Sabia, un’intervista poco hype

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Di Sabia, ho già avuto modo di parlare su queste pagine recentemente. Allo stesso modo, non mi andava di far cadere tutto il peso della mia retorica nell’impossibilità di una risposta, di un confronto con l’artefice e la causa del mio delirio di recensore (e censore). Quindi, qui di seguito, trovate il mio terzo grado a Sabia.

Ciao Sabia, sei tu l’Antihype superstar di cui il mondo sembra aver bisogno? 

No, non penso. Credo di essere quello ha concettualizzato in musica questo discorso, quello sì.

Ma dove arriva, la tua scrittura? Quali sono i nomi che più hanno influenzato la tua crescita artistica?

Tornano ciclicamente tra i miei ascolti Bach, i Beatles e Battiato, poi ascolto veramente di tutto e di tutto ciò che mi colpisce rimane sempre una traccia sottile in tanti dettagli delle mie canzoni.

Un percorso lungo, che parte da lontano. Ma te lo ricordi, il tuo primo incontro con la musica?

Avevo quindici anni più o meno, vivevo a Malta e riuscii finalmente a mettere le mani su una chitarra elettrica. Tornato a casa passai la giornata a produrre suoni indecifrabili e canticchiare qualcosa: comunque dopo quel giorno avevo capito di voler scrivere canzoni.  

E oggi, anno 2020, esordisci da solista con “AntiHype Superstar”. Ma verso cosa si sente davvero essere anti, Sabia?

Sento di essere uno anti-omologazione e anti-preconcetto, due ingredienti che tra l’altro fanno male al processo creativo, ma anche un po’ a tutto in generale.

Associa ad ogni brano del disco un colore, un piatto culinario e un luogo in cui ascoltarlo. Difficile, eh?

Ahahah, ecco il Menu:

Nelle vite degli altri – Bianco – Tiramisù – Centro affollato sotto la pioggia

Cattivi pensieri – Viola – Risotto al Tartufo –  In fila alle poste

Occhi d’Oceano – Rosa – Cocktail di gamberetti – Al tramonto in spiaggia

Lezione di Geografia – Verde – Trofie al pesto – Tornando a casa dopo una corsa

Ascolta e ripeti in silenzio – Nero – Torta al cioccolato – In un museo d’arte contemporanea

Effetto Domino – Rosso – Lasagne – Luna Park

Socialite – Giallo – Macedonia –  In bicicletta tra la gente

Antihype Superstar – Blu – Sushi – In macchina su un’autostrada deserta 

Quanto pensiamo, secondo te, alle “vite degli altri”? Ricordi il momento in cui hai scritto la prima traccia del disco?

Ricordo bene come avessi chiaro fin da subito il tema di fondo del pezzo, l’intreccio delle vite tra di noi, proprio per questo all’inizio pensavo di scriverlo a più mani. Alla fine poi scrissi il pezzo da solo, di getto, ispirandomi quasi didascalicamente a delle scene che avevo vissuto in prima persona proprio in quei giorni.

Vetrina dei consigli: tre artisti che ti piacciono particolarmente.

Sono rari in realtà e di futile sostanza, tendo a non pensarci molto poi perchè fondamentalmente sono un tipo positivo, anche se magari non sembra. Per gli artisti la lista sarebbe molto lunga ma te ne dico tre al volo che sto ascoltando ultimamente: LA PriestSébastien TellierLola Flores.

E ora? Quando ti potremo vedere dal vivo?

Speriamo presto, al netto di tutta questa situazione: vi terrò aggiornati dalle mie pagine.

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