“Da quando sono bambino la musica è rimasta sempre con me”: a tu per tu con Lorenzo Vizzini

Lorenzo Vizzini ritorna ad accendere in noi la memoria dei ricordi consumati tra videogiochi e pomeriggi trascorsi a bere Coca Cola con il suo nuovo album “SuXmario” fuori dal 26 febbraio.

Ogni brano rievoca un momento preciso dell’autore nel suo passaggio dalla vita adolescenziale a quella adulta, non in modo eccessivamente nostalgico quanto consapevole di un uomo diventato ormai grande. 

Andiamo a scoprire più in profondità la sua ultima creazione direttamente insieme a lui!

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Ciao Lorenzo, iniziamo direttamente con le domande importanti! Il 26 febbraio pubblichi il tuo terzo disco “SuXmario”, ti va di descrivercelo in breve?

Certo! È un disco che racconta con un filo di nostalgia il passaggio fra l’adolescenza e quello che viene dopo o almeno quello che ci ho capito e che ho vissuto io di quello che è successo. Sono 10 canzoni, quasi tutte scritte nel 2016, avevo 23 anni ed ero nel pieno di quella fase, ma sono felice di averle pubblicate solo adesso che quel periodo è passato davvero, è stato come chiudere un cerchio. Ci sono dentro tanti musicisti e a livello musicale ci sono veramente tante influenze, forse in particolar modo un certo dream pop che tanto amo.

Qual è la canzone che secondo te riassume al meglio il concept dell’album?

Ti direi la prima e l’ultima: “+ Niente” è stata la prima presa di coscienza. Praticamente con il mio migliore amico da ragazzini andavamo spesso in questo posto a Ragusa, vicino a un campo di atletica, in piena campagna. Ci mettevamo lì a fumare, a mangiare schifezze o ad ascoltare la musica che ci piaceva, cose così. Insomma, per farla breve un giorno scopro che una delle case abbandonate lì vicino era stata ristrutturata ed era piena di luci e lì mi sono reso conto che la nostra città, i nostri riti e in generale la nostra vita erano cambiati completamente e di quel ragazzino che ero un attimo prima mi era rimasto pochissimo. È un viaggio che si conclude con la sera di Natale, quando mi rendo conto davvero di essere entrato nel mondo degli adulti, non solo anagraficamente ma anche nella mia quotidianità. Scusa, spero di non averti intristito troppo con questa risposta!

“SuXmario” tocca sicuramente il tema del passaggio dall’adolescenza all’età adulta: ci sono delle cose che continuano ad essere sempre uguali per te nonostante la pubertà è ormai solo un ricordo lontano?

Qualche cosa sì, tipo ordinare la pizza senza la mozzarella o fare le scale a due a due. E poi, banalissimo da dire, però la musica è rimasta sempre, quella passione – o ossessione che sia – non se n’è mai andata, anzi si è solo amplificata, per fortuna.

Quali sono gli autori (non necessariamente in ambito musicale) che credi ti abbiamo contaminato maggiormente per la stesura dei testi delle tue canzoni?

Qui ce ne sono una marea, potrei non finire mai. In Italia credo soprattutto il cantautorato anni Settanta e Ottanta, ma anche Bowie, David Byrne, i Beatles, i Beach Boys e mille altri, la lista sarebbe lunghissima e mai veramente esaustiva. Sicuramente come autori fuori dalla musica, ho amato la scena del ‘900 e il minimalismo, soprattutto americano. Miller, Celine, Bukowski e soprattutto Carver sono per me delle stelle polari. E poi anche il cinema mi influenza molto, anzi quando scrivo i testi e le atmosfere musicali spesso mi piace ispirarmi al linguaggio del cinema, se mi ci avvicinassi anche di un millimetro già ne sarei felice. Anche lì le ispirazioni sono infinite, Sorrentino mi fa impazzire, ma anche Inarritu, Fellini, Kaurismaki, Bertolucci e tanti altri. Stessa cosa le colonne sonore, la scuola italiana su tutte è meravigliosa: penso a Morricone, Nino Rota, Trovajoli o anche i più contemporanei Piovani e Lele Marchitelli, sono una fonte inesauribile di ispirazioni e ad ogni ascolto imparo sempre di più da loro.

Domanda essenziale… Super Mario Bros o Kart?

Per non scontentare nessuno, ti dirò SuperMario 64, che poi è il primo con cui ho giocato.

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