Zoizi racconta una generazione col singolo “Odore” : l’intervista

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Da un dettaglio sensoriale è nato “Odore”, il nuovo singolo del cantautore classe’90 Zoizi. Probabilmente l’avete già ascoltato in radio ma ora provate a soffermarvi sulla storia che questo brano racconta: la storia di un’amicizia, della voglia di libertà tipicamente adolescenziale, della generazione di ragazzi cresciuti negli anni Novanta.

Anche il video musicale è una narrazione, in cui la voce che racconta è quella dell’artista che noi di Indielife abbiamo intervistato.

Ciao, grazie della disponibilità. Innanzi tutto, come stai affrontando la circostanza dell’isolamento?

Bhè, come tutti! Guardando film, serie TV ma sto anche scrivendo canzoni nuove. E mi ero ripromesso di riordinare la camera ma ancora non l’ho fatto (ride).

Dunque, per quanto riguarda “Odore“, è un brano evocativo, perché racconta la storia di una generazione. Se dovessi associare un colore, quale sarebbe?

Forse assocerei i colori bianco e nero, che sono quelli del videoclip. Il brano nasce nel tentativo di diventare un inno generazionale, si tratta di un racconto della mia generazione, ovvero quelli nati nel ’90. Comunque bianco e nero.

Com’è il tuo approccio alla stesura di brani? 

Musicalmente parlando, parte tutto da un giro d’accordi; poi nasce il mood, l’emozione che voglio associare. Una canzone in sé nasce però da un’esperienza, da qualcosa che ho vissuto. È difficile che io scriva qualcosa di inventato, racconto perlopiù qualcosa che mi è accaduto. È un approccio autobiografico.

Allora, sappiamo che hai collaborato con Francesco Renga, mi racconti un po’ quest’esperienza?

È stata una figata pazzesca! Ho aperto cinque date del suo scorso tour, è stata un’esperienza che equivale  a due anni di concerti per conto tuo (ride). Ho provato ad apprendere il mestiere, anche solo osservando. Ho avuto modo inoltre di ricevere da lui dei consigli sul riscaldamento vocale. Sono stati giorni emozionanti, ho cantato davanti a duemila persone. Molto bello.

Parliamo di gusti musicali: con quale artista ti piacerebbe collaborare?

Allora, il mio idolo in assoluto è Liam Gallagher. Il mio sogno sarebbe suonare con lui. Mentre in Italia oserei dire Giusy Ferreri oppure scrivere un singolo con Motta, che è un altro artista che apprezzo molto. Ascolto molta musica e vari generi. Mi piace sperimentare.

La musica si può considerare come una grande maestra. Qual è l’insegnamento che ti è rimasto più impresso sino ad ora?

Sono sempre stato affascinato dagli artisti un po’ ribelli, che osano. L’insegnamento più grande che la musica mi ha regalato è il saper scavare fino in fondo per essere felici con se stessi. Ecco, grazie alla musica personalmente ho deciso di ribaltare la mia vita a ventisette anni e di provare a fare il cantautore. Sembra un po’ da pazzi, ma sono contento. Se no avrei avuto rimorsi tutta la vita. Certo, non è facile, ma se posso dare un consiglio ai più giovani, è di provare e crederci fino in fondo.

Non ti chiedo che genere di musica proponi, ti chiedo: cosa dobbiamo aspettarci da Zoizi?

Mi definirei ribelle, sincero e romantico. Vorrei che i miei ascoltatori possano cogliere che sono un ragazzo senza paura di raccontare cose che ha vissuto davvero. Quando qualcuno canterà le mie canzoni, si deve rivedere e questo è molto importante.

Si può parlare della ricerca dell’autenticità?

Vorrei vivere onesto con me stesso.

E questo potrebbe essere un buon esempio.

Un buon esempio. E perché no?

Così Zoizi racconta una generazione col singolo “Odore”.

Zoizi racconta une generazione col singolo “Odore”

Fonte: Ufficio stampa Red&Blue

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