Il rap di Niyama tra classica e good vibes – Intervista

È un gioco di rime sopra un tappeto di note quello che Niyama, la 23enne rapper vicentina, vuole farci ascoltare con il suo ultimo singolo Chaipresente quella sensazione?! Gli studi musicali in conservatorio, la voglia di rappare sopra al beat e la passione per lo yoga. Questa è Niyama e noi l’abbiamo intervistata per voi. 

Sembra di stare ad ascoltare lo storico album The Rapsody Overture del 1997 dove un beat marcato e un testo esagerato fanno intuire che il confine tra musica classica e rap non esiste. Due generi musicali completamente differenti ma con un unico obiettivo: servirsi delle sette note per trasmettere emozioni. Parlare di musica ed esibirsi davanti al pubblico per Beatrice Iannelli, in arte Niyama, è ormai una routine consolidata. Cresciuta tra il liceo musicale e il conservatorio classico non ha mai smesso di ascoltare e amare la musica rap. Un’apparente bipolarità che diviene punto di forza e capacità di espressione, in grado di contraddistinguerla e renderla unica. Il potere seduttivo della musica accomunato da quello riflessivo dello yoga permette a Niyama di stare bene con sé stessa, sinonimo di benessere e good vibes.

Ciao Beatrice, come stai? Raccontaci un po’ di te…

Ciao a tutti, in questo periodo sto molto bene, grazie. Provengo da un percorso di studi musicali prettamente classici, prima il liceo musicale e poi il diploma in flauto traverso. Anche se inserita all’interno di un percorso classico, la passione per l’hip hop non è mai venuta a mancare. Questo genere di musica mi ha sempre accompagnata e così accade tutt’ora. Un giorno di inizio quarantena, a Milano, mi sono divertita per gioco a scrivere qualche rima per il contest di Radio Piterpan. Era da tempo che non utilizzavo più Instagram, ma alla fine ho scelto di pubblicare il mio video, girato in Stazione Centrale, allora deserta. Da qui il mio percorso da rapper è proseguito e continua tutt’ora. Potrebbe sembrare una crisi d’identità, visto il bisogno di darci un’etichetta, e invece, in questa bipolarità sto trovando la mia vera natura. 

Perché la scelta del nome Niyama? Possiede un significato particolare?

Da qualche anno, nel tempo libero, mi dedico allo yoga. In questo periodo sto leggendo un sacco di libri. Una sera in montagna con i miei amici sono rimasta affascinata da diverse righe che riprendevano le regole di comportamento per chi pratica lo yoga. Tra queste Niyama, ossia le linee guida per stare bene con sé stessi. Sono musicista, rapper e pure praticante di yoga. Per quanto tutti si lamentano per me è l’anno migliore, più esplosivo di sempre. Nessuno mi può fermare!

Come ti definisci musicalmente? Quale genere musicale ti appartiene di più?

Faccio fatica a classificarmi all’interno di una precisa categoria o genere musicale. Sono favorevole alla musica rap della vecchia scuola, dove una semplice base percussiva comanda l’andamento del brano. Non sono del tutto d’accordo con certi pezzi dove il significato del testo è meno importante rispetto alle sonorità elettroniche, post-produzione. Non mi sono mai sentita indie, ma se è sinonimo di indipendenza e libertà allora ci posso pensare. Voi che dite? Sono cresciuta con Caparezza, Neffa e Bassi Maestro. Mi piacciono i suoni e le varianti sonore usate in questi ultimi anni, ma sento di essere legata a quella semplicità di suoni dell’hip hop. 

Cosa ci racconti del tuo nuovo singolo Chaipresente quella sensazione?!

Potrei considerarlo quasi come un trampolino di lancio, nel senso che è nato per caso senza nessuna volontà. La spontaneità mi appartiene e perciò lo considero una parte di me. Vi spiego. È una canzone che nasce in camera mia, come sfogo dopo un’incomprensione avuta con il mio ragazzo. L’ho scritta di getto principalmente come rivincita. La prima parte del testo è pessimista e trasmette una sensazione negativa, di sconforto. Poi le cose sistemano e si torna a sorridere. Chiunque nella propria vita assapora quel senso di tristezza, ma l’importante è ritornare a sorridere e volersi bene. Ti accorgi che la vita è troppo bella per essere sprecata. È una canzone di speranza, un po’ come sono io, la mia attitudine alla vita. 

Cosa vorresti che la gente dicesse di te?

Vale la pena ascoltarmi, perché le mie canzoni fanno stare bene. Spazio tra il rap, l’hip hop, talvolta l’indie e questo può accomunare un sacco di gente. Mi piace ciò che faccio, poiché riesco con la mia musica a far incontrare ed interagire stile differenti di musica. L’idea di mescolare musiche e approcci diversi mi fa pensare che disarcionare il confine tra i generi è possibile, e forse, è ciò che la gente ha bisogno in questo momento. La mia musica è libera, senza tempo e senza spazio. Perciò ascoltatemi!!

Sogni nel cassetto?

Per ora sto bene così, creo e produco la mia musica sparandomela in macchina mentre guido. Lo faccio per me stessa perché amo la musica e ci sto troppo bene insieme. I social li uso per mostrare ciò che faccio. Uno dei miei sogni sarebbe quello di uscire dalla mia camera e portare live il mio rap. Mi deprime vivere in studio, senza un contatto diretto con chi mi ascolta. Beh ovviamente, ciò che mi piacerebbe di più è collaborare con gli artisti che amo: Caparezza, Neffa, Bassi Maestro e Salmo. Sono loro i miei pilastri con cui vorrei confrontarmi e ricevere consigli.

Manda un saluto i lettori di Indielife…

La mia musica contiene la giusta dose di good vibes. Non perdetevela! Un saluto a tutti.

– Instagram –

https://www.instagram.com/beaianny/

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