Sgrò esordisce “In differita”

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Sgrò si definisce un cantautore domestico. Non gli dispiace rimanere a casa a scrivere. E così esordisce con il suo singolo “In differita”. Si tratta di un brano onirico e malinconico. Sgrò vuole infatti provare a raccontare di quel momento in cui ci si accorge di essere, fondamentalmente, soli.

Non poteva sfuggirci una chiacchierata con Sgrò. In differita.

Ciao, grazie della disponibilità! Iniziamo dall’espressione “cantautore domestico”, mi piacerebbe saperne di più.

Dunque, per molto tempo non ho detto neanche ai miei amici che scrivo canzoni da anni. Quando poi gliel’ho detto, chiaramente loro volevano sentirmi, ma io negavo sempre. Allora un mio amico disse che se scrivevo e cantavo in casa, potevo essere definito un cantautore domestico: Ecco l’origine dell’espressione. Infatti così rappresento l’aspetto più autoironico ma che comunque racconta qualcosa di vero. Per esempio l’espressione esprime timore ma anche il mio personale modo di fare canzoni.

In differita” è il tuo singolo d’esordio e racconta di quel momento in cui ci si ritrova da soli. Com’è andato il processo creativo?

Il brano è nato da domande senza risposta, da quel momento di confusione in cui si decide di provare a rispondere.

Nella stesura dei testi, trovi ispirazione anche dai libri che leggi?

Probabilmente in modo indiretto. Generalmente prendo ispirazione dall’ascolto che pongo verso le persone.

So che hai realizzato una sorta di love test sul tuo sito web, un mini-gioco legato alla tua canzone. Com’è nata l’idea?

L’uscita di questa canzone rappresenta per me un momento di apertura. Si è pensato dunque di creare una sorta di sito di incontri legato al mio mondo, ma date le difficolta del lockdown, abbiamo pensato a un mini-game che possa avvicinare gli ascoltatori al progetto Sgrò.

Un accenno ai tuoi prossimi progetti?

Dopo l’estate uscirà una canzone. Ma in realtà ne ho molte già pronte.

Grazie, a presto!

Grazie a te!

Love test: francescosgro

Fonte: Ufficio stampa Parole&Dintorni

Leggi anche l’intervista a Francesco Sacco!

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