Qualcuno salvi la musica!

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Musica e tecnologia sembrerebbero mondi distinti e paralleli, ma in realtà le loro storie sono spesso intrecciate, sovrapposte l’una all’altra. Sembra un paradosso, ma se fosse la tecnologia a salvare la musica? 

I diversi elementi che contribuiscono a definire il carattere della musica dipendono anche dalle innovazioni tecnologiche. Nel passaggio tra Ottocento e Novecento il vinile rappresenta il mezzo e il fattore predominante che consente alla musica di poter essere conservata e commercializzata. Alla fine degli anni Quaranta, la grande novità è rappresentata dalla nascita e dall’affermazione dei formati 45 e 33 giri. Quest’ultimo permetteva di conservare più di quindici minuti di musica per lato, con la conseguente possibilità di mettere sul mercato canzoni di maggiore durata. Di conseguenza, nascono i primi concept album dove le diverse tracce, in ordine, sono percorse e unite da un filo logico tematico. Agli inizi degli anni Sessanta, l’altra importante innovazione è rappresentata dalla registrazione su nastro magnetico: la musicassetta. Cambia profondamente il modo di produrre la musica con minor costi di incisione e maggior possibilità creative in studio di registrazione. 

Il vinile e la musicassetta, così come il cd e le piattaforme streaming, sono formati audio differenti tra loro per struttura e composizione ma in grado di svolgere la stessa funzione: riprodurre, consumare e scambiare musica di ogni tipo. Ma non solo. Carlo Nardi, pubblicista presso la Rhodes University in Sudafrica, parlando di formato audio considera sia il supporto in senso stretto, ossia l’oggetto in cui il segnale audio è memorizzato, sia la modalità di memorizzazione: «Non solo il formato audio è una componente tecnica della produzione discografica […], ma esso possiede implicazioni culturali significative in quanto nodo di mediazione di significati, valori e comportamenti». Suono e musica si condizionano reciprocamente e sono a loro volta condizionati da una serie di fattori esterni che ne costituiscono l’identità.

In ogni formato si possono rintracciare una serie di elementi “invisibili” che ricoprono un ruolo fondamentale nel processo creativo e produttivo del supporto stesso. Tra questi: le innovazioni tecnologiche, la situazione economica, l’ideologia culturale e sociale, la comunità di musicisti e il pubblico. Perciò, un formato audio non può essere riconducibile ad un mero “contenitore” di suoni, ma rappresenta a tutti gli effetti un contenuto esclusivo dove all’interno si trovano riassunte componenti musicali, tecniche e sociali.

Che sia di auspicio per considerare il prossimo vinile non solo come un semplice contenitore di suoni ma, al contrario, come un prodotto musicale denso di storie, volti ed emozioni. 

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