Priscilla, la Regina dei Musical

Una sera ti ricordi dell’arrivo di “Priscilla, la Regina del Deserto” al teatro Arcimboldi di Milano. Distrattamente ti era sfuggito, ma la sera prima dello spettacolo di una delle date meneghine decidi di comprare il biglietto in prima fila! Una scelta che si è rivelata poi azzeccatissima.

Per i profani, Priscilla è un film cult del 1994 diretto da Stephan Elliot e vincitore di un premio Oscar per i migliori costumi che oltre ai premi, si è guadagnato a pieno titolo la fama come uno dei must della cultura queer e delle pellicole a tema on the road. Nel cast originale i/le protagoniste sono interpretate da Terence Stamp nel ruolo di Ralph / Bernadette Bassenger, Hugo Weaving (l’agente smith di Matrix ed Elrond del Signore degli anelli!!) nei panni di Anthony ‘Tick’ Belrose / Mitzi Del Bra e Guy Pearce come Adam Whitely / Felicia Jollygoodfellow.

La trama

Questo improbabile trio di Draq queen, per una serie di concomitanze si ritrova a dover intraprendere un viaggio attraverso tutta l’Australia, partendo a est da Sydney fino ad arrivare ad Alice verso ovest, per un’importante esibizione in un Casinò, a bordo di uno sgangherato van che prenderà il nome appunto di Priscilla. Il tragitto è scandito da musica godereccia di ogni genere, da lustrini e boa di piume, cocktails colorati e soprattutto dall’outback downunder, una terra australis ricca di stereotipi e contraddizioni, come in tutti i luoghi estremi del nostro pianeta, dove sicuramente questo colorito trio non può far altro che creare un adorabile scompiglio! Nessuno si può aspettare di trovare nel deserto australiano tre uomini sui tacchi a spillo che ridipingono un furgoncino rosa shocking o che scalano, rigorosamente vestiti con sontuosi abiti di scena, le pareti del massiccio Uluru, conosciuto come Ayers Rock, sito sacro agli Aborigeni. Il loro viaggio sarà ovviamente una scoperta della loro storia personale contro tutti i pregiudizi e le barriere, anche quelle che ognuno erge intorno a se.

Il musical

Nel 2006 il film è diventato un musical che dall’Australia è arrivato poi in Nuova Zelanda, fino alla consacrazione nelle capitali più importanti del teatro “musicale”, come Londra e New York a Broadway, fino ad arrivare al nostro paese.

In questa edizione partita a dicembre, che attraverserà tutta la penisola e che ha registrato già più di 350.000 spettatori, si potrà godere di un cast superlativo e talentuoso, con la bellezza di 500 costumi! Interamente suonato e cantato dal vivo, con ballerini superbi e cambi d’abito fenomenali ed esilaranti.

Vorrei potervi trasmettere l’entusiasmo con cui io penso a queste informazioni, ma credo che l’unico modo per rendersene conto sia andare a vedere lo spettacolo a teatro. Qui potrete trovare tutte le informazioni sul tour e sul cast.

In conclusione

Se amate i musical e la cultura queer, impazzirete di gioia e tornerete a casa senza voce per aver gridato tutto il tempo cantando i 25 successi internazionali proposti e per aver urlato esaltati nel vedere ballerini diventare ballerine, coriste diventare bifolchi, bifolchi travestiti da ballerine e coriste calate dall’alto della scenografia, in un tripudio di brillantini! Il tutto condito da battute piccate e frasi scabrose (stiamo parlando della versione integrale) e dalle ottime capacità interpretative degli attori. Se non amate i musical, sarà difficile vi troviate lì, però potrebbe capitarvi di trovare la cosa altamente coinvolgente, a meno che non soffriate di una qualche forma di chiusura verso una cultura inclusiva ed esplosiva come quella LGBT.

E senza che ve ne rendiate conto, in tutta questa euforia più volte il musical pone davanti a delle riflessioni, sull’accettazione di quello che chiamiamo “diverso”, di noi stessi e del fatto che l’amore non ha limiti e confini! Soprattutto se attraversi un continente su un Torpedo riverniciato di rosa.

