Ciò che Sanremo non è: il Punk

O breve riflessione sulle antitesi del Festival

A cura di Michela Moramarco

Sanremo 2021 è l’edizione più indie del Festival, a tal punto che qualcuno ai limiti della disattenzione credeva di trovarsi davanti alla scaletta di un Primo Maggio.

Ma non voglio soffermarmi su quanto tutto questo mi renda materializzata davanti agli occhi la parola “sabotaggio” ogni volta che ne parlo. Piuttosto lascio che ognuno legga fra le righe ciò che Sanremo 2021 non è. Punk.

Dunque, partiamo dall’ascesa mediatica di un performer? Artista? Come Achille Lauro, di cui vi ho parlato qui. Il fenomeno non è casuale a tal punto che nel suo quadro della quarta serata, s’è definito punk rock.

Fin qui la cosa è perdonabile. Insomma, è fuori dagli schemi, è un artista sofferente e sofferto, addirittura c’è chi lo paragona a David Bowie.

Mentre lo osservavo rotolarsi sul palco dell’Ariston, a metà fra il ridere e il piangere, mi sono interrogata sul significato più profondo di punk.

Ma nel bel mezzo della mia riflessione in stile crepuscolo degli idoli 2.0, è accaduto il peggio: “Lo Stato Sociale” e “punk rock” impiegati nella stessa frase.

E allora la riflessione s’è fatta più fitta e ho trovato davanti a me solo punti di domanda.

Se negli anni Ottanta il punk fu definito sottocultura, in riferimento al decennio precedente, ad oggi, che cosa è andato storto?

Perché definire punk qualcosa che si trova agli antipodi della sottocultura?

Io ho visto solo una serie di clichè incasellati negli schemi dettati dall’industria dell’intrattenimento.

Se parliamo di punk dobbiamo pensare a un fenomeno culturale che nasce e si sviluppa nel decennio Settanta, come risposta alle deluse aspettative del decennio “rivoluzionario” e movimentato dei Sessanta. Ma il punk è sinonimo di essenziale, irriverente, dissacratorio. Per dirla in breve, fino a ieri la mia concezione di punk andava verso l’immaginario Velvet Underground e via dicendo.

Davanti al crollo delle mie certezze, dovuto all’uso improprio e antitetico del termine punk in determinati contesti, ho compreso perché molto spesso il pop e la morte vanno di pari passo.

Ma questa è un’altra storia.

Andy Wharol disse che nel futuro ognuno potrà essere famoso almeno per 15 minuti. Ma a questo punto ne bastano molti meno per cadere in quello che punk non è: il pozzo senza fondo del main-stream.

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