallo tra ambient e pop, basi ambient ed il consueto intreccio vocale di Giulia Vallisari e Leo Einaudi.
Oltre alle otto tracce precedenti, distribuite in forma 5+3 nei precedenti due Ep, l’album presenta sei novità che confermano la coerenza stilistica dei Caveleon e completa un album a cavallo tra malinconia e sogno.

Coerenza e sfumature

Sicuramente l’elemento che emerge in un disco soft come Sometimes I’m still drowning è la capacità di conservare una coerenza ed un’identità solide nel corso di tutto il progetto. Il fatto di rilasciare questo lavoro sulla lunga distanza scomponendolo in più sezioni permette di seguire anche nei mesi la conservazione di una linea simile, sempre sul doppio livello di tristezza, nostalgia e introspezione che si concretizza su sonorità soft pop e spesso praticamente ambient.
La dimensione vocale non viene meno pressoché mai, così come la chitarra acustica che connota quasi ogni traccia, ma più che strumentale è emotivo il viaggio (non a caso il primo brano è Journey) che propone l’album dei Caveleon.
Forse proprio la dimensione di sottofondo, il fatto che è musica che può essere soggetto o complemento di situazioni, rende quest’opera prima un prodotto di cui non ci si annoia.

Una fina iconica

I due Ep precedenti l’uscita del disco, si sarà notato, compongono due terzi del titolo. Mancava solo Drowning, aggiunto con l’uscita dell’Lp appunto dalle nuove tracce e da due singoli. Ogni frammento di questo trittico aveva anche una traccia dedicata: Sometimes ed I’m still. Con l’uscita dell’album completo esce Drowning e le tre canzoni sono messe in fila, l’una che fa da base a quella successiva, concludendo con la quattordicesima traccia, “annegamento”.
Come un annegamento, in cui la realtà si allontana dalla percezione di chi sprofonda nelle profondità dell’acqua, l’ultima traccia sfuma e si allontana, concludendo un esordio che fa dei Caveleon una delle più interessanti realtà sotto l’egida della Costello’s.



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