LA MUSICA DEL DIAVOLO

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“Chi non ama il blues ha un buco nell’anima”. Questa scritta apparve sul muro di un vecchio negozio di dischi nel Mississipi. Il blues è definito da molti, la musica del diavolo, per via della leggenda sul talento di Robert Jhonson. Per altri invece, definiti e trattati come gli ultimi per tanti secoli, fu una vera e propria salvezza. Attraverso le sue semplici note e i loro strumenti di fortuna, molti schiavi afroamericani, trovarono la libertà fisica e mentale ed un alternativa ad una vita pieni di povertà e disperazione. Attraverso le loro chitarre, musicisti di fama internazionale, hanno ispirato tutta la musica moderna che noi oggi ascoltiamo con grande piacere. Sono stati scritti molti libri sull’argomento, ma in questo piccolo articolo vi consiglierò solamente i tre che ho letto e che hanno ampliato le mie conoscenze in questo grande e favoloso mondo musicale.

GLI AUTORI:

GILES OAKLEY: Autore del libro “La musica del Diavolo”, si è laureato in storia ed ha lavorato per anni come produttore televisivo per la BBC, realizzando programmi di vario genere. Tra questi anche il documentario da cui è nato il libro e che porta lo stesso titolo.

FABRIZIO POGGI: Classe 1958, si avvicina giovanissimo al mondo della musica. Verso la fine degli anni ottanta conosce l’armonica a bocca. S’innamorerà dello strumento fino a diventarne uno dei più bravi solisti italiani. Con alcune band, la più famosa fu “Chicken Mambo”, incide diciannove album. Molti di questi vengono prodotti negli Stati Uniti, paese che conosce molto bene grazie ai tour e alle numerose collaborazioni con artisti di fama mondiale. La grande casa produttrice di armoniche, la Hohner, gli diede un importante oscar alla carriera. È stato anche il primo europeo ad essere candidato ai Blues Music Awards ed ai Jimi Awards, diventando il bluesman italiano più conosciuto oltreoceano.

ROBERT PALMER: Nato in Arkansas nel 1945 e morto nel 1997, è editor della rivista “Rolling Stone” nei primi anni settanta, per poi diventare negli anni ottanta il famoso capo critico musicale del “New York Times”. Oltre al libro Deep Blues, ha scritto numerosi libri. Il suo amore per la musica e straordinaria conoscenza tecnica lo ha portato a conoscere alla perfezione numerosi generi musicali. È stato il fondatore, negli anni sessanta, del Memphis Country Blues Festival. Palmer ha insegnato anche in numerose università ed è considerato uno dei massimi esperti di Etnomusicologia.

I LIBRI:

LA MUSICA DEL DIAVOLO: Questo libro giornalistico è un lungo viaggio che parte dai campi di cotone del 1800 ed arriva fino alle moderne città e al moderno blues, passando per New Orleans, Chicago e il Delta del Mississipi. Oltre alla spiegazione tecnica, l’autore affianca numerosi parti di testi musicali che ti fanno respirare il vero senso del Blues e la vita che ha ispirato i musicisti a scrivere e suonare in quel modo. Il lettore può così immergersi nel duro e povero mondo che vivevano quelle persone leggendo i testi originali, cercando di comprendere una lingua non del tutto semplice. Ad affiancare le parole e le spiegazioni, possiamo vedere molte foto ed illustrazioni che completano un grande quadro della storia popolare americana.

ANGELI PERDUTI DEL MISSISSIPPI: La differente struttura del libro e il linguaggio semplice scelto dall’autore italiano, ci porta nelle menti e nello spirito di chi ha fatto la storia del Blues. Strutturato come se fosse un “Vocabolario del Blues”, il lettore conosce particolarità e sfumature del genere attraverso tutte le voci e gli artisti. Una suggestiva passeggiata che ci porta ad disegnare una geografia storico-sociale. Un saggio musicale imperdibile per gli appassionati del genere e di musica in generale.

DEEP BLUES: Un libro storico, un saggio strutturato come un grande romanzo americano. Capitolo dopo capitolo, il libro illustra non solo la storia del blues ma anche quella che è stata una fetta importante della storia Americana. I molti artisti, famosi e non, hanno evidenziato gli aspetti più solari e quelli più neri attraverso i loro lamenti e gli accordi struggenti. Il libro, come un gentile e preparato maestro, ci conduce in quel mondo spiegandoci ogni aspetto poco chiaro. Un percorso antropologico costruito dall’autore grazie anche ai molti incontri con i protagonisti di quella che venne definita “La musica popolare Americana”.

RIFLESSIONE PERSONALE:

Il blues per me non è solo un genere musicale, è “La Musica” per eccellenza. Condito con aspetti crudi e ambientazioni nere, questo genere non viene solamente ascoltato dagli amanti come me. Il Blues ti entra dentro e ti smuove l’anima. Inizi a sentire le note e i lamenti delle voci rauche e calde dei bluesman con il cuore, l’eco delle corde delle chitarre riecheggiano nelle stanze vuote della tua mente, mentre sei lì ad ascoltare un loro disco. Non ci sono parole esatte per definire la vera bellezza del Blues, tranne forse quelle usate dai suoi cantanti nei loro testi. Il buio vuoto delle menti dei tanti schiavi, fa da contrasto ai nostri illuminati pensieri. Assetati di vita e di sapere, attraverso i loro canti, urlano la loro sete di libertà.

Immagini prese da Google immagini

Clementi Simone

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