Moquette, il nuovo ep di Laila Al Habash

Moquette. Quando pensiamo a questa parola tutti immaginiamo un polveroso ricordo immortalato da un’analogica. I piedi nudi, di cui rimane la forma, che restano al caldo anche d’inverno. Le cadute che lì sopra fanno un po’ meno male. Ogni infruttuoso tentativo di non rovesciarci su niente, che poi era impossibile lavarlo via.

Titolo molto azzeccato date le cinque tracce che, nel nuovo ep di Laila Al Habash, con semplicità e delicatezza, raccontano di tutte le cose che sono cadute almeno una volta nella vita sulle nostre rispettive “moquettes” e che abbiamo fatto gran fatica a ripulire.

Andiamo per gradi.

Chi è Laila Al Habash?

Laila Al Habash, classe 1998, nasce – da madre romana e padre palestinese – letteralmente in mezzo alla musica. Dalla provincia di Roma, a Monterotondo, inizia a suonare il pianoforte quando ha tre anni e mezzo, ispirandosi musicalmente e stilisticamente a due grandissime della musica italiana, Raffaella Carrà – che troveremo immortalata sulla copertina dell’ep – e Mina – di cui troveremo citazioni al suo interno, come “io non ti conosco, io non so chi sei”.

Grazie alle sorelle maggiori, Laila si avvicina all’indie rock, sulla scia di gruppi come Baustelle, Afterhours e I Cani, a cui aggiunge influenze più contemporanee ed eclettiche come quelle di Joan Thiele, Princess Nokia, Kali Uchis e Devendra Banhart.

Il 30 gennaio 2019 esce il suo primo singolo, Come Quella Volta.

Da Come Quella Volta all’ultimo ep

Come Quella Volta è seguita poi da Bluetooth – entrambe parte della colonna sonora della serie Netflix Summertime, uscita nell’aprile 2020 – e Zattera.
I tre singoli sembrano appartenere ad un periodo che potremmo definire più squisitamente indie-pop, quello dell’inizio, che aveva sonorità leggere, chitarra acustica e testi alla Carl Brave e Franco 126.
Questo è il primo periodo di collaborazione con Stabber, che da qui non la lascerà più e dalla cui formazione rap/hip hop Laila verrà a mano a mano influenzata nelle scelte musicali.

La linea di congiunzione tra questo periodo e l’ultimo ep è il singolo Rosé, uscito il 28 ottobre 2020, scritto insieme a Tatum Rush, artista italo-svizzero-americano, settato su pop contemporaneo, R&B e influenze anni ’50.
Il featuring è un mix di tante cose, come è un insieme di tante cose questo pezzo, che però sembra stare esattamente dove dovrebbe essere: nelle corde della cantante.

Singoli Laila Al Habash 2019-2020
I singoli 2019/2020

Moquette di Laila Al Habash

L’ep rappresenta il coronamento di uno dei sogni dell’artista. Arriva la chiamata di Niccolò Contessa (I Cani), che collaborerà con Stabber per far uscire il progetto sotto la label Undamento, la stessa di Frah Quintale, Dutch Nazari e Joan Thiele.

Così, il 26 febbraio 2021 esce Moquette e, se i suoni sono diventati più consapevoli, quello che non cambia mai nel tempo è la capacità di Laila di prendere un concetto complesso e trasformarlo in una storia semplice, usando un’ironia sottile e una spontaneità mai scontata.
La scelta del titolo è evocativa: l’artista stessa in un’intervista su Vice dice che le piaceva il suono della parola, “semplice, diretta e morbida”.

Le tracce dell’ep

Lo potremmo definire una presa di posizione che si sposta più su quello che ora è chiamato itpop, un indie che ha diverse anime ed è influenzato da diversi altri generi. Nel caso di Moquette di Laila Al Habash, parliamo di uno sviluppo musicale che va verso suoni più elettronici e bassi molto presenti.

Moquette

Questo è chiarissimo in pezzi come Flambé, manifesto di una donna consapevole, che sa quello che vuole e quello che non vuole, o Soffice, in cui Laila ci parla di quanto sia stanca dell’indifferenza della gente, di un rifiuto dell’empatia che fa sentire tutti così forti, perché lei invece è nata “con troppe emozioni dentro al cuore, che vanno su e giù come un ascensore”.
Chi non si è sentito almeno una volta così?

E, parlando di sentimenti universali, Paranoia esprime con immancabile sarcasmo come spesso ci sia questa “maleducata” che si siede, fa quello che vuole, arriva alle le feste prima di noi e ci aspetta per fare a botte.

Brodo è un pezzo un po’ diverso – pur rimanendo molto coerente con il mood dell’ep – e ha delle risonanze che sono state definite da molti chiaramente suggestionate dal rap, genere che le è sempre stato vicino dagli inizi della sua carriera.

Doppio Taglio, uscito come singolo il 15 gennaio, è un dolce, sofferto – eppure non struggente – addio.
È un saluto inevitabile ma vissuto con la consapevolezza che i ricordi invece spesso ci restano incollati addosso… “Chissà se riderai pensando a quella volta”, “chissà se la guarderai come guardavi me”.

E… Chi non si è sentito almeno una volta così?!

In conclusione…

Sta proprio qui la potenza dell’ep, la capacità dell’artista di parlare di sentimenti ordinari, vissuti con un’intimità talmente potente da potersi rivedere in lei come in uno specchio.  

Nonostante la giovane età, Laila Al Habash può decisamente stupire, e non possiamo che aspettare con ansia il prossimo disco per averne conferma!

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