Umberto Eco. Il romanzo e le strategie della comunicazione.

A tre anni dalla sua scomparsa, il 19 febbraio 2016, ricordiamo una delle più grandi personalità della cultura italiana contemporanea: Umberto Eco. Grande maestro della nostra letteratura, semiologo, filosofo, critico e saggista, oltre che esperto di comunicazione tanto da ricevere, tra i tanti premi e onorificenze, la laurea honoris causa in “Comunicazione e Cultura dei Media” dall’Università di Torino.
https://biografieonline.it/biografia-umberto-eco

Eco è stato uno studioso poliedrico, i campi da lui indagati sono molteplici e naturalmente occorre fare una selezione. È considerato uno degli autori più noti della nostra letteratura contemporanea ma è anche uno dei più incompresi. La sua seconda opera, Il pendolo di Focault, fu uno dei libri più venduti ma meno letti, acquistato in massa dopo il grande successo de Il nome della rosa, ma a causa della sua complessità dimenticato dai lettori delusi tra gli scaffali delle loro librerie.

Tutti i romanzi di Eco offrono più di una chiave di lettura e, in ogni caso, la prima risulta essere la più superficiale e non aderente al pensiero dell’autore. E così Il nome della rosa non è il romanzo giallo che la maggior parte dei suoi lettori crede, il caos che domina Il pendolo di Focault è l’emblema del labirinto in cui viviamo e Il cimitero di Praga non è un romanzo storico, al contrario ci mette in guardia da ciò che il cambiamento della nostra società ha prodotto.

Quest’ultimo romanzo risale al 2010 e ci mostra quanto sia assurdo credere di possedere tutta la conoscenza esistente con un solo click. Accedere a milioni di informazioni con semplicità e in pochi secondi non significa essere in possesso di tale conoscenza, per la quale è indispensabile la capacità di elaborare criticamente i dati ricevuti.

La critica alla logica della comunicazione

La realtà può essere alterata, cambiata e addirittura creata dalle parole. Ce lo dimostra il protagonista del romanzo ma anche un caso storico, citato nel testo, come I Protocolli dei Savi di Sion. Si tratta di un falso diffuso in tutta Europa, sfruttato da Hitler e giunto persino tra le credenze di uomini illuminati come Henry Ford.

Eco ci mostra il processo che è alla base delle cosiddette fake news, o bufale, un vero e proprio problema per la nostra società. Queste appaiono sempre più presenti sul web e sempre più difficilmente riconoscibili, dalle più innocue a quelle più pericolose.

Il romanzo narra di un falsario, Simone Simonini, che offre le proprie capacità a poliziotti, servizi segreti e persino a uomini di stato. Simone plasma la storia a suo piacimento, trasformandola con i suoi documenti fittizi nati, spesso, dalla decontestualizzazione di documenti già esistenti e, dunque, prendendo avvio da fatti reali. È il principio della verosimiglianza a rendere queste notizie plausibili.

Il romanzo è stato spesso definito storico ma in questo modo si rischia di cadere in un grandissimo errore: l’obiettivo di Eco era quello di smascherare la macchina della comunicazione che sottopone la conoscenza al servizio della mistificazione, del resto Eco conosceva bene le strategie comunicative avendo lavorato per anni per la Rai.

Con lungimiranza Eco è riuscito ad indagare i problemi che sarebbero potuti nascere dalla cultura di massa e dal nuovo modello di comunicazione sorto con l’evolversi della tecnologia. Molti sono stati gli interventi dello scrittore sulla questione e sarebbe impossibile ricordarli tutti. Unendo alla produzione letteraria quella saggistica, Eco ci ha avvertito in tempo sulla potenza della lingua, sulle strategie di comunicazione e sui pericoli che queste comportano. Ora sta a noi riprendere e soprattutto comprendere la sua lezione.



