Un’intervista a Bemynorth

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Domanda per rompere il ghiaccio: chi è Bemynorth?

Ciao amici di Indielife, grazie per questo tempo che state per dedicarmi. Bemynorth è stata la salvezza dopo mesi di un lungo periodo di crisi. Facevo fatica a trovare il bello della vita, fino ad arrivare a pensare che non avesse senso nulla. Erano già un paio di anni che non suonavo più nella mia vecchia band “Black Skyline”, e sommato a circostanze lavorative difficili con conseguenti disagi, ho perso un po’ l’equilibrio. A inizio inverno del 2017 riesumo qualche vecchia bozzetta, e decido di continuare, scrivendo, pre producendo, arrangiando, fino a vedere la luce con il primo EP nel 2019, da qui nasce ufficialmente BeMyNorth.

Venerdì 25 settembre hai pubblicato il nuovo singolo “Twix”. Non è il tuo primo lavoro e in questo brano sperimenti sonorità più electro pop rispetto al passato. Una evoluzione naturale?

Diciamo che non avrei mai pensato di poter mettere così tanta elettronica in un mio pezzo, da mero ascoltatore mi sembrava sempre qualcosa di finto… certo non si parla di strumenti reali, però provandoci non è così semplice scegliere i suoni giusti, col timbro giusto, per trasmettere un determinato tipo di mood. Quindi in realtà è stata una sperimentazione più che evoluzione, è stato un volermi confrontare e sfidare, per vedere se fossi capace di andare verso un mondo che conoscevo poco e tirate fuori qualcosa di bello, e ad essere sincero sono soddisfatto.

Nelle tue canzoni, però, non manca mai la chitarra acustica, che tu stesso definisci il tuo marchio di fabbrica. Cosa ti lega così tanto a questo strumento ?

Ebbene sì! La chitarra acustica è il mio strumento, ho imparato con quello quando ero piccolo e non me ne sono mai più separato. Per me la chitarra in tutte le sue forme è “lo strumento”, tanto comune quanto complesso da suonare, se non ci fermiamo alla chitarra da spiaggia. Ma anche questo suo aspetto è bellissimo, è uno strumento che puoi portare dove vuoi, che crea legame, “fa gruppo”. Per me è rimasto il marchio di fabbrica, nel senso che non importa il contesto della canzone ed il suo contorno, ci sarà sempre spazio per una chitarra all’interno, come se fosse il talismano di Inception, quello strumento che ti lega alla realtà e che mostra da dove vieni.

“Twix” è il brano perfetto per la fine dell’estate. Ha quel pizzico di malinconia nel quale è piacevole crogiolarsi in queste giornate, nelle quali il caldo di agosto lascio spazio alle prime piogge. Hai pensato a questo mentre componevi la canzone?

A dire la verità mi piace sempre immaginare le mie canzoni come sfondo di un tramonto. Quindi l’idea della fine dell’estate, con questi tramonti belli carichi di colore, erano proprio l’habitat perfetto per una canzone così, con quel pizzico di malinconia che a settembre viene un po’ a tutti. Poi dai, a chi non piace crogiolarsi un po’ di malinconia nelle giornate di pioggia!

Nella canzone parli di un amore senza futuro. Interessante la presenza di una voce femminile che accompagna la tua in alcune parti del brano, come a dare spazio alle due parti di un’ipotetica coppia che vive lo stesso sentimento. Era questa l’intenzione?

Inizialmente non avevo pensato a questo in fase di composizione, è stata una di quelle improvvisate che succedono in studio, però poi l’idea di mischiare due timbri diversi in una canzone di questo tipo, credo potesse fare un po’ di effetto, renderla più vera. Ringrazio Mimì per la collaborazione!

Sei un artista indipendente e autoprodotto. La tecnologia, che ha portato a una vera rivoluzione in ambito musicale e discografico, può essere di grande aiuto a chi, come te, non ha alle spalle un’etichetta che lo supporti. Come fai a fare tutto da solo? 

Assolutamente! Tecnologia lama a doppio taglio! Diciamo che soprattutto nel periodo quarantena questo mi ha aiutato ad avvicinarmi molto al mondo dell’home recording e mi sta dando una gran mano nella stesure delle pre produzioni. In secondo luogo fare il musicista con le relative registrazioni e pubblicazioni ha un costo molto elevato, se si vogliono fare le cose almeno discretamente. Si pensi ai costi di registrazione, pubblicazione, promozione, eventuali video… per un impiegato che sostiene il progetto da solo è quasi un mutuo. Se si vuole portarlo avanti davvero, bisogna mettersi in testa di fare sacrifici. Di tempo e soprattutto economici. Mi piacerebbe fare un sacco di viaggi, sono sincero, ma so che se dovessi spendere quello che ho per viaggiare, le mie canzoni rimarrebbero nel cassetto.. allora tanto vale investire realmente sulla musica e magari chi lo sa, un giorno farò questi viaggi grazie ad essa!

Rimanendo in tema, Spotify sta ultimamente dettando le mode. A volte basta entrare nella playlist giusta per raggiungere il grande pubblico. Cosa pensi di questo strumento?

Spotify è la nuova era digitale. È verissimo che se dovessi essere inserito nella playlist giusta, il bacino di utenza di amplierebbe e non poco. Si pensi alle playlist editoriali di Spotify, hanno milioni di utenti, si pensi a una canzone che viene inserita banalmente nella playlist “goodmorning”, sicuramente in poco tempo collezionerebbe migliaia di stream. L’altra faccia della medaglia è che propinando pacchettini pronti di canzoni, le persone non hanno il tempo di affezionarsi, perciò magari si tornerebbe a casa con un gran numero di stream, ma alla fine le persone non sanno nemmeno chi sei…

Cosa combinerai nei prossimi mesi? “Twix” è l’inizio di un cammino che porterà altre canzoni, e magari un disco?

“Twix” sicuramente è già il secondo capitolo di un cammino cominciato in italiano durante la quarantena..Posso spoilerare che nei prossimi mesi è previsto un possibile fuori pista breve, ma doveroso.. Ci aggiorneremo poi. Mi piacerebbe molto pubblicare un disco, di materiale ce n’è, magari con il prossimo anno sarà possibile. Sicuramente nel frattempo vi terrò compagnia con altre canzoni, e intanto vi ringrazio per la chiacchierata e ci rivediamo presto!

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