Chi vuol essere Achille Lauro?

Achille Lauro è. E non può non essere.

No, non voglio scomodare princìpi della filosofia classica. Ma l’idea del paradosso apparente mi sembra adeguata per avviare questa breve riflessione.

Dunque, Achille Lauro si presenta per la terza volta al Festival di Sanremo. E stavolta dedica una lettera all’umanità.

Sale sul palco dell’Ariston con l’attitudine tipica del “me ne frego” e racconta visualmente il glam rock. La sua performance è decisamente creativa e a tratti sconcertante.

Tutto regolare. O quasi. In fondo ce l’ aveva detto che avrebbe presentato cinque quadri fuori dall’ordinario.

Ma la domanda che mi pongo è: cos’è che rende Achille Lauro così adatto ad essere immerso nella sua estemporaneità? In altre parole: com’è possibile che sia così attuale e remoto allo stesso tempo?  (dove per remoto si intende “isolato” nello spazio e nel tempo)

La prospettiva è variabile. Per uno sguardo scettico Lauro è “copia malriuscita” di qualcos’altro; lo sguardo stupito lo definisce invece “avanguardia”; un occhio “puro” vede Lauro come bizzarro.

Dunque, non voglio mettere l’accento sul fatto che anche la visione è soggetta ad una temporalità e ad un contesto, storico o sociale che sia; non voglio neanche cadere nella retorica del politically correct.

Ma è davvero necessario iscrivere Achille Lauro in una definizione?

Sembra che ogni “abito” di artista, performer e quant’altro non gli si addica completamente.

Insomma, è proprio nella sua lettera all’umanità, presentata alla prima serata del Festival, che ha esplicitato: “Sarò sessualmente tutto, genericamente niente”.

La sua identità fluisce come lacrime di sangue, inaspettata e “inaspettabile” e sfocia in una “solitudine nascosta in un costume da palcoscenico”.

Achille Lauro sarà anche esagerazione, ma è capace di inscenare uno spettacolo che, piaccia o no, fa parlare di sé.

È una sorta di poeta maledetto, forse un decadentista, che esprime un malessere verso la società contemporanea in maniera simbolistica, evocativa ma comunque clamorosamente e malauguratamente collegata alla sua dimensione temporale.

Parliamo quindi di una figura sfaccettata che porta da sempre e comunque a chiedersi: Chi vuol essere Achille Lauro?

Fonte foto: ANSA.IT

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