La Torino Rap e le sue voci emergenti

Torino è una città musicalmente dinamica, con un panorama che spazia da band come Subsonica e Linea 77, ad artisti come Ensi, i One Mic e Shade esponenti della cultura Rap e Hip-Hop. Proprio per questo Torino racchiude al suo interno realtà Hip-Hop emergenti molto varie. Oggi conosciamo due di questi giovani artisti.

Chi sono Cass&Raven

Cass&Raven sono un duo di rapper torinesi, in attività da quattro anni e mezzo, ma prima di tutto sono amici. Membri del collettivo TMT, che recentemente ha aperto l’Empire Studio, e fondatori del gruppo Error404 nato a fine 2018 e formato dalle loro voci, basso, chitarra e batteria.

Duo di rapper Cass&Raven

Per quanto riguarda i singoli artisti, entrambi hanno cominciato perché spinti dall’esigenza di trovare un mezzo di espressione che ritrovano nella musica ma che interpretano in maniera diversa.

Per Raven significa dare libero sfogo alla propria interiorità attraverso una scelta che privilegia la forma e lo stile, quello che viene definito Flow; scrive ispirato dalla musica stessa, con testi che cercano di diventare tutt’uno con la strumentale.

Cass proviene da un ambito diverso, quello della poesia. Proprio grazie a Raven conosce il rap e trova questo genere musicale particolarmente attinente alle sue corde. Rime, giochi di parole e una costruzione metrica simile a quella delle poesie ma con in più la possibilità del cantato. Altra sua particolarità risiede nell’utilizzo dello spagnolo durante la stesura di alcuni testi.

Dal background musicale alla loro arte

La loro stessa formazione musicale è abbastanza eterogenea. Tra gli esponenti internazionali sicuramente un posto importante lo occupano artisti come Kanye West, Run DMC, il rock degli AC/DC e dei Gun’s Roses.

Troviamo anche elementi della canzone popolare italiana e dal cantautorato in generale. Da voci come quelle di de Andrè, Gaetano, Gaber traggono l’idea di canzone portatrice di messaggio; la teatralità, l’impatto e l’immergersi in una situazione a 360 gradi deriva da artisti come Fred Buscaglione e Renato Carosone per il loro modo di voler raccontare una storia di vita reale, quotidiana ma in maniera differente. Diciamo pure che sono molte le influenze che hanno creato il bagaglio musicale di Cass e Raven.

Tutto questo li ha spinti a ricercare un mezzo che li rispecchiasse ed è nell’incontro col rap che questi artisti riescono ad esprimersi al meglio, riconoscendosi e ritrovando gli elementi della loro formazione racchiusi in un unico genere musicale. Raccontare storie in maniera originale, stile e personalità, questo ha contribuito a creare le personalità di Cass e Raven che vanno oltre il semplice personaggio. Infatti entrambi non si riconoscono nell’immaginario stereotipato del rapper.

Opinioni

-Cosa vi sentite di dire sul panorama Rap che ultimamanete ha fatto parlare di sè?-

-E’ giusto parlare e discutere di Rap perché, come dimostra una manifestazione come quella di Sanremo, è un genere musicale che si è guadagnato il suo spazio all’interno della musica italiana. Proprio per questo l’impegno e la dedizione devono rendergli onore, anche se non sempre è così.- afferma Raven mentre Cass aggiunge

-Bisogna fare una distinzione tra musica e mercato musicale. Quest’ultimo, più improntato al guadagno, spesso predilige forme musicali stereotipate o più semplici finendo il più delle volte per oscurare le qualità che sono presenti in molte realtà emergenti.-

Progetti futuri

Attualmente Cass e Raven stanno lavorando al loro primo disco ufficiale. “L’Angelo e Il Corvo” arriva dopo quattro anni e mezzo di attività, questo proprio perché vogliono creare un prodotto di qualità e originale, vista anche la partecipazione della band Error404 e di alcuni produttori.

Algo Mas singolo composto in italiano e spagnolo

Vi consiglio di dare un’occhiata al canale YouTube e seguire questi due artisti che, nonostante la giovane età, hanno già le idee ben chiare e riusciranno a stupirci con i loro nuovi progetti.

