HÅN NA’ BELLE 2

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Seconda parte ~ Projections on a human screen

Eccoci qua con la seconda parte della chiacchierata con la cantautrice HÅN, che oltre ad avere un bel progetto e una bella risata ha anche una gran bella pazienza. Se vi siete persi la prima parte in cui raccontavamo di lei shame on you, ma potete recuperarla qua: https://www.indielife.it/2022/04/14/han-personalita-e-musica/ . In questa seconda sezione dell’intervista, oltre ad analizzare meglio il suo album d’esordio Projections on a human screen, ci addentreremo in un lato un po’ più personale di Hån. Ma non aspettatevi domande troppo serie in merito alla sua sfera privata, la leggerezza si associa con la precisione e la determinazione diceva Calvino. Buona lettura!!

Projections on a human screen

Hai registrato quest’album nel corso di questi due anni un po’ a Londra e un po’ in Italia. Come e quale è stato il processo dal momento che ti sei ritrovata a farlo in un periodo delicato come la pandemia.

Di base io ho sempre scritto e registrato in piena autonomia in camera mia, anzi nelle mie varie camere in cui sono passata in questi due/tre anni. Per cui è stato abbastanza normale per me come processo, avendolo sempre fatto da sola. Adesso lo sto facendo con altre persone. Inizialmente ho scritto l’album un po’ per conto mio, un po’ con un ragazzo di Londra, Owen, che è anche presente nel primo pezzo, Bicycle. Le produzioni invece le ho fatte con Giorgio degli Iside a Bergamo. Le registrazioni le ho invece fatte un po’ io a Londra da sola in studio all’università, un po’ da Giorgio, un po’ dove capitava,… . E poi abbiamo fatto mixare tutto agli studi RCA di Sony.

Con Enrico Brun?

Quindi non ti vedi a scrivere un pezzo a due mani?

Sì, ma penso che la maggior parte del mixaggio l’abbia fatta Marco Vialardi. E’ molto diverso l’approccio tra il lavorare da soli o con altri, a me devo dire che piacciono entrambi. Un disco intero non penso che riuscirei a scriverlo con qualcuno nella stanza, ho bisogno di avere il mio spazio dove sono io e basta, almeno quando scrivo. Poi per le fasi successive no, mi piace collaborare.

In realtà adesso sì, però se scrivo cose mie dovrei appunto ritagliarmi un momento in cui sono solo io e basta, perché se no sento che diventa una cosa in cui io perdo troppo le redini e finisce col diventare qualcosa troppo di qualcun altro. Perciò non escludo una doppia scrittura ma non penso che farei mai un intero disco. Ci sono altri artisti che fanno le session e scrivono solo in studio con altre persone, ecco io un intero progetto così non riuscirei a farlo.

Visto che hai citato i tuoi collaboratori, come li hai scelti/come li scegli generalmente?

Per il disco che è uscito ho conosciuto Giorgio grazie al mio batterista (braoboy), che mi ha detto ”guarda che Giorgio fa produzioni” ed io ”ah, okay” (fun fact: nome d’arte di Giorgio è okgiorgio). Poi sono andata nel suo studio e mi sono trovata molto bene. Lui ora è super-avviato, ma un anno fa stava ancora iniziando ad entrare in questo mondo. Cioè, produceva già da un sacco di anni ed era bravissimo, ma non aveva tanti artisti; però a me è sembrato molto capace da subito e quindi abbiamo fatto tutto il disco insieme.

Invece Owen l’ho conosciuto a Londra, lui è proprio della città, e anche lui è molto bravo secondo me. Poi ci deve però essere anche affinità personale, quindi da una parte gioca anche quello, dall’altra un po’ i gusti anche di chi produce. Perché magari c’é gente bravissima ma che fa cose ”lontane” e per questo motivo non ci si ritrova dopo. Insomma avere una certa connessione con chi lavori per me è importante.

Brani più significativi

Tutti i brani sono proiezione del mondo reale su di te, ti va di prenderne una a tuo piacimento e raccontarci da quale esperienza è nata?

Allora, la prima, anche in ordine, è Bicycle, che parla appunto del fatto che mi fossi trasferita a Londra e avessi tutta questa città davanti che non conoscevo. In un punto dice ” vado da sola nelle gallerie d’arte, vado in giro da sola ad esplorare la città” e mi ricorda tanto quel periodo. L’ho scritta infatti ad ottobre ed io mi ero trasferita a settembre e riflette quella situazione in cui ti ritrovi con una capitale a disposizione, piena di eventi ecc… però al contempo non conosci nessuno e tutte le cose che hai da fare non sai con chi farle, l’ho scritta insieme ad Owen e da lì è nata poi la nostra collaborazione.

