Intervista a Rudy Saitta

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Abbiamo fatto qualche domanda al cantautore siciliano Rudy Saitta, al ritorno sulle scene con “Maria Colombia” dopo l’exploit, qualche mese fa, di “Croissant”.

Arriva l’autunno, arriva l’inverno ma Rudy Saitta rimane sempre e comunque pronto a sfornare un nuovo singolo. Com’è nato Maria Colombia?

“Maria Colombia” è nata un anno fa, dopo aver scritto “Croissant” mi è venuta questa idea, è in effetti una continuazione della narrazione della storia raccontata nel primo singolo. Dopo la fine di una storia importante c’è bisogno di riappropriarsi di sé stessi e di tornare alle proprie origini per poter nuovamente ricominciare.

Rispetto a “Croissant” possiamo dire che è un brano più pop che indie?

Io li reputo entrambi pop, in realtà le classificazioni di genere così nette non mi piacciono mai, diciamo che è più corretto dire che si tratta di popular music.

C’è qualcosa che vorresti cambiare?

Assolutamente no,  è stato fatto tutto con molta passione e divertimento, non cambierei nulla, è il frutto del lavoro con i miei migliori amici (Simone Guzzino e Fabrizio Longobardi) perciò va benissimo così. 

A breve uscirà un EP/album?

No, direi che per il momento mi muovo per singoli e poi vedremo. 

Il videoclip rispecchia sicuramente chi sei e cosa hai visto negli ultimi mesi, molto bello, possiamo dire che la semplicità è un valore aggiunto per gli artisti?

Potete dirlo! Io sono d’accordo con voi, da fruitore apprezzo molto la genuinità di un musicista, le figure troppo costruite e studiate a tavolino mi annoiano. La sincerità e la semplicità sono dei valori che porto con me nella vita di tutti i giorni e anche nella musica.

Si preannuncia probabilmente una nuova chiusura (anche se parziale ed anche se non ancora ufficialmente) secondo te qual è il ruolo degli artisti in questo momento e perché si dovrebbe continuare a far musica senza la possibilità di esibirsi dal vivo?

Il ruolo degli artisti rimane sempre quello, ovvero esprimere i propri ideali e comunicare con il mondo attraverso la propria arte.Non siamo obbligati a continuare a far musica, siamo obbligati a seguire le nostre emozioni e quindi chi si sentirà di pubblicare nuove cose, avrà il diritto di farlo e viceversa chi non si trova a proprio agio in questa forma di comunicazione aspetterà tempi migliori. Mi auguro che il Governo faccia delle riforme anche pensando a tutti i lavoratori dello spettacolo che non si sentono rappresentati e tutelati qui nel nostro paese. La cultura è importante per creare una società migliore, penso che non debba aggiungere altro.

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