Subsonica @Torino 15/02/2019

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Chi ha partecipato ad almeno un concerto dei Subsonica, sa di poter rinunciare alla palestra per una settimana! Dopo più di vent’anni di carriera e con 8 album alle spalle, come sottolineato dal titolo dell’ultimo uscito, la band che meglio di tutti rappresenta l’eccellenza della musica nel panorama torinese, non intende rinunciare al suo sortilegio verso il proprio pubblico.

Così, come un incantatore di serpenti, Samuel Romano ha collaudato un sistema infallibile per animare le folle come solo i grandi front men sanno fare, gli basta pronunciare le formule magiche “Salta” e “Tutte le mani” per riuscire a manipolare gli avventori con un unico obbiettivo, farli divertire e scatenare senza sosta per più di due ore e mezza di concerto, tanto che ad un certo punto è il pubblico esausto che chiede di prendere fiato, ma sembra davvero impossibile vista la scaletta stratosferica e l’energia inesauribile dei musicisti. Se Samuel dice “Salta” tu devi saltare!

Questa volta abbiamo deciso di seguirli da Milano direttamente a casa loro, nella sonica e magica Torino, per vedere l’effetto che fa e anche per un po’ di coerenza. Cantare “il Cielo su Torino” al Parco Indro Montanelli in zona Porta Venezia a Milano, non è la stessa cosa.

Il Live

Il concerto promette bene già dal panino di rito preso dai “porcari” fuori dalla venue e si conferma uno show coinvolgente dall’inizio alla finee grazie ad una setlist che attinge da pezzi di repertorio immancabili, ad alcune chicche che non si sentono spesso live attraversando tutta la discografia fino alle ultime uscite.

Le scenografie sempre avveniristiche incantano con luci LED da anni utilizzate nei loro show a basso impatto ambientale e la band è ben distribuita su tutto il palco per dare la possibilità di godere di ogni singolo elemento nel suo habitat naturale: dalle posizioni improbabili di Boosta alle tastiere, al groove di Pierfunk, passando per Ninja che dietro agli occhialetti da ingegnere pesta durissimo la batteria e il precisissimo  Max Casacci fino ad arrivare ai salti di Samuel, un altro marchio di fabbrica immutato nonostante il suo abbigliamento sia molto diverso dalla felpa sportiva con berretto dei primi tempi. La voce dei Subsonica infatti sfoggia una serie di outfit degni dell’Ariston! (ovviamente citato prima di “Tutti i miei sbagli”). Come avevamo anticipato qui, una gradita novità di questa tournée è la presenza di un artista sempre proveniente dalla scena Sabauda, Willie Peyote, che dimostra grande verve nell’esecuzione del suo pezzo e nei duetti con i Subs, suscitando l’interesse di un pubblico accogliente.

Infine, non resta che parlare del 5° elemento di ogni esibizione, l’audience. Si ironizza subito sul fatto che l’età media ormai sia aumentata, ma comunque nessuno si risparmia e il pubblico torinese è rilassato e coinvolto, dando proprio la sensazione di trovarsi ad una festa tra amici “presi bene” per utilizzare un termine tanto caro alla zona, che si entusiasmano di fronte ai grandi classici, ascoltano felici e incuriositi i nuovi pezzi e rispondono sempre al gruppo per trasmettere il loro calore.

Conclusione

Ogni volta che i Subsonica pubblicano un nuovo album, una gazzella sa che dovrà correre ad un loro concerto per apprezzarlo fino in fondo, nonostante la paura di trovarci il leone con le fauci spalancate.  
Alla fine non importa che tu sia leone o gazzella, quello che conta è che sicuramente ti divertirai.