La seconda che scelgo è Chiro che tendenzialmente parla del fatto che avevo questa relazione a distanza e quindi vedevo l’altra persona sempre attraverso lo schermo, che poi é anche una cosa della pandemia quindi era una situazione un po’ forzata quella dello schermo, nel senso che ci sarebbe stato comunque. Quindi il fatto di vedere tanto una persona così senza un reale contatto ti porta a creare un’ideale su di lei nella tua testa perché non hai mai scambi reali. Io non sono poi una persona che fa canzoni molto narrative, è come se catturassi il momento ma non ti racconto una storia. E di norma lo racconto tramite immagini, il fotogramma di un momento che ho vissuto e che poi ho esplorato nel pezzo.

HÅN opens for Francesca Michielin at Idroscalo for Cuori Impavidi Festival on August 27, 2020

Allora a questo punto mi sorgono due domande, la prima è come ti sei vissuta, malgrado la pandemia, una città artistica come Londra e cosa ti ha lasciato

Io amo molto Londra e onestamente, a parte alcuni giorni in cui ho avuto i miei attimi di crisi, mi sentivo molto stimolata a scrivere e infatti ho scritto un sacco in quel periodo, molto entusiasta, molto curiosa di quello che avevo intorno e in generale avevo un atteggiamento molto propositivo e aperto che penso mi abbia proprio dato la città. Io ora sinceramente a Milano non mi sento così, non so bene perché. Sento questa differenza che potrebbe essere benissimo anche solo mia mentale, in cui mi dico che mi piace Londra e allora sto meglio lì. Forse è anche dettata dal fatto che era una cosa che volevo fare da tanti anni, un’esperienza molto stimolante.

Anche perché lì c’é questa cosa che le persone che si trovano lì stanno passando per Londra: molto raramente le persone che incontri ci rimangono tanti anni. Sono quasi tutti di passaggio o comunque sono lì per una ragione specifica, es i fotografi. E quindi incontri tante persone con esperienze diverse che hanno lasciato il loro paese per andare a fare qualcosa e questo ti stimola molto ad agire anche tu di conseguenza. E questa atmosfera di persone unite dal fatto che pensano di potercela fare a creare qualcosa che a loro interessa, ecco a me piace molto questo ottimismo che dilaga nell’aria e che ti influenza.

Poi dall’altro lato della medaglia è anche una città enorme che ti fa sentire da solo in mezzo a quella moltitudine, e non per ultimo è costosissima. Ma tutto sommato io me la sono vissuta bene, mi piacerebbe anche vivere lì, solo che al momento non è fattibile.

E Milano?

Per il momento mi sta piacendo, però sento molto il peso della competitività. Londra, per come me la sono vissuta io, mi sembrava più un ”ognuno fa ciò che gli piace e va bene così”. Qui mi sembra più dobbiamo ucciderci per ottenere il posto migliore. Mi arriva molto la vibe del ”devo primeggiare”, non c’é molta scena, collaborazione e supporto. Ma questa è solo la mia esperienza attuale, poi magari è l’opposto e sono io che non ho capito niente.

La seconda che invece mi è venuta in mente, parlando di amore prima, riguarda la tua canzone Projections.

Sì, è un messaggio vocale che avevo inviato a Dario (Pasqualini degli Iside, il fidanzato) sotto forma di canzone.

Qual é il tuo concetto di amore legato anche alla tua giovane età

Al momento per me è un po’ una crescita corrispettiva, io faccio crescere te e viceversa. Per ora la mia esperienza è che si imparano tante cose dall’altra persona, magari dei lati di me che, grazie alla relazione, sono più emersi e che lascio vedere di più, ed altri lati che magari devo imparare a coltivare, e idem l’altra persona. Una crescita reciproca.

Futuro

Che futuro vedi per la tua musica e per l’album?

