“Luna, ovvero Nessuno” : Intervista all’autore del romanzo, Leonardo Angelucci

“Luna, ovvero Nessuno” è il romanzo che vi abbiamo presentato qui, con la recensione di questo romanzo d’esordio di Leonardo Angelucci.

Riguardo questo romanzo onirico e avvincente c’è tanto da dire.

Di seguito, l’intervista all’autore Leonardo Angelucci.

In questo romanzo il tema centrale è il gioco dei piani temporali. Come mai questa scelta narrativa?

Ho voluto rappresentare nel mio primo romanzo un immaginario che a me piace a livello letterario e cinematografico, che fosse quindi di avventura, fantascienza e con un pizzico di esoterismo e mistero. Il tutto legato dall’arte, dalla cultura in generale. Come si può notare, nel romanzo appare la figura di Fernando Pessoa che oltre a essere uno dei più grandi letterati e poeti del Novecento, è stato anche una persona molto enigmatica e realmente appassionato di numerologi, astrologia.

Dunque, da fan di film stile Ritorno al futuro, in un momento di immobilità come quello che abbiamo vissuto nel primo lockdown, ho scelto di viaggiare con la mente. Per viaggio intendo non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Così ho scelto di andare nella mia città europea preferita ma anche di vederla in un’epoca che decidevo io. E così ho scelto anche di far incontrare il personaggio principale, Luna, nonché il mio alter-ego femminile, con Fernando Pessoa.

A questo proposito, secondo te, i tempi che stiamo vivendo sarebbero stati definiti molto più bui da un essere umano che ha vissuto nel 1920?

Bella questa domanda. (Ride, ndr). Secondo me sono differenti gradazioni di buio, di nero. Magari quei tempi erano bui date le vicissitudini politiche legate alle guerre mondiali, ai totalitarismi e ai conseguenti sconvolgimento geo-politici. Magari ad oggi si può parlare di tempi bui data la situazione di iper-connessione dettata dai progressi tecnologici e data la conseguente alienazione. Non solo: oggi è parecchio diffusa la paura del giudizio altrui.

A questo punto, ti chiedo se è stato difficile far trasparire il tema della ricerca dell’io più autentico.

In realtà questo aspetto traspare da sé. La prima parte del libro l’ho scritta molto di getto. All’inizio mi sono divertito a presentare i personaggi e le ambientazioni lasciandomi guidare dal flusso creativo. Ma poi dovevo dare ovviamente un senso alle vicende. E così ha iniziato a emergere la riflessione sulla ricerca dell’io, che viene vissuta pienamente dalla protagonista Luna. Dunque, la tematica è sorta abbastanza spontaneamente e mi ci ritrovo molto in questa idea di ricerca personale.

Sono sempre stato definito eclettico, che sia un difetto o no, io da sempre mi sento di vestire diverse personalità artistiche. Nel romanzo ho esasperato l’idea di eclettismo trasferendo le spersonalizzazioni alla protagonista …

Dalla trama in sé si percepisce come spesso viaggiare nel tempo possa implicare anche viaggiare nello spazio, a determinare una “geografia delle infinite possibilità”. Domanda difficile: in fase di elaborazione della trama, hai mai temuto di disperderti tra le infinite possibilità temporali e spaziali? O hai avuto la trama ben chiara sin da subito?

Scrivere un libro che riguarda anche il tema del viaggio nello spazio e nel tempo è un’impresa ben difficile. Ho cercato di stare attento ai dettagli storici, di contesto. Lisbona come ambientazione è stata ben chiara dall’inizio. Poi ho pensato che sarebbe stato interessante far incontrare la protagonista con lo scrittore Fernando Pessoa.

“Luna, ovvero Nessuno”. Parte 2 ?

E dunque, si può sperare in un seguito di questo romanzo?

Sì, preso dal flusso creativo del primo libro ho iniziato a scrivere il seguito e non so ancora se questo secondo capitolo possa chiudere definitivamente la storia. Potrebbe anche essere una trilogia. (Ride ndr). Scrivo per istinto creativo.

Ponendo che l’io sia un microcosmo, e che ognuno sia un micro-cosmonauta, tu, saresti comunque uno di quelli che si siede vicino al finestrino?

Bello. Sì, per osservare quello che è il proprio microcosmo e anche gli altri microcosmi. Ecco, da sempre sono un osservatore e un curioso. E credo anche che la curiosità sia uno dei motori della creatività.

Quindi sì, credo che mi sederei vicino al finestrino per godermi il viaggio.

Grazie.

Intervista a cura di Michela Moramarco

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