Si torna al “Drive In” in macchina con Davidof

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Davidof, e già il nome suona nel modo giusto.

Piglio sbarazzino di chi, nella vita, ne ha già viste tante, sguardo puntato verso il futuro di una penna che non cela (anzi, esalta) il proprio cuore antico nella sciarada di nomi sempre più impegnati a negare la propria storia (o peggio, ad ignorarla) che ogni giorno vanno ad infoltire la schiera di “profili artista” aperti sulle piattaforme digitali: Pietro, invece, non è così, Pietro è di un’altra pasta, di quelle che si fanno forza di una tradizione assimilata non con la funzione della posa, ma piuttosto nella rigenerazione dei codici che passa attraverso il re-impastare, ri-formulare e ri-proporre un’attitude autorale che possa essere fuori dal tempo e dalle mode, e liberata dalla rincorsa alla hit perché la hit, per essere tale, non deve sentirsi tale.

E’ questo che, a suo modo, mi è sembrato sin dall’inizio “Drive In”, brano che arriva alle nostre orecchie atrofiche sospinto da una brezza estiva che sembra nascere apposta per questa canzone, anticipazione di un’estate che, come tutte, sarà certamente invasa da tormentoni che tormenteranno anche il più paziente e imperturbabile degli asceti; ecco allora che, eleggere già “Drive In” come inno della vostra bella stagione, potrebbe diventare un inaspettato antidoto al mal di pancia (e di orecchie) che ci toccherà cominciare a sopportare a breve: Davidof, prima che l’estate esploda, ha già fatto esplodere per Formica Dischi una bomba che sa di rinascita, e che meritava di essere approfondita nelle sue più recondite sfaccettature. Buona lettura!

Bentrovato su Indielife, Pietro! Come ti senti oggi, all’alba di questo tuo ritorno per Formica Dischi, e come stai vivendo questo “progressivo” ritorno alla normalità?

Ciao ragazzi, sto bene in questo periodo sono molto contento. Firmare con Formica Dischi è un opportunità molto importante per la mia carriera. Fin dal primo giorno mi sono sentito come in famiglia. Abbiamo diversi progetti che vedranno presto la luce. La scena musicale sta ritrovando quella serenità che in questi ultimi anni è mancata. Finalmente vediamo le persone ai concerti cantare con noi e sostenerci.

Come nasce il progetto Davidof? Di cose ne hai già fatte eccome, lavorando con più team…

Il progetto nasce dopo un incontro su un sito per musicisti, con Alberto Cari Bassista e attuale Produttore. Abbiamo pubblicato diversi singoli con Hokuto Empire che sono andati molto bene. Adesso scriveremo un nuovo capitolo con Formica Dischi e speriamo vada sempre meglio.

Hai deciso, poi, di fermarti nel 2020/2021, in attesa della fine di una pandemia che ha ridotto in ginocchio l’intero settore. Ecco, cosa ti ha lasciato quest’esperienza di “clausura” e in che modo ha avuto un impatto (se lo ha avuto) sulla tua scrittura?

Non è stato facile ma quel tempo e servito per scrivere nuove canzoni che vedranno la luce in questo 2022/23. Ho ritrovato contatto con me stesso e tirato fuori delle cose che a causa di una vita frenetica rimanevano sconosciute e nascoste dentro.Quello che sentirete da adesso in poi sarà una scrittura più vera, di tutti i giorni.

Raccontaci un po’ di “Drive In”: esiste un particolare aneddoto celato dietro la scrittura del brano? Tra l’altro, leggiamo dalla tua bio che con il cinema hai già avuto a che fare, nel tuo continuo “sperimentare”…

Il cinema ha fatto parte del mio passato. É stata una breve parentesi.
La canzone è nata dopo una vacanza in un posto di mare che sembrava rimasto fermo agli anni 80’ ,cosi ho scritto la storia di un amore estivo come tanti.

Ecco, il verbo “sperimentare” trovo che sia giusto per descrivere il tuo rapporto con l’arte: hai fatto un po’ di tutto (compreso il calciatore), ma ad oggi quale credi che sia l’esperienza che più ti ha “insegnato” qualcosa nella vita? E quando hai capito che la tua via fosse quella della musica?

Sì, nella vita ho sperimentato molto, credo che solo in questo modo possiamo capire realmente chi vogliamo essere. Il sogno da bambino di diventare calciatore penso sia condiviso dalla maggior parte dei bambini e ragazzi di sempre. Poi ad un certo punto quando prendiamo contatto con la realtà svanisce. Ho svolto diversi lavori nel mondo dello spettacolo e non, e sono proprio queste le esperienze che mi hanno insegnato che per essere felici nella vita bisogna fare quello che più di tutto ci piace ci fa sentire completamente noi stessi. Così ho lasciato tutto e deciso di dedicarmi a quello che fino a quel momento era solo un hobby, la Musica.

Hai già in previsione qualche data per l’estate? 

Stiamo programmando alcune date e spero di confermarle a breve.

Bene, salutiamoci con un proverbio, quello che preferisci, basta che racconti di te e della tua visione del mondo!

La vita è come una scatola di cioccolatini non sai mai quello che ti capita.

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