Particles: tra colonna sonora e disco

Particles è il nuovo album di Mario Berlinguer

Ambient, synth-wave, elettropop; non è una colonna sonora, non è un album: Particles, la nuova opera di Mario Berlinguer per Aventino Dischi, è un lavoro eclettico e ricco di rimandi ai pilastri dell’elettronica.
Il suo autore, formatosi all’insegna della musica classica, è solitamente un compositore cameristico o per organo. Per questo progetto, però, si è spinto nelle sonorità elettroniche, sulla scorta di musicisti come il primo Battiato, Tangerine Dream e Brian Eno. Il risultato è un ibrido estremamente avvolgente, in cui la tradizione si accompagna alle pressoché infinite possibilità offerte dalle strumentazioni contemporanee.
Il disco infatti è interamente suonato su strumenti virtuali.

Un viaggio nella storia presente dei sintetizzatori

Nelle 14 tracce di Particles, dunque, presente e passato della musica si fondono.
Alle variazioni sonore e alla precisione che solo i computer di ultima generazione regalano si accosta una struttura compositiva solida e conscia di sé e della storia del genere.
Fragments in the Air è un esempio di questo modo di comporre: ad una base di sintetizzatori che richiama i grandi classici anni ’70 e ’80 si accosta un basso quasi post-punk, costruendo un brano emotivamente intenso e pieno di pathos.
Cold Frequencies e Swaying Atoms sono solo altri due esempi dell’abilità compositiva che caratterizza questo disco, che è ben più di un semplice accostamento di cassa in quarti e giochi elettronici.
Il disco non è però un concept: la sequenza delle tracce non rimanda ad un discorso unico, ma ad una serie di frammenti sequenziali ma autonomi. Non è un caso il richiamo, che compare diverse volte nei titoli, ad unità singole e minuscole: atomi, frammenti, molecole e particelle rimandano ad un immaginario poliedrico e scomposto, in cui la radice comune è la coerenza strutturale e l’armonia tra le parti del disco.
In generale, è evidente come gli studi di composizione di Berlinguer si siano tradotti anche nell’uso di strumenti virtuali. La capacità di bilanciamento e costruzione testuale che contraddistinguono Particles ne è testimone chiara, e il risultato è un’opera equilibrata ma varia allo stesso tempo, veramente piacevole da ascoltare.

di Pietro Caresana

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