Foto gallery

SETLIST:

Bottiglie rotte
Discolabirinto
Up patriots to arms
Nuova ossessione
Jolly Roger
Fenice
Punto critico
Liberi tutti
Il diluvio
Perfezione
L’incredibile performance di un uomo morto
Respirare
Cieli in fiamme
L’incubo (con Willie Peyote)
I cani (con Willie Peyote)
Radioestensioni (con Willie Peyote)
La glaciazione
Nuvole rapide
Veleno
Aurora sogna
Depre
Le onde
Il Cielo su Torino
L’odore
Abitudine
Benzina Ogoshi
Tutti i miei sbagli
Strade

Ph. credits: Gabriele Farronato

Shame: non c’è vergogna per chi fa freestyle

Lunedì 28 gennaio è uscito il suo nuovo pezzo “vita da freestyler” in collaborazione con”Frenk” e, nonostante non sia passato neanche un mese, il video ha già superato le 85.000 visualizzazioni su YouTube, facendo letteralmente impazzire i fan.

Shame è il suo nome d’arte: stiamo parlando di Fabio Errico, il rapper cuneese che aveva già fatto parlare di sé nel 2017 cantando per ben 24 ore e 45 minuti vincendo quindi il record per il freestyle più lungo del mondo ed entrando nei Guinness dei primati.

Iniziò la sua carriera musicale a soli 5 anni suonando il pianoforte e conseguendo così fino al 5° anno in conservatorio, finché ad 11 anni iniziò ad appassionarsi alla cultura hip hop e al rap. Così, da giovanissimo, cominciò a farsi strada partecipando a vari contest e battle di freestyle facendo conoscere il suo nome a livello nazionale e non solo.

“Empatia” è il suo primo album rilasciato il 12 febbraio 2017 per l’etichetta TheHole e contenente 14 tracce tra cui “Back to old school”, “Ti voglio bene Papà” dove descrive la morte del padre vista dagli occhi del rapper bambino e “Primo Brown”, tributo al suo idolo.

La Famiglia Umanoide e la perdita di Umanità

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Un’altra alba sorgeva.
Un altro uomo, un dipendente o, che dir si voglia, onesto cittadino sorgeva dall’orizzonte di confortevoli coperte. Consumata la colazione e preparatosi il pranzo, avviò la sua utilitaria per affrontare la cacofonia cittadina che serpeggiava tra le vene della metropoli.
La sua figlioletta, destatasi una mezzora dopo per andare a scuola, si accorse che, sempre più, il suo papà perdeva per casa la sua Umanità: un liquido molto strano, così strano che quando avvertiva la mamma delle macchie di Umanità sul pavimento, questa non se ne accorgeva e non puliva. La piccola passava lo straccio di nascosto e a volte addirittura veniva presa per pazza: “Sembra proprio ossessionata dallo sporco che non c’è” diceva a volte la madre, eppure non si accorgeva che lei, anche se in quantità inferiore, perdeva Umanità a sua volta. La Signora infatti portava a casa quel che poteva con lavori a metà giornata. Più i genitori perdevano Umanità dai propri corpi e più tendevano a sembrar gelidi come robot, solitari e schivi. C’erano giorni in cui in casa nessuno parlava… e la bambina era stanca del silenzio. Così, quando i genitori dormivano, prese a svegliarsi puntualmente a notte fonda per cedere la sua Umanità a loro.
I giorni successivi andarono molto meglio per mamma e papà. Questi erano più attivi e amorevoli che mai. Ma non lei, non la loro figlia che stava esaurendo anche la poca Umanità rimasta. L’aveva sacrificata quasi tutta per i propri genitori, per la mamma e per il papà, ora preoccupati per lo strano distacco che mostrava la loro unica figlia. Così la portarono da un dottore.
Il Medico, osservatala per un poco, non capiva il male che la rendeva sempre più marionetta e meno bambina. Dunque, chiamò un suo collega e questi chiamò un suo collega che chiamò un suo collega a sua volta. Incuriosita, attraverso la poca Umanità rimasta, la bambina iniziò a esplorare lo studio del Medico, rovistando tra i diversi libri di fiabe della sala d’attesa. Iniziò a leggerli.
Quando i genitori uscirono dallo studio del medico, trovarono la loro figlia sorridente, colorita e… viva. “Posso tenerlo?” chiese la piccola, impugnando uno dei libricini illustrati.