Io spero di continuare a fare musica che mi piace, di avere la possibilità di farlo, di fare cose sempre più belle e di riuscire a comunicare con gli altri. Vorrei anche più connessione con il prossimo. Per quanto riguarda l’album invece mi piacerebbe portarlo anche all’estero, ma non ne ho ancora parlato, però in modo un po’ pensato. Avevo fatto un tour in Europa, nel 2019 se non sbaglio, ma è stata una cosa molto ”do it yourself”, ci siamo divertiti moltissimo però ora non lo rifarei così ma in un modo un po’ più organizzato. Adesso ho una idea diversa di live e quindi vorrei farlo in contesti in cui mi permettono di portare quello che penso.

Hai un team diverso rispetto al 2019?

A livello discografico sì perché é entrata Sony, a livello di booking no, c’è ancora Radar. Per quanto riguarda l’editoria invece se ne occupa Peermusic.

Come è nata la collaborazione con Sony?

Mi hanno inviato loro la richiesta con annesse offerte; il progetto evidentemente era abbastanza conosciuto nell’ambiente anche perché presente da un po’. Io cercavo da un po’ di tempo una etichetta che mi potesse dare una mano e loro mi sono sembrati una soluzione adatta.

Un po’ di frivolezze

Okay, è già più di un’ora che parliamo, per cui adesso ti faccio le ultime domande, quelle un po’ più leggere (ma che in realtà possono rivelare molto di una persona).

Ho visto che anche tu sei entrata nel ciclone Euphoria un po’ come tutti, sei team Maddy o team Cassie?

Urca! Io sono team Jules ahahah, nelle sue scene ero tipo imbambolata a guardarla, nelle altre quasi scocciata (lei non sa ma parla con una grande fan di Hunter Schafer, quindi la capisco benissimo). No però scherzo dai, diciamo situazione moooolto complessa

(per chi non é del mestiere: si parla di una adolescente che decide di avere una relazione clandestina con lo storico fidanzato della migliore amica)

Spesso usi come emoticon sui social, e ci scherzi anche sopra insieme ai tuoi amici nei commenti, quella della fata. Ti rappresenta o ti piace solo il disegno?

Ahahahahah diciamo che se da una parte ci sono persone che magari si identificano più con l’immagine della ”bitch” o del ”bad boy”, io mi sento forse più una ”fatina”

Ma é per caso un soprannome che usano i tuoi amici per chiamarti?

No no haha per fortuna no, è più diciamo una Estetica

Estetica

Parlando proprio di estetica tu hai uno stile molto definito, e a parer mio anche pazzesco, e condividi nelle tue stories anche nozioni riguardo all’ambito della moda. Visto che hai anche un cognome importante per la storia di questo settore nel nostro paese (Fontana) che in qualche modo anche aleatoriamente ti lega, come vedi la combinazione tra queste due forme d’arte?

Trovo che siano molto collegate. Anche a livello generale, nel senso di molto visivo, ovvero l’estetica di un progetto che passa attraverso le grafiche, le foto, i video, ecc… secondo me fanno il 50% del tuo progetto perché comunque anche attraverso quello comunichi cosa stai dicendo, a chi lo stai dicendo, chi sei. Per me quindi è molto importante, quando faccio delle foto o simili, essere la mente dietro il progetto. Poi ovviamente mi lascio anche guidare dagli altri, anche perché se scelgo qualcuno a fare questi lavori li scelgo per un semplice motivo: mi piacciono e voglio collaborarci.

Però è importante secondo me che un’artista abbia una visione a 360 gradi di quello che sta facendo. Ultimamente mi sta anche piacendo molto il mondo del Fashion, al quale non mi ero mai particolarmente interessata mentre adesso sì (benvenuta nel club Giulia). Cerco quindi anche di integrarlo nel mio progetto, però anche qua purtroppo non posso (ancora) fare tutto quello che vorrei.

Secondo me ci sono tante persone che, soprattutto magari anche a livello grande, sembrano essere molto generici. Non è una cosa che io concepisco tanto, se avessi le disponibilità economiche di certi artisti , non so, mi inventerei delle cose assurde perché è divertente e stimolante. A volte vedo proprio le foto con sfondo nero, stile fotografo del paese e mi dico che è quasi uno spreco visto il budget a disposizione. Paradossalmente secondo me certi artisti piccoli fanno cose più fighe di quelli grandi, sia in Italia che all’estero. Poi ovviamente mi vengono in mente anche casi opposti, come Rosalìa: budget alto, contenuti molto belli. Lì allora si vede che è gestito molto bene.

