Tandem Ep parte 1: filosofia critica in metrica

Tandem Ep parte 1 è il disco d’esordio di Reef I e Rénton

Il rap si radica spessissimo nell’immaginario della periferia della grande città da cui l’artista emergente, a suon di spallate, gavetta e sacrifici, emerge imponendosi sulla scena musicale. Tandem Ep parte 1 è il primo passo di un racconto simile, narrazione che vede al centro Reef I e Rénton, due cantanti emergenti provenienti dal comasco.
Il duo proviene da Canzo, un piccolo paese vicino al lago di Como incastonato ai piedi delle montagne; non esattamente la location tipica dell’immaginario del musicista di successo. Ma Michele Proserpio, classe 2003, e Samuele Rosi, 2002, hanno deciso di raccontarsi e raccontare la voglia di sfuggire al provincialismo traducendola in un Ep pieno di riferimenti psicologici, filosofici e politici.

Rime dalla provincia

Tandem Ep parte 1 contiene 5 tracce che spaziano per temi e linguaggio, mostrando una varietà concettuale e lessicale non indifferente. Certamente, non manca la canzone classica “à la Ernia” sull’amore, la solitudine e gli sforzi per reagire, ma questa è una parentesi commerciale in un disco che, nonostante la brevità, non si può non definire impegnativo.
Già dall’intro di Es emerge la vena critica nei confronti della società contemporanea:

Scegliete la vita, scegliete un lavoro, scegliete la famiglia, scegliete un maxitelevisore del cazzo… Alla fine scegliete di marcire.

Ma è ne Le stagioni in provincia che emerge l’essenza di Tandem Ep parte 1. Il concetto di “stagioni in provincia” appare già nella prima traccia, Es, quando Reef I canta “Le stagioni in provincia non passano mai/ per questo bevo e poi sfaso”, ma diventa titolo nel quarto brano.
Il riferimento è a Marcovaldo ovvero Le stagioni in città di Italo Calvino, che viene anche esplicitamente citato nel ritornello. Se nel libro dell’autore italiano venti novelle raccontano le vicende del personaggio omonimo, nel brano di Reef I e Rénton la provincia diventa luogo di omologazione e noia da cui i due cantanti intendono emanciparsi.
Le stagioni in provincia però è pervasa di politica e riflessioni critiche contro la società del consumo. L’appiattimento della personalità e il rischio di soffocare nella ripetizione non sono solo causati dalla monotonia del paesino extraurbano, ma dal sistema sociale stesso che depersonalizza e nega ogni possibilità di autodeterminazione a chi vi si allinea.
Va sottolineata la maturità dei due rapper, che non si accontentano di lamentare banalmente la negazione della propria presunta originalità, ma non si fanno scrupolo a denunciare quegli aspetti sistemici che negano di fatto la libertà agli individui.

Qualche esempio?

Difatti è sempre buio e se c’è il sole piove,
la società mi conta solo in otto ore,
ma il mio signore non è un pigmalione:
sono solo un giovane e lui è il padrone

Dovevo cambiare punto di vista
e credere a chi dice che basta volerlo,
poi chi lo dice è il primo ad averlo.
Il destino è già deciso dentro il grembo
colpa di chi prega come padre eterno Taylor

Il bersaglio è chiaro: il liberismo, lo sfruttamento economico, il padronato di fabbrica e tutti quei dispositivi che ne supportano le tesi (lo psicanalista come medium tra le contraddizioni strutturali e il soggetto da “placare”).

Prima parte della ricerca del successo

Dopo un brano del genere il titolo della traccia conclusiva, Se tutto va bene, sembra quasi ironico. Eppure, con questo brano si torna nei topoi del genere e concludendo il cerchio concettuale di Tandem Ep parte 1.
Dalla provincia, Reef I e Rénton cominciano ad emergere sulla scena. Quest’ultima canzone è la tipica rivendicazione di successo e di brama di successo.
Ma c’è sempre un’ombra: la depersonalizzazione e il capitalismo sono sempre in agguato.
Chi arriverà primo, i due rapper o l’oppressione sociale? Potremmo scoprirlo nella seconda parte di Tandem Ep.

di Pietro Caresana

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