Questa e altre storie di Bellard Richmont le trovate sulla sua pagina:

https://www.facebook.com/BellardRichmontAutore/

La Dama Color del Cielo

Quando fu sera e il sole era annegato oltre l’orizzonte, l’artista si trovò completamente solo in una valle di cadaveri di vetro e alluminio. Riverso sul divano, la sua mente tentava di toccare le forme della donna che voleva raffigurare da giorni, senza alcun risultato. Niente scarabocchi, niente appunti.
Niente.
Il vuoto.
Sperava che gli spiriti a basso costo lo aiutassero nella scultura di quei lineamenti perfetti che tanto agognava evocare sulla tela, ora desolata. 
Non fu così, e quando giorno e notte, luce e ombra non ebbero più ritmo circadiano, decise di calzare le scarpe più comode per cercarla tra i volti della metropoli chiassosa. Incurante del suo aspetto malconcio e degli odori che la sua pelle trasandata emanava, saltò a piè pari lo specchio in corridoio, spiando di lato e sfuggente il suo riflesso che si recava verso l’uscita. 
Una volta fuori dal suo appartamento, ovviamente non di sua proprietà né affittato con le proprie tasche, percorse il corridoio della palazzina, avvertendo sul suo collo i giudizi fiondati da ogni spioncino e sussurrati appena dai vicini; in pochi lo notavano e le poche volte che incrociava gli inquilini dello stabile, nemmeno notava le loro figure umane, poiché sempre sospeso tra ebbrezza e l’immaginazione della prossima opera. 
Tra i mari di teste delle vie centrali nel suo quartiere, l’artista penetrava i flutti di corpi che di secondo in secondo lo urtavano ed egli subiva le spinte senza alcun sentimento: nessuna rabbia, nessun fastidio.
Voleva solo incontrare il volto e le sembianze femminee chiuse dietro la porta dei sogni. Avvertiva i respiri di lei e le sue parole che bisbigliavano la volontà di venire al mondo. 
Lei.
Perso tra i vicoli dell’inconscio, si trovò a varcare lo spazio-tempo e si accorse che i piedi gli dolevano, che il paesaggio era cambiato e i grattaceli torreggiavano sulla sua singolarità; anime perdute lo spiavano dai cassonetti, oltre i miasmi dei rifiuti che adornavano grotteschi i vicoli oscuri. 
E lì, proprio tra gli abissi torbidi metropolitani, scorse Lei. Era nascosta sotto una scorza di abiti trasandati, ma i suoi occhi non lasciavano spazio a dubbi. 
Quell’azzurro intenso… 
Il corpo del pittore cadde in ginocchio, ai piedi della musa povera, ed egli chiese il permesso di raffigurarla subito. Dapprima imbarazzata, i suoi dubbi si smossero alla vista di fruscianti banconote tra le dita. 
Non c’era tempo, non poteva perderla. Non poteva lasciare andare quell’immagine ancora non ben definita nella sua immaginazione. Doveva cogliere il momento, così inizio a dipingere sul muro di mattoni provvidenzialmente privo di segni vandalici, privo di street art e privo di piscio. Una tela urbana pronta ad essere sverginata. 
Tra le pieghe dei suoi sogni, la dama era azzurra, eppure con sé aveva solo il colore rosso a disposizione e le proprie dita per dosarlo… e non poteva attendere oltre.
In qualche minuto, il vicolo fu vuoto e nemmeno la ragazza ebbe il coraggio di aiutare l’artista a compiere quello che lei riteneva uno scempio senza alcuna morale o ragione. Ma il pittore non se ne curò, ormai la figura femminile era incisa nella sua corteccia cranica pulsante d’informazioni. 
Quando la tela di malta e mattoni era conclusa, flash ritmici di lampeggianti e di macchine fotografiche deificavano ancor meglio le forme della musa rossa, sotto la quale l’artista era accasciato e privo di vita.
“La Dama Color del Cielo”. Le lettere, accanto al ritratto ematico, erano distribuite in questa bizzarra didascalia. 
La mostra dedicata alla sua ultima opera era iniziata e i nastri gialli della polizia delimitavano la distanza per i visitatori, venuti ad ammirare il capolavoro fatale; forensi vestiti di azzurro scrutavano le ferite ai polsi dell’artista, mentre un “critico giudiziario” leggeva la biografia del disgraziato su sterili fogli.
Ma la musa scarlatta fu grata al mortale per averla portata alla realtà e ripagò la sua abnegazione con l’immortalità. 
L’immortalità che tanto aveva cercato tra i cadaveri di alluminio e vetro.

