Vince Diodato, i momenti migliori di Sanremo 2020

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Si conclude con il 60,6 % di share la 70esmia edizione del Festival di Sanremo. Un festival lunghissimo e seguitissimo che ha visto trionfare il cantautore Diodato con la sua Fai rumore.

In queste 4 serate abbiamo assistito su Rai1 al grande spettacolo della musica italiana in tutte le sue sfumature, timonato da Amadues e Fiorello che hanno conferito un’aura positiva all’evento che ha monopolizzato il discorso mediatico del nostro Paese.

Il racconto televisivo e musicale ci ha incollato al televisore con dei momenti che rimarranno nella storia e nelle teche Rai. Questi quelli più iconici che sono accaduti sul palco dell’Ariston.

La vittoria

Partiamo dalla fine. Diodato ha conquistato la prima posizione del podio di questa edizione del Festival, a seguire Francesco Gabbani con Viceversa che invece ha conquistato la maggiore percentuale del televoto e il premio TIMMusic.

Al terzo posto la rivelazione per il pubblico mainstream, i Pinguini Tattici Nucleari con il brano Ringo Star. Una grande conquista per i ragazzi di Bergamo che provengono da un percorso indie, vergini del palco televisivo.

Diodato ha fatto tripletta ottenendo anche il Premio della Critica Mia Martini e il Premio della Sala Stampa Lucio Dalla. Sarà lui a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2020 a Rotterdam.

Il premio Sergio Bardotti per il miglior testo è stato consegnato a Rancore con la sua magnifica Eden.

Il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale va a Tosca con Ho amato tutto, che conquista anche quello dedicato a Nilla Pizzi per la miglior canzone e interpretazione.

La sezione Nuove Proposte ha visto trionfare Leo Gassman con Vai Bene Così. Il premio della Critica “Mia Martini” è andato al nostro gruppo indie super energico: gli Eugenio in Via Di Gioia con Tsunami.

Il monologo di Rula

La retorica è la principessa del Festival, in questo spettacolo tutti gli ospiti e conduttori hanno voluto dire la loro su un tema sociale o non. Nella prima serata dopo il discorso imbarazzante di Diletta Leotta, ha illuminato il palco dell’Ariston il monologo della giornalista Rula Jebreal. Un pugno nello stomaco, un racconto toccante delle scrittrice con cittadinanza israeliana e italiana che mette a nudo la realtà della violenza sulle donne.

Rula Jebreal
La giornalista Rula Jebrael sul palco dell’ariston

Non solo belle parole ma esperienza vissuta, scritta su un libro nero testimone della brutalità del sistema machista. Sul libro bianco invece le parole d’amore, le canzoni scritte da uomini che amano le donne, prova che la semplificazione uomo:carnefice è una falla del sistema maschilista che si morde la coda.

La classica canzone sanremese di Fiorello

Energia allo stato puro è stato Rosario Fiorello, lo showman ha accompagnato queste serate con la sua versalità, tra gag e canzoni rivisitate. Nella seconda serata ha vinto tutto mettendo in scena La Classica Canzone di Sanremo, “dove si vince con i ti amo”.

Il cliché della canzone qualunquista che ha caratterizzato il Festival per anni, quella massa musicale eterogenea che spegneva le luci dell’attenzione fortunatamente è pian piano scomparso nelle nuove edizioni, grazie anche alla direzione artistica di conduttori come Paolo Bonolis, Carlo Conti e lo stesso Amadeus.

Una bellissima gag meta-musicale, che dimostra la grande esperienza del Fiore nazionale.

Un cuore matto

Celebrare la storia del Festival era una delle mission di questa 70esima edizione. Nella terza serata dedicata alle Cover-Duetti, un brano ci ha fatto davvero emozionare: Cuore Matto interpretata da Piero Pelù.

Il tentativo di Amadeus di catturare il pubblico over, con Albano e Romina e la reunion dei Ricchi e Poveri, non è stato abbastanza.

Piero Pelù con la sua cover ha celebrato questo brano senza tempo, che dal 1967 è rimasto nell’immaginario della musica italiana. Un viaggio nel tempo che ha omaggiato e celebrato il nostro Little Tony.

Bugo Gate

La terza serata ci ha regato una perla della storia della tv italiana. Dopo la mezzanotte vanno in scena Bugo e Morgan con il brano Sincero.

L’orchestra inizia a suonare, Morgan canta un testo diverso da quello originale, Bugo va via dal palco: shock.

Amadeus arriva in scena, tutto si ferma e noi spettatori non ci capacitiamo di cosa stia succedendo. Il conduttore va a cercare il cantautore scomparso, Morgan lo segue, ma in un inquadratura lo vediamo bere dell’acqua. Cosa è successo?

Il testo alterato recita così:

“Le brutte intenzioni e la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera. La tua ingratitudine e la tua arroganza, fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa. Certo, il disordine è una forma d’arte, ma tu sai solo coltivare invidia. Ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro. Questo sono io.”

Morgan e Bugo
Morgan e Bugo

Morgan ha deciso di umiliare Bugo in mondovisione, il suo protagonismo e la sua invidia hanno creato una situazione di conflitto che è sfociata in questo gesto plateale.

La mancata esibizione e la mistificazione del brano costano l’esclusione, Bugo e Morgan sono inseguiti per tutta Sanremo dai giornalisti, messaggeri di un pubblico che vuole capire. Non ci saranno sul palco dell’ultima serata di Sanremo 2020.

Un vicenda del genere rimmarrà per sempre negli annali del Festival, il 2020 sarà ricordato come l’anno del Bugo Gate.

La musica è finita

“La musica è finita e gli amici se ne vanno”, ma le canzoni restano.

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