L’Artista r&b Soul Flake ci racconta del nuovo singolo Acqua e Caffè

Durante il lock down l’artista Soul Flake descrive il dolore per la perdita della madre e la gioia per la nascita della figlia in un brano dal sapore tipicamente R&B. In questa intervista Soul Flake ci racconta Acqua e caffè

Intanto benvenuto su indielife.it! Ci fai una piccola presentazione di chi sei e come nasci artisticamente?

Ciao a tutti i lettori di indielife.it. Io sono Andrea Dellerma, in arte Soul Flake, e sono un cantante, produttore e cantautore. Mi diletto con un genere che in Italia è poco calcolato (l’R&B); è talmente poco conosciuto che quando mi chiedono che musica faccio, in risposta ottengo quasi sempre espressioni di smarrimento che hanno come sotto testo “E che roba è?”, però per non fare brutta figura verbalmente dicono: “Ah bello”. Ho iniziato a calcare i palchi da giovanissimo, collezionando molteplici esperienze, alcune molto significative che mi hanno segnato nel profondo come uomo e come artista, e mi hanno permesso, nel tempo, di diventare uno dei più riconosciuti cantanti R&B in Italia. Una vera soddisfazione!

Sei uno dei fondatori di Street Label Records. Ci racconti come è nata questa etichetta e del suo passaggio dal Rap all’Indie?

Il fondatore vero e proprio dell’etichetta è Daniel Mendoza. Io sono entrato qualche tempo dopo, e adesso mi occupo della direzione artistica, sempre insieme a Daniel. All’inizio, considerato il nostro background musicale, eravamo orientati principalmente al rap e alla black music in generale. Negli ultimi anni, invece, abbiamo iniziato a ricevere numerose richieste da altri generi musicali e, tenendo conto anche della virata artistica verso l’indie dello stesso Daniel, che di fatto l’ha reso il pioniere di un nuovo filone ora noto come indie rap, abbiamo sentito la necessità di aprirci anche agli altri generi. In questo modo riusciamo a dare spazio a tutti quei talenti che a nostro giudizio sono meritevoli di far parte della nostra etichetta. In fase di selezione, difatti, non consideriamo solo l’aspetto artistico, ma valutiamo anche l’attitudine caratteriale, che per noi è fondamentale.

Tornando invece a te, anche tu hai delle gamme sonore in cui ti muovi. Fra il Soul, l’R&B e la sperimentazione. Dove sei più a tuo agio? Hai avuto critiche per questi cambiamenti?

Mi sono sempre trovato bene con le linee melodiche del soul e l’R&B, ma non nego che nel mio cammino ho variato molto perché penso che per chi fa Musica sia impossibile fossilizzarsi troppo su un unico genere, rimanendo nella propria zona di comfort. Sarebbe come abitare in una casa e rinchiudersi soltanto in una stanza; per me è inconcepibile. Ci sono periodi della vita in cui la mente di un artista, così come accade per chi semplicemente ascolta musica, può essere in empatia con un certo tipo di sonorità e altri momenti in cui ci si riconosce con musicalità completamente differenti. Sono sempre più convinto che la Musica vada vissuta ed esplorata in tutte le sue mille sfaccettature.

Per quanto riguarda i cambiamenti che ho apportato al mio stile, non ho mai ricevuto pesanti critiche in merito. Quello che invece ha generato polemiche e invettive in più di un’occasione è stato senza dubbio l’utilizzo dell’autotune, soprattutto perché, quando ho iniziato a inserirlo nelle mie canzoni, prendendo spunto e ispirazione da artisti americani, qui in Italia non era ancora conosciuto e sdoganato come adesso, e quindi non erano abituati a sentirlo. Personalmente però questo genere di critiche non mi ha mai limitato, e ho continuato ad usare l’autotune come effetto vocale in moltissimi dei miei pezzi. Quello di cui vado fiero è di non avervi mai fatto ricorso con scopo correttivo, come invece purtroppo fanno in molti.

Soul Flake il tuo nuovo singolo è meraviglioso. Ci parli di Acqua e Caffè?

