Crotti B: intervista al giovane rapper milanese

Crotti B, pseudonimo di Cristian Cavalli è un giovane rapper milanese. Nel suo brano “Clerville” racconta una immaginaria digressione nel mondo di Diabolik. Vuole così evidenziare come sia difficile sentirsi osservati in una grande città.

Intervista a Crotti B

Nel tuo brano si percepisce come la musica per te sia un’esigenza. È così?

Certo, la musica è parte di me quanto io vorrei essere parte di lei. Sento il bisogno di “chiacchierare” col microfono come se fosse il mio psicologo. Tutto ciò che dico nelle canzoni non è altro che la verità, nulla di più di ciò che provo o che sono.

“Clerville” è il tuo primo singolo ma definisce la tua cifra stilistica. Cosa ci dobbiamo aspettare?

Tutt’altro. Perché non sto mai fermo, mi piace saltare da uno stile all’altro, da un mood ad un altro.

“Ladro di parole”, mi spieghi questa espressione?

Essere un “ladro di parole” per me significa arrivare ad un pensiero che hai tu ascoltatore, ma che non sei riuscito ad esprimere.

Parlare con la musica, secondo te, rende intramontabili?

Si, la musica è immortale e ciò che dici con la musica lo è allo stesso modo. Essere intramontabile è difficile però con la musica è possibile, soprattutto se parliamo di una canzone speciale, perché è la canzone stessa o il periodo a non morire mai, ad essere sempre vivo, non tanto l’artista in sé.

Quali sono gli artisti da cui trai ispirazione?

Io traggo ispirazione dalle persone di tutti i giorni, non tanto dagli artisti. Potrei dirti mille nomi, ma la realtà che le sonorità che faccio sono quelle che piacciono a me, non sono ispirate a nessuno in particolare, mentre spesso le parole sono frutto di discorsi con persone, quindi diciamo che sono le persone di tutti i giorni a darmi l’ispirazione.

Grazie!

Leggi anche l’intervista ai Sirente!

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