Questa e altre storie di Bellard Richmont le trovate sulla pagina:

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Image credits: Hily Rael


Giorgio Poi, in anteprima la track-list del nuovo album “SMOG”

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Giorgio Poi ha svelato ai suoi fan la track-list del suo nuovo album “Smog” in uscita l’ 8 marzo, su tutti gli store online, ma a sorpresa anche in vinile.

Cover Smog
Il nuovo album di Giorgio Poi.

Il cantautore indie con la sua voce ammaliante e i testi giocosi, forte della sua esperienza internazionale ha sposato la melodia italiana debuttando con “Niente di strano” e duetti d’eccezione con Carl Brave e Frah Quintale con cui ha conquistato il disco d’oro per il singolo “Missili”.

Dopo “Fa niente”, Giorgio ha regalato ai suoi fan un’anteprima delle nuove tracce di “Smog”, tra queste sono state pubblicate nelle scorse settimane due singoli come “Vinavil” “Musica Italiana” feat. Calcutta .

Ecco i titoli di questo album:

  1. Non mi piace viaggiare
  2. Ruga Fantasma
  3. Solo per gioco
  4. Stella
  5. Napoleone
  6. Vinavil
  7. Smog
  8. Maionese
  9. La musica italiana

Il  videoclip di “Vinavil” già disponibile su Youtube sul canale dell’etichetta Bomba Dischi, riprende il personaggio di Giovanni Muciaccia e il mostro della sua angoscia che lo segue dappertutto di cui alla fine riesce a liberarsi. Magnifica la citazione finale del video del protagonista al bar con una donna nella stessa posa dell’album “Una donna per amico” di Lucio Battisti, a cui Giorgio Poi si ispira.

Un’altra perla di questo album,“Musica Italiana” feat. Calcutta è un’ode a chi guarda da fuori la nostra musica, con la se sue sonorità unplugged, è dedicata alla nostalgia sia della musica che della cucina della terra natia.

Giorgio Poi Feat Calcutta

Le canzoni di “Smog” Si possono preordinare anche su iTunes e presalvare su Spotify, a questo link -> isl.lnk.to/Smog

Svelata la track-list del nuovo album di Giorgio Poi “Smog”, da non perdere il live del cantautore nello “Smog Tour”. Sono già in calendario 11 date, le prevendite le trovate qui>www.dnaconcerti.com/giorgio-poi/.

Il tour si aprirà venerdì 29 marzo al “Monk” di Roma per continuare “Poi” in tutta Italia.

‘La vita veramente’, il video del nuovo singolo di Fulminacci

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‘La vita veramente’, il video del nuovo singolo di Fulminacci

Il venerdì, si sa, in campo musicale è il giorno in cui nuove canzoni, nuovi video o nuovi album vedono finalmente la luce. Proprio così è stato per il video del nuovo singolo di Fulminacci intitolato ‘La vita veramente‘.

Il nuovo singolo, prodotto ancora una volta da Maciste Dischi, presenta sonorità diverse da quelle con cui avevamo conosciuto Fulminacci in ‘Borghese in Borghese‘, rimane il suono della chitarra acustica ma tutto viene esaltato con suoni e arricchimenti che potremmo trovare in un disco dei Selton.

Sicuramente un passo avanti per un giovanissimo artista emergente che siamo curiosi di seguire e di cui aspettiamo l’album di esordio.

Testo ‘La Vita Veramente’:

Il computer mi serve per testimoniare le cose 
Il telefono mi serve per esprimermi più raramente, per comunicare. 
Mezzanotte mi serve per ristabilire un confine 
tra il dover dire e il poter pensare. 
Odio gli artisti, i narcisisti 
ma sono pazzo di me 
E mi si rompono, perché mi cascano 
tutti i rapporti che compro 
e voglio troppo e spendo tanto. 

E dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è 
non sono stato mai a parlare per ore 
senza pensare che lo sto facendo. 
E dimmi cos’è, dimmi cos’è, dimmi cos’è 
la vita veramente. 
E non abbiamo mai un’opinione vera, 
un’anima sincera, un’emozione pura 
Però tu come fai, tu che mi sembri seria 
svelami tutti i trucchi, proponimi dei sogni 
Sti cazzi poi dei soldi a quelli ci pensiamo quando siamo grandi. 

Il citofono serve per eliminare i sospetti 
L’ascensore a risparmiare un po’ di fiato 
e guardarmi allo specchio, mentre mi aspetti. 
Il mattino mi serve per giustificare un caffè 
Il caffè per la mia prima sigaretta 
la mia prima sigaretta per tutte le altre. 
Odio i ciclisti, tutti i turisti 
e sono stanco di me 
anzi stanco di te

Che ultimamente a malapena ti conosco 
e cerco sempre di strapparmiti di dosso 
però non posso 

E dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è, e dimmi com’è 
non sono stato mai a ballare per ore 
senza pensare che lo sto facendo. 
E dimmi cos’è, e dimmi cos’è, dimmi cos’è 
la vita veramente. 
E non abbiamo mai un’opinione vera, 
un’anima sincera, un’emozione pura 
Però tu come fai, tu che mi sembri seria 
svelami tutti i trucchi, proponimi dei sogni 
Sti cazzi poi dei soldi a quelli ci pensiamo quando siamo grandi. 

E dimmi com’è, e dimmi com’è, dimmi com’è 
E dimmi cos’è, dimmi cos’è, e dimmi cos’è 

Dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è, e dimmi com’è 
non sono stato mai a parlare per ore 
senza pensare che lo sto facendo. 
E dimmi cos’è, e dimmi cos’è, e dimmi cos’è 
la vita veramente. 

Dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è, dimmi com’è 
non sono stato mai a ballare per ore 
senza pensare che lo sto facendo. 
E dimmi cos’è, dimmi cos’è, dimmi cos’è 
la vita veramente. 

Gazzelle, aggiunte due date estive al ‘Punk Tour’

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Gazzelle ha appena annunciato le prime due date estive del suo Punk Tour. Le date di Roma (6 Luglio) e Bologna (12 Luglio) si uniscono infatti a quelle già comunicate e che partiranno da Rimini il 27 Febbraio.

Il tour presenterà al pubblico le tracce del nuovo album di Gazzelle ‘Punk‘ nel quale troviamo dei singoli già affermati come ‘Sopra’ o ‘Scintille’.

Qui di seguito tutte le date del tour:

Mercoledì 27 febbraio || Rimini @ RDS Stadium 

Venerdì 1° marzo || Assago (MI) @ Mediolanum Forum

Domenica 3 marzo  || Roma @ Palazzo dello Sport

Mercoledì 6 marzo  || Firenze @ Tuscanyhall

Giovedì 7 marzo  || Firenze @ Tuscanyhall 

Sabato 9 marzo || Venaria Reale (TO) @ Teatro della Concordia

Venerdì 15 marzo  || Napoli @ Teatro PalaPartenope

Sabato 16 marzo  || Modugno (BA) @ Demodè Club

Domenica 17 marzo  || Maglie (LE) @ Industrie Musicali

Giovedì 21 marzo  || Bologna @ PalaEstragon

Domenica 24 marzo  || Brescia @ LattePiuLive

Sabato 30 marzo  || Senigallia (AN) @ Mamamia

Domenica 31 marzo  || Perugia @ Afterlife Club

Domenica 7 aprile  || Padova @ Gran Teatro Geox

Sabato 6 luglio || Roma @ Roma Summer Fest c/o Cavea Auditorium Parco della Musica

Venerdì 12 luglio || Bologna @ Bologna Sonic Park Indimenticabile Festival c/o Arena Parco Nord

Link acquisto biglietti QUI