Riot: una rivoluzione a parole

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Riot è il nuovo album di Izi

Intro, la prima traccia di Riot, quarto disco di Izi, si apre così:

-Bisogna sempre sacrificare qualcuno in una rivoluzione.
-Beh, io preferisco l’evoluzione: istruire i poveri, nobilitare gli operai…


Il disco è una raccolta di tredici tracce che condensano nelle basi trap testi che si pongono come un condensato rivoluzionario-
La citazione d’apertura è seguita a ruota dal ritornello di Al Pacino, featuring con IDK, che è un riadattamento della canzone partigiana Fischia il vento.
Il tema della rivolta permane tutto Riot.

La sommossa del linguaggio

Izi non vede il proprio lavoro come un’invito alla violenza, sebbene l’attualità del 2020 e in particolare le vicende legate al movimento Black Lives Matter negli Stati Uniti sia stato un propulsore per lo spirito antisistema del disco; si tratta più che altro di un grido degli oppressi contro il potere di destra e repressivo (come in Matrix) e per il riconoscimento dei diritti di tutti.
Lo spirito revanscista che connota il titolo e le prime due tracce non l’unico tema di Riot, che con Miami ladies e Flop riprende argomenti tipici del genere, perdendo lo spirito politico iniziale.
Pazzo (collaborazione con Fabri Fibra) riprende almeno parzialmente il filo rosso del titolo raccontando un isolamento dovuto ad idee che portano lontano dalle istituzioni e dalle cerchie sociali ed amicali. Il disagio che questo status crea è legato a doppio filo con una rivendicazione sociopolitica e ad una netta presa di posizione.
Dopo un altro passaggio di genere, Izi torna al politico in Fraya, dove appare una frase interpretabile come una frecciata politica travestita da scelta lessicale ricercata:

Vorrei solo del Perestorijka come se fosse una droga strana

Parigi, l’ultima traccia dell’anno, è un cammeo tratto dall’omonimo brano del ’79 scritto da Enzo Carella di cui è stato remixato in chiave techno, trap e disco anni ’80 il ritornello, che è una perfetta sintesi di un disco che ha tanti propositi ma, pur essendo un buon disco, è meno sovversivo di quanto prometta:

Io faccio il pazzo
Brucio Parigi per te
Io faccio il pazzo
Ma tu non bruci per me


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