Grazie mille, sono contento che questo singolo susciti emozioni. Chi mi conosce personalmente sa che questo è un singolo che mette in mostra i miei sentimenti più nascosti, e che molto spesso sono mascherati dalla mia facciata spensierata e sorridente. Ed è proprio da questo spunto che nasce il pezzo. Ho notato che, vista la mia indole scanzonata, molto spesso le persone pensano che non me ne freghi niente di tutto quello che mi circonda e che mi accade. Invece la perdita di mia madre mi ha segnato, e ancora faccio fatica a metabolizzarla. Quando una persona è così presente come lo è stata lei in tutta la sua vita, ci sono talmente tanti ricordi che non puoi fare a meno di pensarla ogni singolo giorno.

Come mai esce senza un video?

Il brano è arrivato di getto, e non ho fatto in tempo a programmare un videoclip. Un impulso istintivo mi diceva che dovevo farlo uscire il prima possibile; non nego però che potrebbe esserci il video in un secondo momento, come è successo già per Brainstorming inutile.

Come mai hai scelto acqua e caffè come simbolo della mancanza?

Perché sono due elementi che più di altri mi fanno pensare a mia madre. Il pranzo da lei era un rituale scandito dai vari: “Hai bevuto abbastanza?” e contemporaneamente mi versava altra acqua nel bicchiere, fino a farmi venire le squame; e poi il caffè non mancava mai a fine pasto. Preso in salotto, era parte integrante del pranzo: non potevo andare via senza averlo bevuto.

Come lo avete vissuto il primo lockdown quando è nato questo pezzo?

Per fortuna di vero lockdown da noi a Roma ce n’è stato solo uno, e per me è stato un bel banco di prova. La mia famiglia è molto dinamica; ci piace uscire spesso, e fare molti viaggi durante l’arco dell’anno, e questa limitazione ci ha preoccupato. Il pensiero di non poter essere liberi di esprimere il nostro stile di vita inizialmente ci ha spaventato, ma poi a poco a poco abbiamo reinventato le nostre giornate, e le nostre dinamiche famigliari sono pian piano tornate alla normalità. È stato proprio in quel periodo che ho scritto le strofe del singolo, volendo in qualche modo fissare quei momenti in cui le giornate erano scandite dall’asciugatrice sempre accesa (con una bambina piccola il numero delle lavatrici settimanali è cresciuto in maniera esponenziale!) e il laccetto della tuta che picchiettava dentro ci faceva da metronomo giornaliero.

Dai ai lettori di Indielife un piccolo panorama sulla musica R&B Italiana? Quali uscite ci sono state ultimamente?

Rispetto a quando ho iniziato io, adesso vedo un panorama R&B molto più vasto e splendente. Sono anche molto contento del fatto che, da quando il bravissimo Mahmoud è diventato a tutti gli effetti uno dei big della Musica italiana, e non solo, è stato finalmente abbandonato quel preconcetto antipatico che era molto in voga durante gli anni del mio esordio, secondo il quale non si poteva fare dell’ottimo R&B cantando in italiano, e invece è stato ampiamente dimostrato il contrario. Oltre Mahmoud, penso che anche Ghemon sia un valido artista, che nell’arco degli anni è riuscito a reinventarsi, diventando un eccellente cantante soul. Per quanto riguarda invece i giovani, gli ultimi lavori di Venerus e Aine’ mi sono piaciuti molto.

Uno spazio libero per una dedica o per dire quello che vuoi.

Vorrei ringraziare principalmente i miei fans che mi sostengono dal primo giorno, e che non hanno mai smesso di supportarmi, anche quando hanno dovuto attendere parecchio tempo per l’uscita dei nuovi pezzi, che a volte sono state piuttosto dilatate negli anni. Ringrazio la mia etichetta Street Label Records e il mio ufficio stampa, Comdart, che mi sostiene in tutto e per tutto e divulga al massimo il mio lavoro. Ringrazio la mia famiglia, che non smette mai di incoraggiarmi e farmi sentire importante. Ringrazio infine tutta la redazione di indielife.it per lo spazio, e buona musica a tutti.

Contatti Soul Flake

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