Video

Beh dipende anche molto dalla sensibilità artistica che uno ha. Speriamo di vedere presto dei tuoi progetti in grande allora!

Ma guarda anche solo fare dei video in questo momento sarebbe una grande cosa ahaha

Nello scorso album c’era qualche videoclip però

Sì però sempre cose a budget molto ridotto, quindi diciamo che bisogna tagliare gran parte delle idee che ti escono. E’ la parte che mi da fastidio del lato economico, sei costretto sempre a ridimensionare tutto.

Nel video di Gymnasion ci sei tu vestita di nero accerchiata da ragazzine vestite in bianco. Qual è il significato dietro?

Io che mi staccavo da un periodo della mia vita, quello legato al liceo e all’ambito scolastico in generale, e le ragazzine che rappresentavano quella fase di adolescenza.

https://www.youtube.com/watch?v=JNMrf-LPdGs

Significati

Il tuo fidanzato fa il tuo stesso lavoro e a volte lo ispiri e finisci nelle sue canzoni, sei la famosa ragazza che sta bene in polo (ride). Volevo chiederti, che cos’è secondo te una musa?

Allora io non ne ho. Penso però che sia una fonte umana che ha una funzione ispiratrice. Io non so esattamente se è una figura legata personalmente all’artista o se sia magari anche una cosa che l’artista vede da lontano. Forse ha più senso se c’è un legame personale con l’artista più che un personaggio così da osservare. Penso che sia una persona in grado di scaturire delle immagini particolari all’artista magari proprio perché gli/le è vicina più di altri. Un po’ come Beatrice per Dante

Sì ma tu non togliere il saluto a nessuno

No No No ahah

Okay, adesso ti tocca la domanda più folle di tutte. Ad un certo punto della tua vita hai deciso di fare un cambio look di capigliatura drastico. Ora, la mia professoressa di storia dell’arte del liceo diceva che quando una ragazza sta per compiere un atto del genere di solito è perché è prossima ad un cambiamento radicale nella sua vita e oltretutto se il taglio è corto denota una certa audacia della fanciulla. Premettendo che lei era un po’ svalvolata, ma qual è la tua storia?

Ma io ho sempre voluto avere questi capelli, penso siano i miei veri ahah, no scherzo sto impazzendo. Ad un certo punto, visto che li desideravo da sempre, mi sono decisa e li ho cambiati e devo dire che mi sento molto me stessa così. E’ legato perciò al diventare quello che immaginavo di me, quasi una sorta di auto-affermazione. Però niente di esule dal puro aspetto estetico ecco.

I tuoi tatuaggi invece hanno un significato particolare?

In realtà ne ho due (posti a specchio sugli interni degli avanbracci) che in tedesco significano nostalgia, Heimweh, e l’altra è sehnsucht, parola intraducibile del romanticismo tedesco che significava una sorta di ricerca del futuro però di indefinito. Il fatto di cercare qualcosa che non sai cosa è ma che senti che ti manca. Invece la nostalgia è un po’ il contrario: ti manca qualche cosa del passato di preciso. Mi incuriosiva molto questo contrasto che però è simile, una mancanza di qualche cosa ma appartenenti a diversi spazi temporali

Pensi di fartene altri?

Sì, non so ancora che cosa ma comunque penso che saranno molto più stupidi, senza tutto questo viaggio mentale dietro

ridendo
durante l’intervista

Fortunatamente per lei il suo tempo a disposizione é finito e così anche le mie scriteriate domande. Spero solo che dopo essersi prestata a ciò non mi blocchi su tutti i social come una persona normale farebbe, ma confido nel fatto che lei non lo sia. Se siete abitanti dell’Urbe fatevi un regalo per la gioia del vostro cuore: domani sera, 22 aprile, andatela a sentire al concerto all’Alcazar live di Roma.

Bianca Cela

https://www.instagram.com/hanmusic.jpg/

https://it-it.facebook.com/songsbyhan/

https://www.youtube.com/channel/UCIQ-aitfOF8Mf_277SKmAhA

https://dice.fm/event/g2nx5-hn-at-alcazar-22nd-apr-alcazar-live-roma-tickets?pid=243a3a6c&_branch_match_id=1025397734590383937&_branch_referrer=H4sIAAAAAAAAA8soKSkottLXz8nMy9ZLyUxO1UvL1S9KsUgzNzFPTjG0MLIvyEyxNTIxTjRONEsGAOYNjDEuAAAA

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